Selles-sur-Cher

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Selles-sur-Cher
comune
Selles-sur-Cher – Stemma
(dettagli)
Selles-sur-Cher – Veduta
Localizzazione
StatoFrancia Francia
RegioneBlason fr Centre-Val de Loire.svg Centro-Valle della Loira
DipartimentoBlason département fr Loir-et-Cher.svg Loir-et-Cher
ArrondissementRomorantin-Lanthenay
CantoneSelles-sur-Cher
Territorio
Coordinate47°16′N 1°33′E / 47.266667°N 1.55°E47.266667; 1.55 (Selles-sur-Cher)Coordinate: 47°16′N 1°33′E / 47.266667°N 1.55°E47.266667; 1.55 (Selles-sur-Cher)
Altitudine68 m s.l.m.
Superficie25,68 km²
Abitanti4 726[1] (2009)
Densità184,03 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale41130
Fuso orarioUTC+1
Codice INSEE41242
Cartografia
Mappa di localizzazione: Francia
Selles-sur-Cher
Selles-sur-Cher
Sito istituzionale

Selles-sur-Cher è un comune francese di 4.726 abitanti situato nel dipartimento del Loir-et-Cher, nella regione del Centro-Valle della Loira. È delimitata a nord dal fiume Sauldre ed è attraversata dal canale di Berry e dal Cher.

Origine del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il nome deriva dalla forma plurale del termine latino del Basso Medioevo cella, nel significato di "cella del monaco in un monastero". Chiamata dapprima Cellule, poi Celle-Saint-Eusice, diventò Selles-Notre-Dame, quindi Selles-en-Berry prima di arrivare all'attuale Selles-sur-Cher.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Secondo la tradizione, in questo luogo sant'Eusizio[2] costruì nel VI secolo un oratorio che venne risparmiato da una piena del fiume. Nel 531, l'eremita predisse a Childeberto I, re dei Franchi la vittoria contro i Visigoti di Amalarico e al suo ritorno, il sovrano, per riconoscenza, fece costruire un'abbazia, segnando così la nascita del villaggio.
Dal 1145, l'abbazia fu governata dagli abati regolari dell'Ordine di Sant'Agostino e nel 1486, fu introdotta la pratica dell'in commendam e primo abate commendatario fu Jean-François de la Trémoille. La città, il 5 gennaio 1563, durante le guerre di religione, subì l'attacco dell'artiglieria delle truppe protestanti dell'ammiraglio Gaspard de Coligny che, di ritorno dalla battaglia di Dreux, assaltò la città in cui si era rifugiato il clero cattolico con i tesori di tutte le chiese circostanti. Attraverso due brecce del muro, quattro compagnie di Reiter tedeschi irruppero nella città e la saccheggiarono, e il coro e la cripta dell'abbazia andarono distrutti.
Nel XVII secolo, Philippe de Béthune (1566–1649) conte di Selles e marchese di Chabris, trasformò il vecchio castello aprendolo verso il fiume Cher.

Tra il 29 gennaio e l'8 febbraio 1939, oltre 3.100 rifugiati spagnoli, principalmente donne e bambini, in fuga dopo la caduta della Repubblica Spagnola e l'avvento della dittatura di Francisco Franco, arrivarono a Selles-sur-Cher. Successivamente vennero accolti a Bois-Brûlé, nel comune di Boisseau.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Il castello di Selles-sur-Cher[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Castello di Selles-sur-Cher.
Il castello di Selles-sur-Cher

Il castello di Selles-sur-Cher è stato eretto in una posizione piuttosto isolata, tra le valli dello Cher e dell'Indre. L'edificio era anticamente usato dai gentiluomini che si recavano a caccia. Già fortezza medioevale, la sua costruzione risale al 935. Andato distrutto nel XVIII secolo, è stato successivamente ricostruito. Attualmente è di proprietà privata e la visita è possibile solo con accompagnamento. È allo studio una sua trasformazione in hotel.

Abbazia di Notre-Dame-la-Blanche[modifica | modifica wikitesto]

Abbazia di Notre-Dame-la-Blanche

L'abbazia di Notre-Dame-la-Blanche, chiamata anche abbazia di Saint-Eusice, venne costruita nell'XII secolo in stile romanico e nella sua cripta accoglie la tomba di san Eusizio di epoca merovingia. L'edificio è stato classificato Monumento storico nel 1862. Nel 1882 è stato restaurato dall'architetto Anatole De Baudot.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ INSEE popolazione legale totale 2009
  2. ^ Sant' Eusicio (o Eusizio), in Santi, beati e testimoni - Enciclopedia dei santi, santiebeati.it.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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