Tavoletta di Biccherna

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Tavoletta tipica (con testo, blasone e scene dipinte) di Benvenuto di Giovanni: Le finanze del comune in tempo di pace e in tempo di guerra (1468).
Tavoletta (Taddeo di Bartolo ?) del 1388[1].
Tavoletta di Lippo Vanni.
Annunciazione su tavoletta di Giovanni di Paolo.

Una tavoletta di Biccherna è una copertina dipinta dei registri della Biccherna, la principale magistratura finanziaria della città di Siena dal 1257 al 1786.

Registri divenuti opere d'arte[modifica | modifica wikitesto]

I registri semestrali della Biccherna, bilanci amministrativi e libri contabili di questa stessa magistratura (con la "Gabella"), sono costituiti da manoscritti dello stesso periodo raccolti in scaffali e protetti da copertine di legno, man mano sempre più dipinte.

Inizialmente intitolate semplicemente all'esercizio considerato, a volte segnate con lo stemma di un amministratore nobile, la "tavoletta" presentava la rappresentazione dipinta del camarlengo al suo tavolo mentre trattava i conti.[2], e poi, nel XIII e XIV secolo, con delle scene sacre, profane e della vita senese[3]. Dapprima furono dei pittori minori a realizzare queste tavolette in miniatura, ma in seguito vennero create dai migliori pittori senesi.

Il primo esemplare pervenuto data alla seconda metà del 1258 e la sua "tavoletta" rappresenta il ritratto del Camerlengo Ugo, un monaco dell'abbazia di San Galgano, che esamina i suoi libri contabili su una scrivania. Un'altra del 1440, un muratore che costruisce il muro di una fortezza, mentre una del 1467 raffigura la Vergine Maria che protegge la città di Siena durante un terremoto, con i cittadini che si rifugiano sotto le tende erette fuori dalle mura della città.

Successivamente anche altre grandi istituzioni della città adottarono lo stesso principio, ovvero l'Opera Metropolitana del Duomo, l'Ospedale Santa Maria della Scala e l'università).

Oggi un centinaio di "biccherne" sono conservate (esposte e visibili) negli archivi dello stato senese (Archivio di Stato di Siena) situato nel Palazzo Piccolomini vicino alla Piazza del Campo, tutti documentati da Enzo Carli].

Alcune decine si trovano in collezioni private o in altri musei del mondo, a Londra, Berlino, Budapest, Amsterdam[4] e New York. Ciò dipende dal fatto che alcune tavolette vennero richieste dalle famiglie dei magistrati che le avevano fatte dipingere, entrando quindi in mano privata e venendo poi rivendute sul mercato antiquario internazionale.

Autori delle tavolette di Biccherna[modifica | modifica wikitesto]

Tipologie di tavolette[modifica | modifica wikitesto]

  • Rappresentazione del camarlengo - eesempio: Il camarlengo Ildebrandino Pagliaresi (1264), Il camerlengo Don Niccolo (1329)
  • Scene sacre - esempio: Pio II impone il cappello cardinalizio a suo nipote (1460), n. 51
  • Scene profane - esempio: Muratori al lavoro in una fortezza (1440), n. 88
  • Eventi storici avvenuti in città - esempio: Il ritorno dei Noveschi a Siena (1448)
  • Eventi naturali avvenuti in città - esempio: La Vergine del Terremoto (1467)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Enzo Carli, p. 25, n. 34
  2. ^ Geoffroy, p. 406
  3. ^ Geoffroy, p. 408
  4. ^ Amsterdam, Rijksmuseum, Office of the Tax Administration (Biccherna) of Siena, anonymous, 1451 - 1452.
  5. ^ N. 1 della collezione dell'Archivio di Stato di Siena
  6. ^ Enzo Carli, p. 10
  7. ^ N. 9 della collezione dell'Archivio di Stato di Siena
  8. ^ Enzo Carli, p. 13
  9. ^ N. 11 della collezione dell'Archivio di Stato di Siena
  10. ^ N. 28 dell'opera di Enzo Carli, p. 22
  11. ^ N. 34 della collezione dell'Archivio di Stato di Siena
  12. ^ N. 62 dell'opera di Enzo Carli, p. 46
  13. ^ N. 47 dell'opera di Enzo Carli, p. 34
  14. ^ N. 51 della collezione dell'Archivio di Stato di Siena
  15. ^ a b Enzo Carli, p. 37
  16. ^ N. 52 della collezione dell'Archivio di Stato di Siena
  17. ^ Attribuita da Bernard Berenson
  18. ^ N. 46 della collezione dell'Archivio di Stato di Siena
  19. ^ Enzo Carli, p. 33
  20. ^ N. 53 della collezione dell'Archivio di Stato di Siena
  21. ^ Enzo Carli, p. 38
  22. ^ N. 54 della collezione dell'Archivio di Stato di Siena
  23. ^ Enzo Carli, p. 39
  24. ^ N. 88, della collezione dell'Archivio di Stato di Siena, p. 51

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • M.A. Geffroy, Tablettes inédites de la Biccherna et de la Gabella de Sienne, Mélanges d'archéologie et d'histoire, 1882 Online, su persee.fr.
  • Giuliano Catoni, Archivio di Stato di Siena. Libri dell'entrata e dell'uscita del comune di Siena detti della biccherna. Registro 30 (1259, secondo semestre), prefazione di Ubaldo Morandi, Roma, 1970. In-8°, XL-171 pages Online, su persee.fr.
  • R. Romano, « Pour une meilleure connaissance des archives italiennes » in Annales. Économies, Sociétés, Civilisations, 1954, volume 9, n. 4, pp. 536–538 Online, su persee.fr.
  • Enzo Carli, Les Tablettes peintes de la Biccherna et de la Gabella de l'ancienne république de Sienne, In-8°, Electa Editrice, Milan - Florence, 1951: descrizione e riproduzione di 124 tavolette conservate nell'Archivio di Stato di Siena.
  • Archivio di Stato, Siena, Museo delle Biccherne ISSN 1592-2111 (WC · ACNP), BetaGamma ed., 2001.

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