Shamshiel

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Shamshiel (in ebraico: שִׁמשִׁיאֵל?, Šamšî'el, 'Sole di Dio', in greco: Σαμιηλ, Samiel),[1] anche traslitterato Shamsiel, Samsape'el o Samsaweel,[2] è una figura mitologica della tradizione religiosa giudaico-cristiana ed ebraica.


Nella cultura religiosa[modifica | modifica wikitesto]

Nella tradizione giudaico-cristiana, Shamshiel era uno degli angeli vigilanti o grigori, in seguito caduto sulla Terra. Secondo quanto riportato nel libro di Enoch, in particolare nel "libro dei Vigilanti" (Enoch I-XXXVI), Shamshiel fu uno dei venti angeli che, agli ordini di Semeyaza, guidarono i duecento angeli guardiani inviati da Dio a portare sulla Terra giustizia ed equità, ma che, invaghitisi delle figlie degli uomini, le concupirono, generando così la stirpe dei nefilim e diffondendo il male sulla Terra, fino a che Dio non provocò il diluvio universale.[3][4] Gli angeli caduti insegnarono quindi agli uomini le scienze e la tecnica, mostrando loro come scrivere, navigare, coltivare le piante, fabbricare utensili, armi e cosmetici,[3] ma anche la magia e l'arte divinatoria, insegnando loro a compiere incantesimi e a leggere le stelle. Shamshiel, in particolare, insegnò agli uomini i segni del Sole.[4][5] Prima di scendere sulla Terra, Shamshiel risiedeva nel IV cielo del Paradiso e qui era assegnato come guardiano del giardino dell'Eden.[6]

Nella tradizione ebraica, Shamshiel, principe del Paradiso, è invece l'angelo che accompagna Mosè nel suo viaggio nei cieli.[7] Secondo lo Zohar egli ha sotto di sé 365 legioni di angeli e corona le preghiere degli uomini santi con la gloria di Dio, come gli angeli maggiori.[8] Uno pseudoriferimento a Shamshiel è contenuto anche nell'Apocalisse ebraica di Enoch (XIV:4), laddove Metatron, quando indica i compiti degli angeli sovrani del mondo, cita "Shimshiel assegnato al giorno", tuttavia è stato notato che si tratta di una citazione equivoca e contraddittoria, sia perché letteralmente imprecisa, sia perché in contrasto con il primo libro di Enoch, in cui l'angelo del giorno è il caduto Yomiel (in ebraico: ימאל?, 'Giorno di Dio').[9][1]

Nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

La figura di Shamshiel è abbastanza ricorrente nella cultura pop giapponese, ad esempio in opere di rilievo come la serie anime Neon Genesis Evangelion, dove l'angelo Shamshel ne è un dichiarato epigono,[10] o come nel manga Fairy Tail, in cui il personaggio Angel può evocare l'angelo Shamshiel.

Un riferimento a Shamshiel è rappresentato dal personaggio Samchia della serie di libri fantasy The Fallen, dello scrittore statunitense Thomas E. Sniegoski.

Riferimenti a Shamshiel sono presenti anche in alcune storie del complesso Universo Marvel.[11][12]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Jozef Tadeusz Milik, The Books of Enoch: Aramaic Fragments of Qumrân Cave 4, Clarendon Press, 1976, p. 154.
  2. ^ Theresa Bane, Encyclopedia of Demons in World Religions and Cultures, McFarland, 2012, p. 296.
  3. ^ a b Jozef Tadeusz Milik, The Books of Enoch: Aramaic Fragments of Qumrân Cave 4, Clarendon Press, 1976, p. 29.
  4. ^ a b Paolo Sacchi (a cura di), Apocrifi dell'Antico Testamento (PDF), 1ª ed., UTET, 1981, pp. 472-481.
  5. ^ Jozef Tadeusz Milik, The Books of Enoch: Aramaic Fragments of Qumrân Cave 4, Clarendon Press, 1976, p. 158.
  6. ^ Gunter Rappl, Angels of the Lord Vol. 2: An apostolic-prophetic-messianic teaching, Ekklesia Consumig Fire & GFC, 2019.
  7. ^ Louis Ginzberg, The Legends of the Jews - Vol. II: From Joseph to the Exodus, Cosimo Classics, 2005, pp. 313-315.
  8. ^ Gustav Davidson, A Dictionary of Angels, The Free Press, 1967, p. 271.
  9. ^ Hugo Odeberg, 3 Enoch or The Hebrew Book of Enoch, Cambridge University Press, 1928, pp. 37-38.
  10. ^ Sony Magazines (a cura di), Evangelion Chronicle, vol. 7, De Agostini Japan, 2006, pp. 1-4.
  11. ^ Marvel Zombies: The Book of Angels, Demons & Various Monstrosities Vol 1, Marvel, 2007.
  12. ^ Official Handbook of the Marvel Universe A-Z Vol 1, Marvel, 2008.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]