Sicindustria

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Sicindustria
Confindustria.svg
AbbreviazioneConfindustria Sicilia
TipoOrganizzazione di industriali
Fondazione1950
ScopoTutela e rappresentanza delle imprese
Sede centraleItalia Palermo
PresidenteItalia Alessandro Albanese - vicario facente funzioni
Lingua ufficialeitaliano
Sito web

Sicindustria, nota anche come Confindustria Sicilia, è la sede territoriale della Sicilia della Confederazione generale dell'industria italiana. È stata la prima sede periferica di Confindustria.[1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Una prima associazione nacque a Catania il 16 novembre 1944, a iniziativa degli industriali di Catania, Messina, Palermo e Siracusa, Fu voluta, come federazione degli industriali siciliani, nel novembre 1950 in contrapposizione al leader nazionale di Confindustria di allora Angelo Costa, da Domenico La Cavera, che venne eletto primo presidente[2], uscendo da Confindustria. Fu lui che nel 1958 aprì all'alleanza politica degli industriali con il governo regionale di allora, guidato da Silvio Milazzo, che portò alla cosiddetta "Regione imprenditrice" con la nascita della Sofis[3]. Gli anni '70 e '80 vedono la scena dominata dai cavalieri del lavoro catanesi, che subirono diverse inchieste giudiziarie.

Nel 2005 il presidente Giuseppe Costanzo si dimette dopo il sequestro di quattro aziende di cui era amministratore e i cui soci erano vicini alle cosche[4]. È nel 2006 con l'elezione del siracusano Ivan Lo Bello, che cambia la politica dell'associazione: questi dal 2007 espelle gli imprenditori che pagano il pizzo alla mafia[5]. Torna anche alla politica di sostegno diretto ai governi regionali: nel 2009, con l'ingresso di Marco Venturi[6], presidente degli industriali di Caltanissetta, come assessore all'industria nella giunta di Raffaele Lombardo, proseguita dal suo successore Antonello Montante, che nel dicembre 2012 indica Linda Vancheri nella giunta di Rosario Crocetta, fino alle sue dimissioni nel 2015. A Montante nel gennaio 2016 viene inviato un avviso di garanzia per concorso in associazione mafiosa.[7], ma resta alla guida dell'associazione[8], fino al marzo 2017, quando viene eletto in sua vece Giuseppe Catanzaro [9]. Nel febbraio 2016 torna a chiamarsi "Sicindustria"[10].

Nel maggio 2018 il suo presidente Giuseppe Catanzaro viene indagato con l'accusa di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione e finanziamento illecito ai partiti, nell'ambito dell'inchiesta che ha portato all'arresto l'ex delegato di Confindustria per la legalità Antonello Montante [11].

Organizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Al suo interno vi è il comitato regionale dei giovani imprenditori e il comitato regionale piccola industria[12]. Le sedi territoriali sono nelle provincie di Palermo, Catania, Messina, Siracusa, Trapani e Ragusa, mentre dal 2012 Confindustria Centro Sicilia, accorpa le provincie di Agrigento, Caltanissetta ed Enna.

Presidenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Domenico La Cavera (1950-1959)
  • Cesare Scimemi (1959-1962)
  • Ignazio Messina (1962-1969)
  • Felice Siracusano (1969-1978)
  • Giuseppe Cantone (1978-1983)
  • Salvino Lagumina (1983-1987)
  • Carlo Malavasi (1987-1991)
  • Francesco Paolo Di Betta (1991-1994)
  • Rosario Baglieri(1994-1997)
  • Pippo Puglisi (1997-2002)
  • Ettore Artioli (2002-2004)
  • Giuseppe Costanzo (2004-2005)
  • Enzo D'Ambra f.f. (2005-2006)
  • Ivanhoe Lo Bello (2006-2012)
  • Antonello Montante (2012-2017)
  • Giuseppe Catanzaro (14 marzo 2017 - autosospeso)
  • Alessandro Albanese - facente funzioni (dal 22 maggio 2018)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Filippo Astone, Il partito dei padroni, p. 123.
  2. ^ Il Sole 24Ore
  3. ^ Repubblica
  4. ^ Agenzia Italia[collegamento interrotto]
  5. ^ LO BELLO Ivan - biografia
  6. ^ Ars Sicilia
  7. ^ Giornale di Sicilia
  8. ^ Sicilia Cronache Archiviato l'11 giugno 2016 in Internet Archive.
  9. ^ GdS
  10. ^ Live Sicilia
  11. ^ Blog Sicilia
  12. ^ Confindustria Sicilia, su confindustriasicilia.it. URL consultato il 27 maggio 2016 (archiviato dall'url originale il 22 maggio 2016).

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]