Terremoto di Tuscania del 1971

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Terremoto di Tuscania del 1971
Terre tusca1.jpg
Il centro storico di Tuscania dopo il terremoto
Data 6 febbraio 1971
Ora 19:09
Magnitudo Richter 4.46
Epicentro Tuscania
42°25′07.23″N 11°52′11.98″E / 42.418674°N 11.869995°E42.418674; 11.869995Coordinate: 42°25′07.23″N 11°52′11.98″E / 42.418674°N 11.869995°E42.418674; 11.869995
Nazioni colpite Italia Italia
Intensità Mercalli VIII
Vittime 31
Mappa di localizzazione: Italia
Terremoto di Tuscania del 1971
Posizione dell'epicentro
Terremoto del 1971

Il terremoto di Tuscania del 1971 è un evento tellurico avvenuto nella zona compresa tra Tarquinia e Tuscania, nel Lazio, il 6 febbraio 1971. Il bilancio della catastrofe è stato di trentuno morti ed un centinaio i feriti, alcuni trasferiti negli ospedali della provincia, oltre a 5.000 senzatetto. Il paese rimase privo dei servizi pubblici essenziali, come corrente elettrica, acqua e telefono.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Erano le ore 19:09 quando i sismografi dell'osservatorio sismico centrale dell'Istituto Nazionale di Geofisica, registrarono una violenta scossa sismica.

In base alle notizie che immediatamente giungevano all'Osservatorio da parte degli Enti Pubblici (Protezione Civile, Addetti ai lavori Pubblici ecc.) e da privati si è provveduto subito allo studio dei sismogrammi.

I risultati forniti dagli strumenti, davano una magnitudo della scala Richter uguale a 4,46. Questo dato permetteva di calcolare che l'intensità del terremoto, nell'epicentro, doveva essere dell'ordine dell'ottavo grado della scala Mercalli.

La zona maggiormente interessata era vicino alla città di Tarquinia e più precisamente nelle prossimità di Tuscania[1]. I fatti realmente avvenuti hanno tragicamente dimostrato come purtroppo l'ipocentro si trovasse quasi sulla verticale di quest'ultima cittadina e a profondità poco rilevante.

Alle ore 21:20 dello stesso giorno si registrava una nuova scossa, proveniente dalla stessa zona, di magnitudo 3,56 ovvero, intorno al sesto grado scala Mercalli, che provoca numerosi altri danni come il crollo della chiesa di San Pietro e la basilica di Santa Maria Maggiore, successivamente ristrutturate. Viene quindi allestita un tendopoli fuori le mura della città, mentre le autorità iniziano i lavori di soccorso e scavo tra le macerie.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]