Tachicardia da rientro senoatriale

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Tachicardia da rientro senoatriale
Classificazione e risorse esterne (EN)
ICD-9-CM427.0 e 427.2
ICD-10I47.1 e I47
MeSHD013615

La tachicardia da rientro senoatriale è una aritmia cardiaca che si ritiene sia causata da rientro nel tessuto nodale o nelle zone limitrofe.[1] In questa aritmia la frequenza atriale è tra i 105 e i 150 batt/min e la morfologia dell'onda P è simile a quella del ritmo sinusale.[2][3]

Meccanismo[modifica | modifica wikitesto]

Questo ritmo è causato da un rientro che coinvolge il nodo del seno e il tessuto perinodale. Può essere spesso indotto durante lo studio elettrofisiologico, utilizzando tecniche standard di pacing in atrio destro programmato.[1] Manovre vagali e somministrazione di adenosina o di verapamil portano alla conclusione dell'aritmia.[4]

Epidemiologia[modifica | modifica wikitesto]

Il rientro è in genere indotto durante studi elettrofisiologici e generalmente asintomatica nei pazienti sottoposti a questa procedura. Raramente è così severa da giustificare una terapia.[1]

Diagnosi[modifica | modifica wikitesto]

Il ritmo cardiaco è caratterizzato da frequenze veloci e dalla morfologia dell'onda P virtualmente identica a quella sinusale. Il suo inizio e la sua fine sono bruschi, anche se talora vi è un rallentamento prima della conclusione. La tachicardia può essere interrotta con l'adenosina o con manovre di stimolazione vagale, inclusa la manovra di Valsalva.

Terapia[modifica | modifica wikitesto]

L'adenosina[5], il verapamil[6] e le manovre vagali sono utilizzate in acuto per l'interruzione dell'aritmia. In caso di episodi piuttosto frequenti ha dato qualche risultato positivo l'ablazione transcatetere nel prevenire le recidive.[7]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Hurst, p. 951.
  2. ^ S. Satake, J. Bianchi; LS. Dreifus; Y. Watanabe; EL. Michelson, Tachycardia and apparent sino-atrial block due to concealed sinus node re-entry., in Pacing Clin Electrophysiol, vol. 6, 2 Pt 1, marzo 1983, pp. 229-37, PMID 6189061.
  3. ^ GM. Weisfogel, WP. Batsford; KL. Paulay; ME. Josephson; JB. Ogunkelu; M. Akhtar; SF. Seides; AN. Damato, Sinus node re-entrant tachycardia in man., in Am Heart J, vol. 90, nº 3, settembre 1975, pp. 295-304, PMID 1163421.
  4. ^ J.A. Gomes et al., Sustained symptomatic sinus node reentrant tachycardia: incidence, clinical significance, electrophysiologic observations and the effects of antiarrhythmic agents., in J Am Coll Cardiol, vol. 5, nº 1, gennaio 1985, pp. 45-57, PMID 3964808.
  5. ^ S. Viskin, R. Fish; A. Glick; M. Glikson; M. Eldar; B. Belhassen, The adenosine triphosphate test: a bedside diagnostic tool for identifying the mechanism of supraventricular tachycardia in patients with palpitations., in J Am Coll Cardiol, vol. 38, nº 1, Jul 2001, pp. 173-7, PMID 11451269.
  6. ^ TD. Sellers, JB. Kirchhoffer; TA. Modesto, Adenosine: a clinical experience and comparison with verapamil for the termination of supraventricular tachycardias., in Prog Clin Biol Res, vol. 230, 1987, pp. 283-99, PMID 3295883.
  7. ^ OS. Narula, Sinus node re-entry: a mechanism for supraventricular tachycardia., in Circulation, vol. 50, nº 6, dicembre 1974, pp. 1114-28, PMID 4430110.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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