Scoppieto

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Scoppieto
frazione
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Umbria-Stemma.svg Umbria
ProvinciaProvincia di Terni-Stemma.svg Terni
ComuneBaschi (Italia)
Territorio
Coordinate42°40′N 12°13′E / 42.666667°N 12.216667°E42.666667; 12.216667 (Scoppieto)Coordinate: 42°40′N 12°13′E / 42.666667°N 12.216667°E42.666667; 12.216667 (Scoppieto)
Altitudine465 m s.l.m.
Abitanti93 (Dati ISTAT 2001)
Altre informazioni
Cod. postale05023
Prefisso0744
Fuso orarioUTC+1
Nome abitantiscoppietani o scoppietesi
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Scoppieto
Scoppieto

Scoppieto è una frazione del comune di Baschi (TR).

Il paese è posto fra Civitella del Lago e Todi, su di un colle alto 465 m s.l.m. antistante il lago di Corbara; gli abitanti sono 93 (dati Istat, 2001).

Scoppieto si raggiunge tramite la Strada Provinciale 90, girando per il bivio "Vocabolo Ortali", sito presso Civitella del Lago, e proseguendo per qualche centinaio di metri verso "Via delle Azalee".

L'aspetto del paese è quello di un vicus arroccato su di un colle.

Da Scoppieto si può ammirare un bel panorama sul lago di Corbara.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Gli scavi archeologici avviati nel 1995 da parte dell'Università degli Studi di Perugia (direzione Margherita Bergamini) hanno evidenziato che la prima frequentazione del sito si colloca nel III sec. a.C. ed è una frequentazione cultuale motivata dalla presenza di un santuario italico, di cui è stata identificata la pianta. Nel II sec. a.C. il sito si trasforma in un'azienda agricola, con allevamento di bestiame.

Successivamente il sito diventa un fiorente centro di produzione di ceramica: si ignora il nome del sito in questo periodo. La ceramica prodotta, in particolare il vasellame di terra sigillata, attraverso il vicino Tevere, veniva venduta a Roma, imbarcata ad Ostia e commercializzata in tutti i paesi principali del Mediterraneo. Lo sviluppo della produzione ceramica africana, di minor costo anche se di minor pregio, fece crollare la produzione della manifattura di Scoppieto ma il sito continuò ad essere abitato stabilmente fino alla metà del V secolo d.C. Assai interessanti sono le monete di III-IV e V sec. d.C. restituitr dallo scavo, esposte nell'Antiquarium Comunale creato nel 2000 all'interno del palazzo Comunale.

Dopo secoli di oblio, nel Medioevo, il pagus risulta nominato, in documenti riguardanti i dintorni di Baschi, come Scopletis, con oscuro significato del nome.

Il paese rimase una villa senza fortificazioni per tutto il Medioevo, anche se la posizione arroccata su un colle, con unica strada d'accesso e innumerevoli strade a vicolo cieco, potrebbe far pensare ad un castrum posto a difesa delle vicine Baschi e Civitella del Lago, dalle incursioni di Todi o da probabili invasori provenienti dalla valle del Tevere.

In seguito risulta un tutt'uno col vicino castelletto di Ponticelli (allora contava solamente 15 abitanti), mentre Scoppieto ne contava 145 (nel XIII secolo).

Nel 1330, l'abate di Scoppieto fu scomunicato con tutti i suoi seguaci, per aver partecipato ad una spedizione contro la guelfa Orvieto.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Gli scavi archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Gli scavi archeologici hanno riportato alla luce una manifattura ceramica che ebbe una fiorente produzione di terra sigillata in particolare, poi lucerne, ceramica a pareti sottili, ceramiche comuni. Il periodo di attività risale al I secolo d.C., dall'età augustea all'età traianea. La sua costruzione è attribuibile alla gens Plotidia e in particolare a tre personaggi:

Lucius Plotidius

L'argilla usata per la ceramica era prelevata dai terreni circostanti (prevalentemente dalla località Pantani o Pantano; questa era un'argilla di ottima qualità, cotta col fuoco di legnami locali (la zona circostante è tuttora ricoperta di fitta vegetazione boschiva) e intrisa nell'acqua di fonti locali (proveniente da una sorgente nota in loco come "Morson" o "Morso Cupo").

La successiva importazione dall'Africa di vasellame di Terra sigillata chiara, di pregio molto inferiore, ma anche di minor costo, rappresentò una delle cause che determinarono la fine dell'attività della manifattura, ma le strutture vennero convertite in funzione abitativa e il sito continuò ad essere abitato fino alla metà del V secolo.

Gli scavi sono stati sospesi dall'Università di Perugia nel 2011 e lo studio dei materiali è tuttora in corso.

Tra le pubblicazioni più importanti sui risultati raggiunti si segnalano:

M. BERGAMINI (a cura di), Scoppieto I. Il territorio e i materiali (lucerne, opus doliare, metalli), Firenze (All'Insegna del Giglio) 2007 (con contributi di Margherita Bergamini, Paolo Boila, Paola Comodi, Giovanni De Santis, Maria Luisa Forlani, Marcello Gaggiotti, Massimiliano Gasperini, Sabrina Nazzareni, Natalia Nicoletta, Diego Perugini, Elena Salvo).

M. BERGAMINI (a cura di), Antiquarium Comunale di Baschi. Catalogo regionale per i beni culturali dell'Umbria, Perugia 2008 (con contributi di Margherita Bergamini, Marcello Gaggiotti, Massimiliano Gasperini, Natalia Nicoletta, Elena Salvo, Sara Speranza, Gabriele Terenzi).

M. BERGAMINI (a cura di), Scoppieto II. I Materiali ( Monete, Ceramica a vernice nera, Ceramica a pareti sottili, Ceramica di importazione africana, Anfore, Manufatti e strumenti, Pesi da telaio, Vetro, Osso lavorato, Metalli, Sculture, Materiale epigrafico (con contributi di Margherita Bergamini, Paola Comodi, Debora Castellani, Illuminata Faga, Marcello Gaggiotti, Michela Merletti, Natalia Nicoletta, Sara Speranza), Firenze 2011 (All'Insegna del Giglio).

M. BERGAMINI (a cura di), Scoppieto III. Lo scavo, le strutture, i materiali (Coroplastica, Marmi)”, (con testi di Margherita Bergamini, Antonella Buccianti, Alessandra Capocefalo, Paola Comodi, Katia Mannino, Tommaso Mattioli, Diego Perugini, Giampiero Poli, Azzurra Zucchini) Edizioni Quasar, Roma 2013.

M. BERGAMINI (a cura di), Scoppieto IV/1. I Materiali. Terra sigillata decorata a rilievo, Testi di Cristina Troso e Valentina Dezza, con il contributo di Massimo Oddone, Apparato fotografico di Stefano Simoni, disegni di Valentina Dezza e Viviana Grassetti, Edizioni Quasar, Roma 2014.

M. BERGAMINI (a cura di), Scoppieto V. I materiali. Ceramiche comuni, testi di Ma. VICTORIA PEINADO ESPINOSA, con il contributo di A. BUCCIANTI, P. COMODI, S. GENTILI, R. MARIOTTI, A. ZUCCHINI, Roma 2015.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

  • Agricoltura;
  • Agriturismo;
  • Viticoltura, la zona circostante è zona di produzione del vino di Baschi;
  • Turismo, presso gli scavi archeologici.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]