Stefanel (azienda)

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Stefanel S.p.A.
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StatoItalia Italia
Forma societariaSocietà per azioni
Borse valoriBorsa Italiana: STEF
Borsa Italiana: STEFR
Fondazione
  • 1959 Maglificio Piave
  • 1980 Stefanel
Fondata daCarlo Stefanel
Sede principalePonte di Piave (TV)
Gruppofondi Oxy e Attestor (col 71%)
Persone chiave
Settoreabbigliamento
Fatturato125,3 milioni di [1] (2017)
Dipendenti1.030 (2015)
Sito web

La Stefanel S.p.A. (pronuncia: = stefanèl[2]) è un'azienda veneta che si occupa di abbigliamento. È stata fondata nel 1959 da Carlo Stefanel (1926-1987) come Maglificio Piave, successivamente nel 1980 l'azienda assunse il nome di Stefanel. Controlla i marchi Stefanel e High.

È quotata alla Borsa di Milano.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

  • 1959 - Nasce per iniziativa di Carlo Stefanel il ‘Maglificio Piave'
  • 1970 - L'azienda passa nelle mani del figlio, Giuseppe Stefanel
  • 1980 - Apre a Siena il primo negozio a marchio Stefanel
  • 1982 - Apre il negozio di Parigi, primo punto vendita all'estero
  • 1983 - Stefanel diventa ragione sociale della società
  • 1985 - L'azienda incrementa di quattro volte fatturato e numero di negozi
  • 1987 - Quotazione alla Borsa di Milano

Alla fine anni '80 Stefanel, attraverso una serie di acquisizioni e di accordi internazionali, assume le dimensioni di un grande Gruppo; diversifica la produzione di maglieria aggiungendo abbigliamento sportivo, jeans e prêt-à-porter.

  • 1990 - Acquisizione di Interfashion
  • 2002 - Acquisizione del 50% di Noel International SA, la quale controlla al 100% The Nuance Group leader mondiale nel retail aeroportuale
  • 2007 - Nasce High, marchio di abbigliamento casual chic di Interfashion S.p.A.

Nello stesso anno viene siglato un accordo con il designer Antonio Marras per produrre e distribuire il brand I'M Isola Marras.

  • 2008 - Stefanel avvia il riposizionamento del marchio nel segmento del “simple luxury”
  • 2009 - Stefanel celebra i primi 50 anni di attività. Per festeggiare questo importante anniversario è stata realizzata una capsule collection, “Stefanel50”, disegnata dalle stiliste Annalisa Dunn e Dorothee Hagemann, le “Cooperative Designs”, che hanno attinto all'archivio storico Stefanel rivisitando in chiave moderna 15 capi in maglieria.

I problemi strutturali dell'azienda si aggiungono alla crisi economica: il bilancio si chiude con un fatturato in calo del 10 per cento e una perdita di 44 milioni di euro. Si avvia un piano triennale di rilancio.

  • 2013 - Nel corso dei primi sei mesi del 2013 il Gruppo ha registrato ricavi netti pari ad euro 84,3 milioni, in calo del 12% rispetto all'anno precedente, quando ammontavano a 96 milioni di euro[3]

Entrano i fondi di private equity[modifica | modifica wikitesto]

Nel settembre 2017 entrano nell'azienda come nuove azionisti al 71% i fondi di private equity Oxy e l'inglese Attestor[4] con un piano di ristrutturazione che vede il ridimensionato della rete dei negozi retail (una sessantina le chiusure), lo sviluppo del wholesale, lo spostamento in Europa della produzione che per il 70% avviene nel Far East in modo da riposizionare il marchio e portarlo dal segmento del lusso a quello dell'"abbordable quality", cioè ad un livello un po' al di sopra di Benetton e Zara.[4][1] Ma la congiuntura fiacca del mercato rischia di far saltare la tempistica, nel 2017 il fatturato è calato del 6,5 e l'indebitamento è salito nei primi mesi del 2018 dai quasi 40 milioni del 2017 ai quasi 60 di fine giugno.[1] Oltre a tutto si è dimesso dopo soli sei mesi l'amministratore delegato Cristiano Portas,[5] incarico ricoperto ad interim dal presidente di Oxy, Stefano Visalli.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Vittoria Puledda, L'estate fredda di Stefanel, ritardi sul piano industriale tempi lunghi per il nuovo ad, in Affari&Finanza, 13 agosto 2018. URL consultato il 28 agosto 2018.
  2. ^ Pronuncia
  3. ^ Stefanel in perdita nei primi sei mesi del 2013
  4. ^ a b Salvataggi: Stefanel ok dei soci all'aumento di capitale. Entrano i fondi Oxy e Attestor, su fashionmagazine.it, 25 settembre 2017. URL consultato il 28 agosto 2018.
  5. ^ Stefanel, si dimette l'AD Cristiano Portas, in Repubblica.it, 16 luglio 2018. URL consultato il 28 agosto 2018.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]