THX

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THX è un certificato di qualità, applicato ai sistemi di riproduzione audiovisiva, siano essi professionali o domestici.

Definizione[modifica | modifica wikitesto]

Erroneamente considerato da molti un sistema di codifica e decodifica audio multicanale, in realtà il THX si occupa di stabilire determinati parametri qualitativi e quantitativi in merito alla riproduzione di materiale audiovisivo, con l'obiettivo di rendere la fruizione di opere multimediali un'esperienza eccellente. Può essere quindi considerato un sistema di certificazione di qualità.

Il THX ha introdotto significative modifiche ai sistemi di decodifica multicanale ai quali è stato applicato, anticipando, a volte di anni, soluzioni poi implementate nei sistemi di codifica veri e propri. Ciò lo ha reso, agli occhi dei non professionisti, un sistema di decodifica a sé stante.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

THX è un marchio brevettato nel 1982 dalla Lucasfilm di George Lucas.

La sigla THX andrebbe interpretata come Tomlinson Holman Xperiment, dal nome dell'ingegnere incaricato da Lucas di realizzare una sala cinematografica senza compromessi tecnici all'interno degli studios della Lucasfilm (lo Skywalker ranch). La sigla era già apparsa nel primo lungometraggio di Lucas, THX 1138 del 1971 (uscito in italia con il titolo L'uomo che fuggì dal futuro).

In ogni caso l'"esperienza" di Tomlinson fu un successo tale che ne fu subito concepita un'applicazione commerciale.

A cosa si applica[modifica | modifica wikitesto]

Lucas desiderava far in modo che lo spettatore percepisse l'opera di un artista esattamente come era stata concepita. Ogni aspetto è quindi coinvolto nel processo, dalla fase di realizzazione del software alla fase di riproduzione dello stesso.

La certificazione THX può dunque essere ottenuta da numerosi soggetti:

Parametri rilevanti per applicazioni Home Theater[modifica | modifica wikitesto]

Come già detto, l'obiettivo è quello di rendere la riproduzione di un prodotto multimediale un'esperienza senza compromessi anche all'interno delle mura domestiche.

Condizioni ambientali[modifica | modifica wikitesto]

  • Stanza: isolata acusticamente, per non disturbare e non essere disturbati, deve avere il controllo dell'illuminazione e pareti acusticamente assorbenti. Il livello di riverbero deve essere accuratamente controllato, perché può essere determinante sia in positivo che in negativo.
  • Poltrone: naturalmente confortevoli, vanno posizionate in maniera da ricevere il suono in modo ottimale, e soprattutto in maniera omogenea per tutti gli spettatori. Stesso discorso per quello che riguarda la visione dello schermo.

Caratteristiche tecniche dei componenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Schermo: ovviamente lo schermo deve essere wide, ovvero con un aspect ratio di 16:9; negli impianti più raffinati, se dotati di videoproiettore, è possibile modificare l'aspect ratio dello schermo per assecondare i formati cinematografici, diversi da quelli televisivi. In ogni caso è importante un valore di contrasto elevato, in grado di assicurare un nero che sia veramente nero, e non un grigio sbiadito. L'immagine deve essere grande quanto basta per assicurare un effetto spettacolare, e piccola quanto basta per mantenersi chiara e nitida. Può sembrare banale, ma non lo è, in particolare da quando il crollo dei prezzi dei videoproiettori ha consentito di incrementare, a costi relativamente bassi, la superficie visiva. Grande è bello, nitido è meglio.

La grandezza ideale prevede che lo spettatore non debba avere una visuale maggiore di 40° orizzontali e 15° verticali.

  • Altoparlanti: accuratamente posizionati, devono avere sufficiente potenza per poter riprodurre un'elevata pressione sonora senza distorsioni. Vanno direzionati in modo da coprire tutta l'area d'ascolto.
    • Subwoofer: va accuratamente calibrato, affinché la sua frequenza di intervento sia effettivamente nall'ambito delle basse frequenze, e comunque mai al di sopra dei 120 Hz. I suoni veramente bassi, più che ascoltati vanno 'percepiti'.
    • Canali surround: vanno scelti e posizionati in modo da garantire sia una buona resa degli effetti speciali, che la fedele riproduzione dell'ambiente circostante riprodotto nel film.
    • Processore surround: spesso integrato nell'amplificatore, questo elemento, oltre a decodificare il segnale audio proveniente dal software in riproduzione (p. e. Dolby Digital), provvede ad effettuare le opportune ri-equalizzazioni previste dal sistema di qualità THX, con lo scopo di adattare una colonna sonora originariamente concepita (e mixata) per essere riprodotta in grandi sale cinematografiche:
  1. Re-EQ: ri-equalizzazione delle alte frequenze sui canali frontali.
  2. Timbre Matching: ottimizzazione dei passaggi di effetti sonori da un fronte all'altro della scena sonora, p.e. dal frontale al posteriore.
  3. Adaptive Decorrelation: incremento della spazialità del suono, particolarmente utile per colonne sonore originariamente registrate in mono.
  4. Advanced Speaker Array: ottimizza la riproduzione del canale posteriore, in particolare in presenza di sistemi a 7.1 canali.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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