Skalviani

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Gli Skalviani e le altre tribù baltiche nel 1200 d.C. circa. I balti orientali sono in tonalità marroni, mentre i balti occidentali sono in verde. I confini sono approssimativi

Gli Scaloviani (in lituano: Skalviai; in tedesco: Schalauer), noti anche come Skalviani, Schalwen e Schalmen erano una popolazione indigena affiliata ai prussiani e, di conseguenza, ai balti. Secondo il Chronicon terrae Prussiae di Pietro di Duisburg, vivevano in Scalovia, una terra a sud di quella abitata dai curoniani e dai samogiti, alla foce del fiume Nemunas nel 1240.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

La regione si estendeva su entrambe le sponde del fiume Memel, a nord della Nadruvia e a sud della Samogizia. Nel nord-est i confini possono ricercarmi nei pressi dei fiumi Šešupė, Ežeruona e Jūra, siti a sud-est della moderna Lituania. A est confinava con la Sudovia, a nord-ovest toccava il fiume Minija, a ovest la laguna dei Curi e a sud-ovest il fiume Gilija. Gli insediamenti principali erano Rusnė, Ragainė e Tilžė.[1]

Nome[modifica | modifica wikitesto]

Il significato è incerto: potrebbe derivare da skalwa "scheggia (oppure vivere separati)" o skalauti, "tra le acque". Secondo le leggende prussiane, il nome della tribù deriverebbe da uno dei figli del re Widewuto di nome Schalauo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

È possibile stimare la presenza di skalviani per via dei luoghi di sepoltura in cui sono presenti resti cremati e, talvolta, tombe di cavalli. A giudicare dagli scavi, si presume che tali comunità fossero collegate ad altri balti occidentali, quali i curi.[2] Tipiche reliquie sepolcrali scaloviane sono state ritrovate a Strewa, Skomanten, Jurgaiten, Nikeln, Paulaiten, Wilku Kampas, Weszaiten, Greyszönen, Lompönen e Wittgirren.

Il più importante centro della Scalovia era costituito da Ragnit e dalla sua fortificazione. Pietro di Duisburg descrive un castello di legno che non poteva essere conquistato con la forza o inducendo gli occupanti alla fame perché gli abitanti della fortezza avevano costruito un lago artificiale al suo interno pieno di pesci. Gli assaltatori dovettero incendiare il castello.[3]

Nel 1276–1277, la Scalovia fu conquistata dai Cavalieri Teutonici. Nelle cronache, vengono menzionati i nobili Sarecka (Sareikā), Surbantas, Svirdotas e Surdota. Nel 1281, Jondele Schalwithe ottenne il primo "Landesprivileg" e nel 1289 fu costruito il castello dell'ordine a Ragnit.[4] Tra il 1281 e il 1383 furono assegnati nuovi diritti ai luoghi espugnati. Nel 1411, viene testimoniata una campagna dei samogizi avviata dal loro capo, Rumbaudas Valimantaitis, contro i castelli di Ragnit, Tilsit e Splitter.

Gli ultimi riferimenti agli skalviani risalgono al 1542 (in cui si parla di coloro che risiedevano nel castello di Ragnit) e al 1563 (con riguardo agli abitanti di Splitter).

Lingua[modifica | modifica wikitesto]

Skalviano
Scaloviano
Parlato inLituania minore, Kaliningrad
PeriodoXIII secolo
Locutori
Classificaestinta
Tassonomia
FilogenesiLingue indoeuropee
 Lingue balto-slave
  Baltiche occidentali
   Skalviano
Codici di classificazione
ISO 639-1svx
ISO 639-3svx (EN)

Si presume che lo skalviano, o scaloviano, sia riconducibile alle lingue baltiche occidentali o ai dialetti di quella regione geografica.[5]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Carl Waldman; Catherine Mason, Encyclopedia of European Peoples, Infobase Publishing, 2006, ISBN 978-14-38-12918-1, p. 556.
  2. ^ (EN) Gary Dean Peterson, Vikings and Goths: A History of Ancient and Medieval Sweden, McFarland, 2016, ISBN 978-14-76-66218-3, p. 196.
  3. ^ (EN) Books, LCC, Baltic Peoples, General Books LLC, 2010, ISBN 978-11-55-69297-5, p. 111.
  4. ^ (EN) Zigmantas Kiaupa, The History of Lithuania: Before 1795, Arturas Braziunas, 2000, ISBN 978-99-86-81013-1, p. 112.
  5. ^ (EN) Zigmas Zinkevičius, The History of the Lithuanian Language, Mokslo ir enciklopedijų leidykla, 1996, ISBN 978542001363-2, p. 51.