Strangford Lough

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Carta dello Strangford Lough
Lo Strangford Lough da Portaferry, guardando verso lo stretto.
Strangford Lough da Portaferry.

Strangford Lough o Strangford Loch (Lingua gaelica scozzese Loch Cuan) è un ampio fiordo marino o insenatura nella contea di Down nella parte orientale dell'Irlanda del Nord. È l'insenatura più ampia dell'arcipelago britannico, con una superficie di 150 km². Il fiordo è quasi totalmente chiuso dalla penisola di Ards ed è collegato al Mare d'Irlanda da un lungo canale o stretto. Il corpo principale del fiordo ha almeno settanta isolette insieme a molte insenature (pladdies), baie, promontori e piane fangose. Si tratta di un'area naturale protetta e la sua abbondante natura selvaggia è riconosciuta internazionalmente per la sua importanza.

Strangford Lough è stata designata come prima Zona di Conservazione Marina (MCZ) con l'approvazione della Legge del Mare (Irlanda del Nord) del 2013.

Esso è una località turistica famosa per la pesca e il paesaggio. Città e paesi intorno al fiordo comprendono Killyleagh, Comber, Newtownards, Portaferry e Strangford, quest'ultimo collegato da un traghetto RO-RO.

Nome[modifica | modifica wikitesto]

Il nome Strangford viene dal norreno Strangr-fjörðr ("fiordo forte")[1] I Vichinghi furono attivi nella zona durante il Medioevo. Inizialmente questa denominazione si riferiva solo allo stretto canale che collega la lunga insenatura al mare (tra i villaggi di Strangford e Portaferry).[1] Fino a circa il XVIII secolo il corpo principale marino del fiordo era più noto con l'antico nome irlandese di Loch Cuan, che significa "fiordo delle baie/porti".[1] Questo nome venne anglicizzato come Lough Coan, Lough Cone, Lough Coyn, Lough Coin, o simili.[1]

Lo stretto canale poteva essere quello noto in latino come fretum Brene.[2] Nel dialetto scozzese dell'Ulster il fiordo è chiamato Strangfurd o Strangfirt Loch.[3][4]

Flora e fauna[modifica | modifica wikitesto]

Flora[modifica | modifica wikitesto]

La comune spartina (Spartina anglica, C.E. Hubbard), che fu introdotta a metà degli anni quaranta, è oggi abbondante.[5]

Maerl è un deposito calcareo, principalmente di due specie, di alghe calcaree Phymatolithon calcareum e Lithothamnion glaciale che formano letti naturali di ramificazioni indipendenti d'alghe coralline, viventi o morte, nello Strangford Lough.[6]

Le rive rocciose e massicce verso il sud del fiordo sono dominate da reti di alghe intrecciate della specie Ascophyllum nodosum. La normale e di alghe su queste rive si trova al culmine del fiordo (Pelvetia canaliculata (L.) Dcne. et Rhur.), seguite da cumuli di alghe (Fucus spiralis L.), quindi da alghe intrecciate (Ascophyllum nodosum (L.) Le Jol) con qualche mescolanza a Fucus vesiculosus e Fucus serratus, prima dell'inizio delle alghe della acque basse.[7]

Un'infestante marina chiamata Sargassum muticum, originario del Pacifico (Giappone) fu scoperta nel fiordo il 15 marzo 1995. Le piante erano ben sistemate in sacchetti di maglie contenenti ostriche. I sacchetti, contenenti ostriche del Pacifico (Crassostrea gigas) importate da Guernsey, erano stati buttati via nel 1987. Questo Sargassum è noto come una specie altamente invasiva.[8][9]

Altre alghe sono: Apoglossum rusciofolium (Turn.) J. Ag.; Spyridia filamentosa (Wulf.) Harv.; Sphondylothamnion multifium (Huds.) Näg.; Griffithsia corallinoides (L.) Batt.; Compsothamnion gracillimum de Toni; Compsothamnion thuyoides (Sm.) Schmitz; Calliothamnion corymbosum (Sm.) Lyngb; Rhodymenia delicatula P.Dang.; Haemescharia hennedyi (Harv.) Vinogradova; Rhodophyllis divaricate (Stackh.) Papenf.; Calliblepharis jubata (Good. et Woodw.) Kütz.; Calliblepharis ciliata (Huds.) Kütz; Peyssonnelia dubyi P. et H. Crouan; Plagiospora gracilis Kuck; Gloiosiphonia capillaris (Huds.) Carm.; Dudresnaya verticillata (With.) Le Jol.: Scinaia pseudocrispa (Clem.)Cremades/S.turgida Chemin; Porphyropsis coccinea (J.Ag. ex Aresch) Rosenv.; Pelvetia canaliculata (L.) Dcne. et Thur.; Fucus vesiculosus L. var volubilis Turn.; Fucus cottonii Wynne et Magne; Colpomenia peregrine (Sauv.) Hame; Asperococcus compressus Griff. ex Hook.; Striaria attenuate (Grev.) Grev.; Myriotrichia clavaeformis Harv.; Tilopteris mertensii (Turn.) Kütz.; Chordaria flagelliformis (O.F.Müll.) C.Ag.; Spermatochnus paradoxus (Roth) Kütz.; Pseudolithoderma extensum (P. et H. Crouan) Lund.; Enteromorpha ralfsii Harv.; Chlorochytrium sp.[10]

Tracce dell'invasivo tappeto marino, Didemnum vexillum, furono rinvenute nel fiordo nel 2012.[11]

Fauna[modifica | modifica wikitesto]

Strangford Lough è un'importante destinazione di migrazione invernale per molti uccelli di passo e marini. Animali trovati normalmente nel fiordo sono foche comuni, squali elefante e oche colombaccio. Tre quarti della popolazione mondiale della specie B. b. hrota di quet'ultima passano l'inverno nella zona del fiordo.[12]

Energia mareomotrice[modifica | modifica wikitesto]

SeaGen.

Nel 2007 Strangford Lough divenne sede della prima centrale mareomotrice commerciale del mondo, SeaGen. Il generatore elettrico immerso da 1.2 megawatt, parte del progetto nordirlandese Environment and Renewable Energy Fund approfitta delle veloci correnti di marea nel fiordo che possono raggiungere anche i 4 m/s. Sebbene il generatore abbia sufficiente potenza per rifornire centinaia di abitazioni, la turbina ha un impatto ambientale minimo, poiché è quasi totalmente sommersa e i rotori girano a una velocità sufficientemente bassa da non costituire pericolo per la vita di fauna e flora selvatiche.[13][14][15]

Fin dal 2008 un dispositivo ad energia mareomotrice chiamato Evopod è stato provato nello Strangford Lough vicino al molo per il traghetto di Portaferry.[16] Il dispositivo è un prototipo in scala 1/10 ed è monitorato dalla Queen's University Belfast. Si tratta di una turbina semisommersa ed è ormeggiata al fondo marino mediante una boa con braccio oscillante in modo da mantenere sempre la posizione ottimale rispetto alla direzione del flusso della corrente di marea. Esso non è collegato alla rete e disperde la piccola quantità di energia generata sotto forma di calore nel mare.

Attività a Strangford Lough[modifica | modifica wikitesto]

Strangford Lough Canoe Trail, August 2009

Area of Outstanding Natural Beauty,Strangford Lough è un luogo di bellezze naturali che i locali sfruttano parecchio. Dall'utilizzo del fiordo come un'autostrada (traghetto Portaferry-Strangford) all'utilizzo del fiordo per attività ricreative quali, vela, kajak, bird watching, immersioni e altre. Vi sono società che si trovano in zona incoraggiando i visitatori a esplorare la medesima, visitando l'aquario, il Centro di avventure Clearsky per navigare con canoe, kayak e per immergersi nelle acque del fiordo.

Traghetto[modifica | modifica wikitesto]

MV Portaferry II, agosto 2009

Il servizio di traghetti tra Portaferry e Strangford, è stato in esercizio senza interruzioni per quasi quattro secoli.[17] Il percorso alternativo su strada è lungo 47 miglia e richiede circa un'ora e mezza, mentre la traversata in traghetto richiede non più di 8 minuti.[18] Il servizio pubblico richiede una perdita di circa 1 milione di sterline l'anno ed è sussidiato da fondi pubblici ed è ritenuto un importante mezzo di collegamento con la penisola di Ards.[19]

Archeologia[modifica | modifica wikitesto]

Strangford Lough ha un dimensione archeologica. Esplorazioni archeologiche recenti negl'intervalli di marea hanno portato alla luce centinaia di siti, scoprendo trappole per pesci, macine mareomotrici, muri di alghe e porti.[20]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d (EN) PlaceNames NI: Strangford Lough
  2. ^ (EN) II-Landing Places of St. Patrick, "Saint Patrick: his life and mission", Mrs. THOMAS qONCANNON, The Talbot Press Ltd., Dublin & Cork, From The James D. Phelan Celtic Collection
  3. ^ (EN) Jordan's Castle (Ulster-Scots translation) Department of the Environment.
  4. ^ (EN) Nendrum (Ulster-Scots translation) Archiviato il 30 agosto 2011 in Internet Archive. Department of the Environment.
  5. ^ (EN) Hackney, P. (Ed) 1992. Stewart & Corry's Flora of the North-east of Ireland. Third Edition. Institute of Irish Studies, The Queen's University of Belfast. ISBN 0-85389-446-9 (HB)
  6. ^ (EN) Blake,C. and Maggs, C.A. 2001. A study of maerl beds in Strangford Lough, including determination of growth rates. in Nunn, J.D. (ed). Marine Biodiversity in Ireland and Adjacent Waters. Ulster Museum, Belfast. MAGNI publication no. 008
  7. ^ (EN) Brown, R. 1990. Strangford Lough. The Wildlife of an Irish Sea Lough. The Institute of Irish Studies, The Queen's University of Belfast
  8. ^ (EN) Boaden, P.J.S. 1995. The adventive seaweed "Sargassum muticum" (Yendo) Fensholt in Strangford Lough, Northern Ireland. Ir.Nat. J. 25:111 - 113
  9. ^ (EN) Davison,D.M. 1999. "Sargassum muticum" in Strangford Lough, 1995 - 1998; a review of the introduction and colonisation of Strangford Lough MNR and cSAC by the invasive brown algae Sargassum muticum. Environment and Heritage Service Research and Development Series. No. 99/27.
  10. ^ (EN) Morton, O. 1994. Marine Algae of Northern Ireland. Ulster Museum, Belfast. ISBN 0-900761-28-8
  11. ^ (EN) Carpet sea squirt found in Lough
  12. ^ (EN) BBC Hands on Nature
  13. ^ (EN) Turbine technology is turning the tides into power of the future
  14. ^ SeaGen Turbine Installation Completed
  15. ^ (EN) Tidal energy system on full power, BBC News, 18 dicembre 2008.
  16. ^ (EN) First Testing of Evopod at Strangford Narrows, Ocean Flow Energy Ltd, 12 giugno 2008. URL consultato il 15 agosto 2015 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
  17. ^ (EN) Strangford Lough Ferry - History, Northern Ireland Roads Department (archiviato dall'url originale il 18 settembre 2009).
  18. ^ (EN) About the Ferry, Northern Ireland Roads Department (archiviato dall'url originale il 29 agosto 2009).
  19. ^ (EN) Strangford Ferry Operating at a loss, Portaferry Online. URL consultato il 10 agosto 2013 (archiviato dall'url originale il 1º novembre 2013).
  20. ^ (EN) O'Sullivan, Aidan & Breen, Colin, Maritime Ireland. An Archaeology of Coastal Communities, Stroud, Tempus, 2007, p. 16, ISBN 978-0-7524-2509-2.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Boaden, P.J.S., O'Connor, R.J. and Seed, R. 1975. The composition and zonation of a "Fucus serratus" community in Strangford Lough, Co. Down. J. exp. Biol. Ecol. 17: 111 - 136.
  • (EN) Walsh, B. 2009. Catching the Currents. "Time" 173 no.4. p. 44.
  • (EN) Deane, C.Douglas. 1971. Mammals of Strangford Lough. In Anon (Editor) Strangford Lough. 22 - 23. National Trust. Belfast.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

(in lingua inglese salvo diverso avviso)

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