Tempio di Antas

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Tempio di Antas
Antas Tempel1.JPG
Civiltà Nuragica; Punica; Romana
Utilizzo Tempio sacro
Localizzazione
Stato Italia Italia
Comune Fluminimaggiore-Stemma.png Fluminimaggiore
Mappa di localizzazione

Coordinate: 39°23′38.29″N 8°30′00.8″E / 39.39397°N 8.500221°E39.39397; 8.500221

Il tempio di Antas è un tempio punico-romano dedicato all'adorazione del dio eponimo dei sardi Sardus Pater Babai (Sid Addir per i cartaginesi). È situato ad una decina di chilometri circa a sud del paese di Fluminimaggiore, in una zona in cui stanziarono cartaginesi e romani, attirati dagli abbondanti giacimenti di piombo e ferro presenti nel territorio.

Il tempio[modifica | modifica wikitesto]

Il tempio punico[modifica | modifica wikitesto]

Tempio di Antas. Antistanti le gradinate del tempio romano vi sono i resti del precedente tempio punico, dedicato al dio punico Sid Addir.

Sotto la gradinata di accesso al tempio romano sono presenti i resti del precedente tempio cartaginese (completato alla fine del V secolo a.C.) dedicato al dio Sid Addir, continuazione del precedente culto nuragico tributato al dio delle acque e della vegetazione. Il primo sacello venne edificato nel 500 a.C. su un affioramento di roccia calcarea ritenuta sacra e nel 300 a.C. il tempio venne ristrutturato. Intorno all'altare sono stati ritrovati molti reperti punici.

Il tempio romano[modifica | modifica wikitesto]

Ricostruzione grafica del tempio

Il tempio romano venne costruito per il volere dell'imperatore Augusto (27 a.C.-14 d.C.) e restaurato durante Caracalla (213-217 d.C.) sull'area del tempio punico. Il tempio venne scoperto nel 1836 dal generale Alberto La Marmora e assunse la forma attuale dopo la ricostruzione avvenuta nel 1967. La parte anteriore del tempio è composta da sei colonne, quattro frontali e due poste ai lati, alte otto metri circa e aventi capitelli di ordine ionico. Originariamente era anche presente un frontone triangolare. La cella centrale era accessibile tramite due aperture laterali. Nel pavimento della cella è visibile una parte di un mosaico. Infine la parte sacra del tempio è dotata di due recipienti quadrati, profondi circa un metro, i quali contenevano l'acqua utilizzata nei riti di purificazione. La gradinata frontale, attraverso la quale si giungeva al podio, era composta da vari ripiani compreso quello dedicato all'altare che, secondo i canoni dell'epoca, si trovava all'esterno dei tempio. Probabilmente era presente una statua del Sardus Pater Babai che, a giudicare dalle dimensioni di un dito rinvenuto in loco, poteva avere un'altezza di circa 3 metri. Nell'area del tempio sono stati repertati soprattutto doni votivi come statue e monete.

L'area archeologica circostante[modifica | modifica wikitesto]

Nell'area archeologica, oltre al tempio, sono inoltre presenti:

  • una piccola necropoli, nella zona antistante il tempio (scoperta nel 1984, oggi le tre tombe ritrovate non sono visibili);
  • i resti di un antico villaggio nuragico (1200 a.C.-900 a.C.) usato anche in età tardo-romana;
  • le cave romane, da cui si estraevano i massi calcarei utilizzati per costruire il tempio;
  • un antico sentiero che collega l'area archeologica ad una grotta di interesse speleologico nella quale, grazie ad alcuni ritrovamenti di oggetti nuragici, si ritiene che venisse praticato il culto dell'acqua.

Non meno importanti gli antichissimi affioramenti rocciosi che contribuiscono a rendere interessante il contesto naturalistico.

La necropoli nuragica[modifica | modifica wikitesto]

A circa 20 metri in direzione nord-sud dal podio romano, attorno ad una composizione rocciosa, avente probabilmente funzioni religiose, si trova la necropoli nuragica composta da tombe di 80 centimetri di diametro e con una profondità compresa tra 35 e i 68 centimetri, appartenenti probabilmente ad una necropoli più estesa risalente alla prima età del ferro.

Il villaggio nuragico[modifica | modifica wikitesto]

Resti del villaggio nuragico

Situato a circa 200 metri a sud-ovest del tempio di Antas, si trovano i resti di un piccolo villaggio risalente al 1200 a.C., composto da numerosi ambienti circolari edificati con pietre di piccola pezzatura cementate con malta di terra. Lo stesso villaggio fu nuovamente abitato in età tardo-romana.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Raimondo Zucca, Il tempio di Antas

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]