Stratiotes aloides

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Hydrocharitaceae
Stratiotes aloides LC0258.jpg
Stratiotes aloides
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Divisione Magnoliophyta
Classe Liliopsida
Ordine Alismatales
Famiglia Hydrocharitaceae
Sottofamiglia Stratiotoideae
Genere Stratiotes
Specie Stratiotes aloides
Nomenclatura binomiale
Stratoides aloides
L.

Statiotes aloides è una specie di pianta acquatica sommersa, originaria dell'Europa dell'Asia del nord-ovest, nota anche con il nome volgare di scargia.

Specie invasiva[modifica | modifica wikitesto]

Esemplari di S. aloides sono stati trovati nel fiume Trent, nella zona orientale dell'Ontario.[1]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La S. aloides ha una rosetta di foglie serrate e in estate produce fiori bianchi.

Aspetti ecologici[modifica | modifica wikitesto]

In estate la pianta galleggia sulla superficie dell'acqua con le foglie erette emerse, in autunno le foglie si ricoprono di una secrezione limacciosa di carbonato di calcio e l'intera pianta sprofonda nell'acqua fino al fondo, per poi riaffiorare in superficie in primavera. Su questa pianta sono stati rinvenuti dei fossili.[non chiaro]

La pianta è dioica, le piante sono maschio e femmina, e solo se sono presenti entrambe in prossimità sono prodotti semi. In qualche caso si sono comunque rinvenute piante ermafrodite.

Coltivazione[modifica | modifica wikitesto]

Sono piante molto adatte a stagni od acquari freddi. Si propagano per stoloni che si formano al centro della rosetta di foglie.

La pianta è conosciuta da molto tempo, e per il suo strano comportamento ha colpito la immaginazione umana. Come medicinale ha una reputazione nel sanare le ferite, specialmente quelle da arma bianca, con applicazione esterna. Ha anche fama di essere utile nel trattamento del fuoco di sant'Antono ed anche del mal di reni.[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) [1][collegamento interrotto]
  2. ^ Grieve, A Modern Herbal. Penguin (1984)

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Clapham, Tootin and Warburg. Flora of the British Isles. Cambridge University Press 1962

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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