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Shabbetai Donnolo

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Oria, bassorilievo raffigurante Shabbetai Donnolo, posto a destra della Porta degli Ebrei
Oria, Porta degli Ebrei

Shabbetai ben Abraham Donnolo (in ebraico: שבתי דונולו?), noto anche come Shabbatai bar Abraham Donnolo (Oria, 913 circa – 982 circa) è stato un medico, farmacologo e astronomo italiano, eminente rappresentante della cultura ebraica dell'alto medioevo.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Della vita di Donnolo non si hanno che notizie frammentarie[1]: catturato dai saraceni all'età di 12 anni, fu riscattato a Taranto dai parenti e visse il resto della sua vita in Italia meridionale. La sua formazione avvenne in un continuo confronto con la cultura latina e greca[1]. Studiò medicina, farmacologia, astronomia e astrologia. Poliglotta, conosceva ebraico, aramaico, greco e latino. Donnolo intrattenne strette relazioni con san Nilo che tentò, nel X secolo, di riformare il monachesimo italo-greco[2]. Secondo la testimonianza del santo, Donnolo fu medico a Rossano, che a quei tempi ospitava una cospicua comunità giudaica[2], per le autorità ecclesiastiche e alla corte del governatore bizantino di Calabria, Euprassio[3], e poi fu medico ufficiale alla corte di Costantinopoli.

Nell'agiografia di san Nilo sono raccontati tre episodi che rimandano al medico Shabbetai Donnolo. Nel primo di questi, l'ebreo tenta di curare l'eremita indebolito dalle privazioni, ma il monaco rifiuta le attenzioni del medico, sicuro che solo la fede possa curare. Nel secondo san Nilo e Donnolo sono intenti a medicare Euprassio attraverso l'amputazione di un arto. Nel terzo episodio Shabbetai ben Abraham richiede di essere illuminato da san Nilo sulle Sacre Scritture ma, successivamente, per evitare di essere espulso dalla sinagoga, preferisce non restare con lui[4].

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Molte opere a lui ascritte sono in realtà di incerta attribuzione o sono andate perdute. Restano frammenti del testo astronomico astronomico e astrologico astrologico Sefer ha-Mazzalot, mentre di incerta attribuzione sono la Barayta de-Mazzalot (un trattato astrologico) e un'opera medica incompiuta, la Practica, nella quale sono elencate diverse malattie e le possibili cure. Dell'Antidotarium, anch'esso non attribuibile con certezza al nostro autore, non restano che poche tracce. Le uniche opere a lui attribuibili con certezza [5], sono il Sefer Mirqaḥot ("Libro degli elettuari") e il Sefer Ḥakhmoni .

Sefer Mirqaḥot[modifica | modifica wikitesto]

Il Sefer ha-Mirqaḥot, ovvero "Il libro degli elettuari", noto anche come Sefer ha-Yaqar ("Libro prezioso"), è un sommario di quaranta anni di diretta esperienza medica di Donnolo, in cui descrive il procedimento per la preparazione di elettuari, cioè impiastri di piante medicinali e sostanze viscose quali il miele. Donnolo non appare influenzato dalla medicina araba in quanto non ne fa alcuna menzione nel suo lavoro.

Benché non esistono documenti a suffragio, la figura di Donnolo viene associata alla fondazione della Scuola medica salernitana[6]. Donnolo, grazie al suo sapere e alla sua perizia non comune, anticipa l'archiatra, figura tipica del Basso Medioevo.

In ogni caso, il "Sefer ha-Mirqaḥot" rappresenta il primo testo di medicina composto in Italia dalla caduta dell'impero romano d'Occidente, nonché il primo libro di medicina composto in ebraico in Europa[7].

Sefer Ḥakhmoni[modifica | modifica wikitesto]

La sua opera principale è il Sefer Ḥakhmoni, ovvero "Libro Sapiente" o "Libro del Sapiente", un commentario sul Sefer Yetzirah, vale a dire il testo che per primo introdusse il concetto di sephirot, che avrà larga fortuna nella speculazione qabbalistica successiva.

Il testo si presenta come diviso in tre sezioni. La prima è un'introduzione contenente un poemetto acrostico che ne assicura l'attribuzione all'autore, seguito da una breve autobiografia, nonché da una tavola delle effemeridi per l'anno 4706 "dalla Creazione del mondo", cioè il 946[8]. La seconda sezione è un commento al versetto biblico (Gn 1,26): "Facciamo l'uomo a nostra immagine e somiglianza", in cui Donnolo cerca di spiegare che l'uomo non somiglia materialmente a Dio (che non ha forma umana), ma solo nelle facoltà intellettuali, che possiede tuttavia in modo imperfetto rispetto a quelle del Creatore; dal punto di vista fisico, l'essere umano somiglia, piuttosto, alla terra da cui fu tratto[9]. La terza sezione, infine, è un commento al già citato Sefer Yetzirah, il quale narra la creazione del mondo da parte della divinità tramite i "trentadue sentieri di sapienza", vale a dire le ventidue lettere dell'alfabeto ebraico e le dieci non meglio specificate sefirot.

Donnolo, quindi, sembra seguire un progetto unitario di descrizione di tutta la realtà, unendo le sue competenze di medicina (in particolare, in questo caso, di fisiologia), che lo aiutano a comprendere il corpo umano, e quelle di astronomia e astrologia, con cui può indagare i misteri del mondo. Nella sua opera, incentrata sull'idea della corrispodenza fra microcosmo e macrocosmo, egli concilia la tradizione ebraica con la filosofia neoplatonica, mostrando un intento di unificazione del sapere e dei saperi, non solo all'interno di discipline diverse, ma anche fra culture differenti[10].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Benedetto Ligorio, "Sapere e denaro, da Shabbatai Donnolo a Federio II", 2010, op. cit., p.75.
  2. ^ a b Benedetto Ligorio, "Sapere e denaro, da Shabbatai Donnolo a Federio II", 2010, op. cit., p.76.
  3. ^ Benedetto Ligorio, "Sapere e denaro, da Shabbatai Donnolo a Federio II", 2010, op. cit., p.78.
  4. ^ Benedetto Ligorio, "Sapere e denaro, da Shabbatai Donnolo a Federio II", 2010, op. cit., pp.77-78.
  5. ^ Vadim Putzu, Shabbetai Donnolo. Un sapiente ebreo nella Puglia bizantina altomedievale, Cassano delle Murge, Messaggi Edizioni, 2004., pp. 52, ss.
  6. ^ Süssmann Muntner, Donnolo et la contribution des Juifs aux premières œuvres de la médicine salernitaine, in "Revue d'histoire de la medicine hebraique", IX (1956), pp. 155-161.
  7. ^ Giuliano Tamani, L'opera medica di Shabbetay Donnolo, in Medicina nei secoli, vol. 11, nº 3, Roma, Sapienza università di Roma, 1999, pp. 547-558. (547)
  8. ^ Piergabriele Mancuso, Shabbatai Donnolo. Sefer Ḥakhmoni. Introduzione, testo critico e traduzione italiana annotata e commentata, Firenze, Giuntina, 2009., p. 51 e 255.
  9. ^ Mancuso, Sefer Ḥakhmoni (op. cit.), p. 77, ss.
  10. ^ Putzu, Shabbetai Donnolo (op. cit.), p. 131.

Edizioni delle sue opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Moritz Steinschneider, Donnolo, Fragmente des ältesten medizinische Werkes in hebräischer Sprache, Berlino 1867.
  • Moritz Steinschneider, Donnolo: Pharmakologische Fragmente aus dem 10. Jahrhundert, Berlino 1868.
  • Il commento di Sabbatai Donnolo sul libro della creazione, pubblicato per la prima volta nel testo ebraico con note critiche e introduzione da David Castelli. Pubblicazioni del R. Istituto di studi superiori pratici e di perfezionamento in Firenze. Sezione di filosofia e filologia - Accademia orientale. Le Monnier, Firenze 1880.
  • Sefer Hakhmoni. Shabbatai Donnolo, introduzione, testo critico e traduzione italiana annotata e commentata a cura di Piergabriele Mancuso, (Biblioteca ebraica italiana), Giuntina, Firenze 2009. ISBN 978-88-8057-343-2
  • Piergabriele Mancuso, Il Sefer ha-mazzalot di Šabbatai Donnolo. Testo ebraico e traduzione italiana annotata e commentata, in P. Cordasco, F. Pappalardo e N. Surico (a cura di), L'umanità dello scriba. Testimonianze e studi in memoria di Cesare Colafemmina, Cassano delle Murge, Messaggi Edizioni, 2015, pp. 103-143.
  • Giuseppe M. Cuscito, Il "Libro prezioso" di Šabbeṯay Donnolo. Traduzione italiana commentata", in Sefer Yuḥasin. Nuova serie., nº 2, Napoli, Università degli Studi di Napoli "L'Orientale", 2014, pp. 93-106.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giancarlo Lacerenza, Sabbetay Donnolo: scienza e cultura ebraica nell'Italia del secolo X, (Series minor; 66) Università degli studi di Napoli L'Orientale, Napoli 2004.
  • J. Leveen, "A Pharmaceutical Fragment of the Tenth Century in Hebrew, by Shabbethai Donnolo", in Proceedings of the Royal Society of Medicine, XXI, 1928, pp. 1397-1400.
  • Benedetto Ligorio, Sapere e Denaro da Shabbatai Donnolo a Federico II, prefazione di Simonetta Bernardi, Artebaria ed., Taranto 2010, pp. 75-99
  • Piergabriele Mancuso, "Shabbetai Donnolo and the Jewish Calendar: Corrigenda", in Aleph: Historical Studies in Science and Judaism, VIII, 2008, pp. 343-344.
  • Suessmann Muntner, Shabbetay Donnolo, Jerusalem 1949.
  • Suessmann Muntner, "Donnolo et la contribution des Juifs aux premieres oeuvres de la medicine salernitaine", in Revue d'histoire de la medicine hebraique, IX (1956), pp. 155-161.
  • Vadim Putzu, Shabbetai Donnolo. Un sapiente ebreo nella Puglia bizantina altomedievale, (Iudaica; 3), Messaggi Edizioni, Cassano delle Murge 2004.
  • Emilio Giuseppe Rosato, L'uomo microcosmo e la circolazione dei fluidi in Shabbetai Donnolo, Cassano delle Murge 2012.
  • Giuseppe Sermoneta, "Il neo-platonismo nel pensiero dei nuclei ebraici stanziati nell'Occidente latino: riflessioni sul "Commento al Libro della Creazione" di Rabbi Sabbetai Donnolo", in Gli ebrei nell'alto Medioevo, (Spoleto, 30 marzo - 5 aprile 1978) Centro Italiano di Studi sull'Alto Medioevo, Spoleto 1980. vol. 2, pp. 867-925.
  • Adrew Sharf, The universe of Shabbetai Donnolo, New York 1976.
  • Sacha Stern e Piergabriele Mancuso, "An Astronomical Table by Shabbetai Donnolo and the Jewish Calendar in Tenth-Century Italy", in Aleph: Historical Studies in Science and Judaism, VII, 2007, pp. 13-41.
  • Elliot R. Wolfson, "The theosophy of Shabbetai Donnolo, with special emphasis on the doctrine of Sefirot in his 'Sefer Hakhmoni'", in Jewish History, Vol. 6, N. 1-2, March 1992, pp. 281-316.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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