Teodorico Pietrocola Rossetti

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Scansione di una fotografia di Teodorico Pietrocòla Rossetti intorno al 1880

Teodorico Pietrocòla Rossetti[1] (Vasto, 26 novembre 1825Firenze, 3 giugno 1883) è stato un predicatore evangelico e un patriota italiano durante la stagione del Risorgimento.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Teodorico Pietrocola, figlio di Luigi[2] e di Cleofe Marchesani, fece studi umanistici a Napoli, dove si legò agli ambienti liberali e giobertiani.[3] Nel Regno di Napoli, in seguito ai moti insurrezionali del 1848 a cui partecipò, fu condannato a morte.[4] Fuggì a Livorno, dove pubblicò un opuscolo[5] usando per la prima volta il cognome Rossetti[3] in onore dello zio[6], il poeta e patriota Gabriele Rossetti. All'inizio usò lo pseudonimo di "Teodorico Rossetti", che in seguito trasformerà in "Teodorico Pietrocola Rossetti". Poco dopo si trasferì in Francia, trovando il tempo e il modo di lasciarsi coinvolgere nei moti operai del 1851 a Lione. Il colpo di Stato bonapartista del 1851 lo indusse a traversare la Manica[7]. In Inghilterra fu accolto calorosamente da Gabriele e dalla sua famiglia che frequentò assiduamente per cinque anni insieme ai suoi cugini di secondo grado Maria, istitutrice e critica letteraria e futura suora anglicana, Dante Gabriel, poeta e pittore pre-raffaellita, William, scrittore e critico letterario, e Christina Rossetti, poetessa. Qui, in un ambiente culturale molto ricco, conobbe altri frequentatori di casa Rossetti, tra cui Lewis Carroll, che diventò suo amico e per il quale tradusse in italiano Alice nel paese delle meraviglie e il nobile fiorentino Piero Guicciardini, che lo portò, insieme a Gabriele e alle sue figlie, a frequentare per un certo tempo i gruppi di evangelici a Londra. Ciò portò alla sua conversione al cristianesimo evangelico avvenuta nel 1853. Grazie all'intercessione di Piero Guicciardini nel 1857 rientrò in Italia (nel Regno di Sardegna), con un passaporto a firma del conte di Cavour con esplicita motivazione: "per andare ad Alessandria a predicare l'Evangelo": da allora si mise al lavoro con una testimonianza continua e costante, formando comunità evangeliche[8]. Fu tra i fondatori e conduttori del movimento delle “Chiese Cristiane Libere” ( oggi “Chiese dei fratelli[9]”) , per la edificazione delle quali scrisse circa duecento inni e partecipò alla traduzione della Bibbia dai testi originali ebraici e greci[10]. Stabilitosi ad Alessandria, iniziò un'intensa opera di evangelizzazione, da cui nacquero diverse comunità nel Piemonte. La collaborazione con Piero Guicciardini, che egli considerava una sorta di "padre spirituale", rimase costante. Guicciardini era il principale organizzatore di quella campagna di evangelizzazione in Italia: egli si manteneva in contatto con vari comitati evangelici a Nizza e Ginevra, e con gli amici in Gran Bretagna, teneva l'amministrazione, inviava resoconti dell'Opera ai donatori, manteneva contatti con le autorità pubbliche. A Pietrocola Rossetti spettava, invece, il compito di evangelizzare, curare i nuovi convertiti, riunirli in comunità, istruire i futuri evangelisti, scrivere inni, insegnare ed esercitare la cura d'anime. Inoltre, dove era possibile, fondava scuole.

Alcune comunità nacquero lungo le direttrici ferroviarie intorno ad Alessandria, uno dei principali nodi ferroviari dell'Italia settentrionale. Tra gli "operai dell'Evangelo" spesso vi erano dei ferrovieri che, durante le pause del servizio, illustravano ai colleghi la fede evangelica.

Nel 1866 con la moglie si trasferì a Firenze.

Nel 1870 Pietrocola Rossetti iniziò la pubblicazione del periodico: "La Vedetta Cristiana". Nel 1872 tradusse in italiano Alice nel paese delle meraviglie di Lewis Carroll, del quale era stato amico.

Nel 1874 a Bologna ricevette il sacramento del battesimo nella sua Chiesa evangelica (non ritenendo valido o significativo il battesimo nella Chiesa cattolico-romana, ricevuto da neonato).

Nel 1881 venne colpito da paralisi, e morì il 3 giugno 1883, all'età di 58 anni.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Per gran parte della sua vita si firmò con questo doppio cognome, assunto in onore dello zio, Gabriele Rossetti, con cui si sentiva in comunanza di ideali.
  2. ^ Albero genealogico della famiglia Pietrocola di Vasto (JPG), su pietrocola.com.
  3. ^ a b Centro Europeo di Studi Rossettiani
  4. ^ Zanini, p. 14-15
  5. ^ Rossetti, Ferdinando Borbone il Regno di Napoli e la guerra dell'indipendenza : pensieri
  6. ^ in molte fonti invece di "zio" si trova "cugino" in realtà tra i due c'erano 42 anni di differenza. Gabriele era cugino di Luigi padre di Teodorico. (Erano fratelli Maria Francesca, madre di Gabriele, e Nicola padre di Luigi).
  7. ^ Marinaro, p. 5
  8. ^ studi valdesi
  9. ^ Si veda, per esempio, questa pagina nel sito web della Chiesa dei Fratelli.
  10. ^ Marinaro, p. 6

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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