Museo e tesoro del duomo di Monza: differenze tra le versioni

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Il museo conserva opere celeberrime dell'antichità tardo romana e dell'alto medioevo, a partire dalla dotazione di suppellettili liturgiche donata dalla regina dei Longobardi [[Teodolinda]]. Il tesoro è stato successivamente arricchito da [[Berengario del Friuli|Berengario I]] re d'Italia e dai [[Visconti]].
 
Tra il 1797 e il 1815, a seguito delle [[Furti napoleonici|spoliazioni napoleoniche]], il tesoro è stato forzosamente requisito e trasferito a [[Parigi]] nel [[Cabinet des Médailles (Francia)|Cabinet des Médailles]] della [[Bibliothèque nationale de France|Bibliothèque nationale]] da cui ha fatto successivamente ritorno a [[Monza]] solo dopo il [[Congresso di Vienna]]. Alcuni oggetti, come la [[Corona di Agilulfo]] e l'[[Evangelario di Ariberto]], tuttavia non fecero più ritorno da Parigi, rubati o fusi per ricavarne l'oro.
 
La nuova sede del museo, che amplia la precedente del 1965, è interamente sotterranea e presenta, oltre agli oggetti del Tesoro, una nutrita serie di opere d'arte mai esposte in precedenza, dal [[XIV secolo|Trecento]] al [[XX secolo|Novecento]]. Questa parte è intitolata Museo Gaiani.
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