Tassa sul celibato

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L'imposta sul celibato è un tributo che fu in vigore in Italia durante il periodo fascista.

Come si può intuire dal nome della tassa, si applicava solo alle persone non sposate di sesso maschile e non anche alle nubili.[1]

Il proposito era quello di favorire i matrimoni e, di conseguenza, incrementare il numero delle nascite. Secondo l'ideologia fascista, una popolazione numerosa era indispensabile per perseguire gli obiettivi di grandezza nazionale che si pretendeva spettassero all'Italia, oltre che per avere un esercito il più numeroso possibile. Nonostante la misura legislativa, che colpì oltre 3 milioni di italiani ancora celibi, negli anni successivi si verificò comunque una decrescita del tasso di natalità passando dalle 29 nascite annue per mille abitanti del 1926 alle 25,2 nascite per mille abitanti del 1930 fino alle 23,2 nascite per mille abitanti del 1937.[1]

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Istituita il 13 febbraio 1927, interessava i celibi di età compresa fra i 25 ed i 65 anni ed era composta da:

  • Un contributo fisso che variava a seconda dell'età (partiva da 70 lire per le fasce più giovani - tra i 25 e i 35 - salendo poi a 100 fino a 50 anni, per poi abbassarsi se si superava tale età a 50 lire. Dai 66 anni si veniva esentati da tale pagamento. Tali importi vennero aumentati due volte nell'aprile 1934 e nel marzo 1937;
  • Un'aliquota aggiuntiva che variava a seconda del reddito del soggetto.

L'importo veniva devoluto all'Opera Nazionale Maternità e Infanzia. Venne in seguito abolita dal Governo Badoglio il 27 luglio 1943.[2]

Altre misure[modifica | modifica wikitesto]

Altre misure simili furono prese in considerazione a quei tempi per risollevare la popolazione italiana, fra le quali premi di natalità, cerimonie nuziali di massa, e i vari premi ed esenzioni fiscali per le famiglie numerose.

Nel 1999, il sindaco di Vastogirardi (IS) ha proposto di reintrodurre la tassa a livello locale come soluzione al calo demografico.[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Notizie di libri e cultura del Corriere della Sera, su lettura.corriere.it. URL consultato il 16 febbraio 2018.
  2. ^ Single ieri e oggi. 90 anni fa nasceva la tassa sui celibi - Io Donna, in Io Donna, 13 febbraio 2017. URL consultato il 16 febbraio 2018.
  3. ^ CALO DEMOGRAFICO: SINDACO MOLISANO 'TASSA' SCAPOLI E NUBILI, su www1.adnkronos.com. URL consultato il 4 gennaio 2016.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Storia Illustrata, n.265, dicembre 1979, Mondadori

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

La canzone dell'epoca Sono andato a Ventimiglia, fa riferimento a questa tassa.