Sarcofago di Audasia Cales

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Il sarcofago di Audasia Cales III sec.d.C.

Il sarcofago di Audasia Calès è un'opera locale di età severiana (III secolo) conservato nel chiostro del Museo Serpero di Monza.

Il sarcofago fu dedicato da un liberto ellenico, Quinto Audasio Acmazon, alla figlioletta morta all'età di cinque anni, secondo quanto si può tuttora leggere ricostruendo l'epigrafe scalpellata in epoca più tarda:

D(is) M(anibus)
Audisiae Q(uinti) f(iliae) Calesìì

Q(uintus) Audasius Acmazon

(sex)vir Aug(ustalis) c(reatus) d(ecreto) d(ecorionum)

Mediol(anensium) et Foro Popil(iorum)

PATER QUAE VIXIT

ANN(os) V M(enses) IIII D III

"Agli dei Mani
di Audasia Calès figlia di Quinto
(dedica) il padre Quinto Audasio Acmazon
seviro augustale, nominato per decreto dei decurioni
di Milano e di Forum Populi
ella visse cinque anni, quattro mesi, tre giorni"

Il piccolo sarcofago è in pietra di Angera, del tipo a cassapanca e misura cm 159x62,5x74.
Ha fronte e fianchi decorati a rilievo: sulla fronte due figure di Eroti reggono la tabella centrale con l'epigrafe, sui fianchi sono scolpiti dei festoni appesi a dei ganci.

In età medievale (almeno dagli inizi dell'XI fino al XIV secolo) il sarcofago fu usato come custodia di reliquie e base della mensa dell'altare maggiore del Duomo di Monza.
A questo riutilizzo per il culto cristiano è probabilmente dovuta la scalpellatura della dedica originaria, che invece ha lasciato integra la dedica D M interpretabile come dedica a Dio Onnipotente.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  • Il nome Calès della bambina è di chiara origine greca, significando "la bella".
  • I "seviri augustali" ricoprivano una carica secondaria dell'impero. Vi appartenevano persone, specialmente liberti, dedite alla promozione di devota lealtà verso l'imperatore.
    Quinto Audasio qui si dimostra orgoglioso di questo riconoscimento ricevuto in ben due città (Milano e Forlimpopoli).