Susana Chávez

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Susana Chávez Castillo

Susana Chávez Castillo (Ciudad Juárez, 5 novembre 1974Ciudad Juárez, 6 gennaio 2011) è stata una poetessa e attivista messicana.

È conosciuta come autrice dello slogan "Nunca más" (non una (morta) di più), usato dagli attivisti per manifestare contro il massacro delle donne di Juárez.

Fu trovata uccisa e mutilata il 6 gennaio 2011 a Cuauhtémoc (suo quartiere natale) all'età di 36 anni ma il riconoscimento del corpo avvenne solo cinque giorni dopo[1].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Susana Chávez iniziò a scrivere poesie all'età di undici anni, partecipando a molti dei festival letterari e forum culturali messicani, offrendo anche letture delle sue poesie durante le manifestazioni per le donne scomparse e assassinate. Laureata in psicologia alla Universidad Autónoma de Ciudad Juárez, al momento della morte stava lavorando ad una raccolta di poemi e scriveva inoltre sul suo blog Primera Tormenta.[2]

La morte[modifica | modifica wikitesto]

Il suo cadavere è stato ritrovato il 6 gennaio 2011, presunta data della morte ed esattamente il giorno dopo la scomparsa. Secondo la madre, Susana era uscita di casa per andare a trovare delle amiche, e quindi è stata probabilmente uccisa durante il tragitto, a poca distanza da casa. Il suo cadavere, con una mano mozzata, è stato trovato seminudo, con la testa avvolta in una borsa nera.

I tre presunti assassini, tre ragazzi di 17 anni, sono stati arrestati, tuttavia sul movente la Commissione statale per i diritti umani (Cedh) e la procura della repubblica locale divergono: la prima sostiene che sia stata strangolata dai ragazzi che, apparentemente, hanno tentato di violentarla, mentre il procuratore locale, Carlos Manuel Salas, ha assicurato ad un canale tv che la donna era uscita di casa ubriaca e si era diretta in un bar dove si trovavano i tre ragazzi, ubriachi e drogati, che hanno finito per ucciderla e sono stati arrestati in flagrante.[3]

Le autorità dello stato non sono riuscite a risolvere neanche un caso fra quelli dei 13 attivisti assassinati in un anno in città, e hanno tentato in ogni modo di slegare la figura di Susana dall'attivismo di Juárez.[4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

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