Tennis da spiaggia

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Racchette per il tennis da spiaggia tradizionale (racchetta solida) e nordamericano (racchetta incordata).

Il tennis da spiaggia[1][2] (beach tennis, all'estero) è uno sport ideato e sviluppatosi in Italia[3], derivato dal gioco dei racchettoni,[4] a sua volta derivato da tambeach.[5]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il tennis da spiaggia fu inizialmente praticato nel 1976 al Bagno Aragosta al Lido degli Estensi quando 4 bagnanti appassionati di tennis Mauro Andreoli, Alberto Novi, Vittorio Camerani e Filippo Hanau tutti di Ferrara, stanchi di spallettare sulla spiaggia ebbero l'idea di usare i campi da beach volley per giocare a racchettoni; inizialmente si giocava con la rete da pallavolo e in singolo. Con il tempo poi si abbassò la rete a 1,70 m, per rendere il gioco meno difficile e più spettacolare. Il tennis da spiaggia fu a lungo considerato solamente un gioco per turisti e in quanto tale privo di regole particolari, finché nel 1996 il dott. Giandomenico Bellettini fissò le regole odierne del tennis da spiaggia[6][7].

Varietà di gioco[modifica | modifica wikitesto]

Varietà con racchetta solida[modifica | modifica wikitesto]

Sulle spiagge italiane sin dai primi anni del Novecento si giocava con il tamburello. Dopo la seconda guerra mondiale, è iniziata la pratica di un gioco con racchetta con il piatto in legno o plastica al posto delle corde, simile a quella da paddle tennis; attualmente i materiali più usati nella costruzione delle racchette sono la vetroresina, il carbonio, la grafite e il kevlar. Oltre ai primi giocatori italiani, anche israeliani e brasiliani furono tra i pionieri di questo sport: in Israele è chiamato matkot, considerato sport nazionale, mentre in Brasile ne esiste una variante denominata frescobol.

I primi tornei di tennis da spiaggia con le regole attuali, ma con punteggio pallavolistico, sono stati giocati sulle spiagge ravennati a forte tradizione pallavolistica nel 1978. Senza dubbio il tennis da spiaggia è lo sport estivo largamente predominante nella Riviera romagnola, dove si calcola che esista circa il 50% dei campi da gioco della penisola. È comunque molto diffuso anche in Marche, Lazio, Toscana, Puglia, Abruzzo.

Il tennis da spiaggia è considerato dal CONI sport agonistico dal 2011.

Nel 2010 sono stati organizzati i Mondiali presso il Foro Italico di Roma in concomitanza con gli Internazionali d'Italia. Inoltre si è dato inizio all'iter che ha come obiettivo il riconoscimento del tennis da spiaggia come sport olimpico a partire, almeno in forma dimostrativa, da Londra 2012.

Facile da giocare per tutti, il tennis da spiaggia diventa estremamente difficile e spettacolare a mano a mano che cresce il livello dei giocatori. Per emergere nel beach tennis occorre un buon rapporto con l'attrezzo, riflessi e velocità sulla sabbia. L'equilibrio fra queste doti porta a far emergere giocatori con caratteristiche fisiche che privilegiano la reattività a discapito della pura potenza.

Varietà con racchetta incordata[modifica | modifica wikitesto]

Il tennis da spiaggia praticato in USA e altri paesi, con un regolare circuito nord americano di tornei professionali organizzato nei primi anni di questo secolo, ha le seguenti caratteristiche essenziali: le racchette sono le stesse del tennis e il campo è diviso da una riga longitudinale che delimita la zona di servizio.

Regole di gioco[modifica | modifica wikitesto]

Il gioco si pratica su un campo di sabbia lungo 16 m e largo 8 m per il doppio, lungo 16 m e largo 4,5 m per il singolo. L'altezza dal suolo della rete divisoria è 1,70 m al centro.

La racchetta è lunga massimo 50 cm e il suo piatto è largo massimo 30 cm con uno spessore massimo di 3,5 cm, la sua superficie deve essere liscia anche se sono consentiti "fori" per alleggerire l'attrezzo e ridurne l'attrito con l'aria. La palla è molto simile a quella da tennis ma leggermente depressurizzata.

I giocatori devono battere e ribattere la palla sempre al volo. La successione del punteggio di un gioco è: 15-30-40-vittoria senza i vantaggi. Non esiste la seconda palla di servizio, per cui l'errore in battuta concede un 15, così come il fallo di piede. Relativamente all'importanza o alla specialità un incontro consiste in set di 7 o 6 giochi con tie-break oppure al meglio di 3 set, oppure si può disputare un unico set al meglio di 9 giochi, se si decide di fare set ai 6 giochi si procede o al tie break o si continua uno dei due giocatori non vince con uno scarto di 2 giochi.

È pratica comune l'auto-arbitraggio ossia ogni squadra arbitra il suo campo anche in tornei di alto livello a esclusione alcune volte delle finali o partite di una particolare importanza. I giocatori non possono toccare la rete ne con il corpo e neanche con la racchetta, inoltre non si può passare sotto la rete con il piede. Questa viene chiamata invasione con il conseguente punto per la squadra avversaria.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]