Scoliosi

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Scoliosi
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Scoliosi
Specialità reumatologia
Classificazione e risorse esterne (EN)
ICD-9-CM 737
ICD-10 M41
MeSH D012600
MedlinePlus 001241

La scoliosi è una forma di dismorfismo ed è una condizione che implica una complessa curvatura laterale e di rotazione della colonna vertebrale. La rotazione delle vertebre determina il gibbo, in genere costale.

Questa deformità è più evidente a livello costale. Esistono delle eccezioni in cui non vi è rotazione ma vi è "atteggiamento scoliotico". La colonna vertebrale scoliotica contiene muscoli atrofici ad un lato e muscoli ipertrofici dall'altro che la deformano ed è spesso associata a cifosi e lordosi.

L'altezza dei dischi intervertebrali e delle vertebre diminuisce dal lato concavo della flessione: il corpo vertebrale diventa cuneiforme.

Epidemiologia[modifica | modifica wikitesto]

La scoliosi è una condizione che è presente in circa 7 milioni di persone nei soli Stati Uniti d'America.

Cause[modifica | modifica wikitesto]

Si stima che, approssimativamente, il 65% dei casi di scoliosi sia idiopatica, circa il 15% siano congenite e circa il 10% siano secondarie a una patologia neuromuscolare (dopo poliomielite, distrofie muscolari, ecc.).[1].

La scoliosi idiopatica è una condizione che perdura per l'intera vita, ma non influenza negativamente la speranza di vita degli individui affetti[2].

La scoliosi idiopatica dell'adolescente non ha un chiaro agente causale ed è generalmente considerata come originata da cause multifattoriali, anche se si ritiene che vi giochino un ruolo fattori genetici[3]. Varie cause sono state implicate, nessuna delle quali ha raccolto il consenso degli scienziati quale causa della scoliosi, sebbene sia ampiamente accettato il ruolo di fattori genetici nello sviluppo di questa condizione[4]. In uno studio, ad esempio, il gene CHD7 è stato associato a una forma idiopatica di scoliosi[4][5]. In uno studio del 2006, tre polimorfismi di microsatelliti del gene MATN1 (responsabile della codifica della proteina Matrilin 1, cartilage matrix protein) costituiti, rispettivamente, da 103, 101, e 99 coppie di basi, sono stati messi in relazione alla scoliosi idiopatica[6].

Forme congenite della scoliosi possono essere fatte risalire a malformazioni della spina tra la terza e la sesta settimana in utero. È il risultato sia di una incompleta formazione, sia di una mancanza di segmentazione, sia di una combinazione di entrambi[7].

Scoliosi secondarie a patologie neuromuscolari possono svilupparsi durante l'adolescenza, come nel caso della sindrome del midollo spinale legato [8].

Segni e sintomi[modifica | modifica wikitesto]

I pazienti che hanno raggiunto la maturità scheletrica hanno meno probabilità di andare incontro ad un peggioramento. Alcuni gravi casi di scoliosi possono portare ad una diminuzione della capacità polmonare, ad esercitare una pressione sul cuore e a limitare le attività fisiche. Tuttavia i pazienti non vanno spaventati con queste prospettive, perché una buona ginnastica ed un buon corsetto in plastica sono di giovamento.

Condizioni associate[modifica | modifica wikitesto]

La scoliosi è talvolta associata ad altre condizioni, come la Sindrome di Ehlers-Danlos, sindrome di Charcot-Marie-Tooth, sindrome di Prader-Willi, osteogenesi imperfetta, cifosi, paralisi cerebrale infantile, atrofia muscolare spinale, distrofia muscolare, disautonomia familiare, sindrome di CHARGE, atassia di Friedreich, sindrome dell'X fragile,[9][10] sindrome di Proteo, spina bifida, sindrome di Marfan, neurofibromatosi, connettivite indifferenziata, ernia diaframmatica congenita, disturbi dell'asse craniospinale (ad esempio, la siringomielia, sindrome da prolasso valvolare mitralico, malformazione di Arnold-Chiari), e sindrome di banda amniotica.

Scoliosi associate a sindromi, come quella di Marfan o a quella di Prader-Willi, vengono spesso sottoclassificate come "scoliosi sindromiche".

Diagnosi[modifica | modifica wikitesto]

Misurazione dell'angolo di Cobb.

I pazienti che presentano scoliosi vengono inizialmente esaminati per determinare se la deformità è una causa sottostante.

Durante l'esame, al paziente viene chiesto di mettersi a petto nudo e di piegarsi in avanti. Questo è noto come test Adams con il piegamento in avanti [12] e viene spesso effettuato sugli studenti. Se si nota un rilievo, si ha la possibilità che sia presente una scoliosi e quindi il paziente viene inviato a compiere un esame radiologico per confermare la diagnosi.

Viene, in seguito, valutata la capacità di deambulazione del paziente e si controlla la presenza di altre anomalie (ad esempio, spina bifida, nevi pelosi, lipomi o emangioma). Viene eseguito, inoltre, un approfondito esame neurologico.

Quando si sospetta scoliosi, vengono effettuate delle radiografie, in carico, complete della colonna, sia in antero-posteriore che in laterale. I raggi X sono solitamente utilizzati per valutare le curve di scoliosi, la cifosi e la lordosi, in quanto questi ultimi possono essere presenti frequentemente nei soggetti con scoliosi. La radiografia, su tutta la lunghezza della colonna vertebrale in piedi, è il metodo standard per la valutazione della gravità e della progressione della scoliosi, e permette, inoltre, di valutare se è congenita o idiopatica. Nei soggetti in crescita, si possono eseguire una serie di radiografie in intervalli che vanno dai tre ai 12 mesi, per seguire la progressione della curva, e in alcuni casi, si può completare l'indagine con una risonanza magnetica per valutare il midollo spinale.

Il metodo standard per valutare quantitativamente la curvatura è la misura dell'angolo di Cobb. Questo è l'angolo tra due linee, perpendicolari alla faccia superiore dell'ultima vertebra coinvolta superiormente e alla faccia inferiore dell'ultima vertebra coinvolta inferiormente. Per i pazienti con due curve, gli angoli di Cobb sono calcolati per entrambe le curve.

Test genetico[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni test genetici sono stati resi disponibili nel corso del 2009 ed è ancora sono oggetto di studio, per valutare la probabilità di progressione della curva.

Attraverso uno studio del genoma, i genetisti hanno identificato marcatori nel DNA che sono significativamente associati con la scoliosi idiopatica: 53 marcatori genetici sono stati identificati. La scoliosi è stata descritta come una deformità biomeccanica, la progressione dipende da forze asimmetriche altrimenti note come legge di Heuter-Volkmann.[11]

Trattamento[modifica | modifica wikitesto]

Esercizi fisioterapici specifici per la scoliosi[modifica | modifica wikitesto]

La ricerca scientifica ha dimostrato che in una malattia muscolo-scheletrica come la scoliosi tutti i trattamenti (dai corsetti alla chirurgia) causano una disabilità psicologica, fisica e funzionale (transitoria nel caso del corsetto e permanente nel caso della chirurgia). Un buon approccio conservativo basato sull’ uso di esercizi specifici cerca quindi di compensare o, se possibile, prevenire un simile danno secondario e mira a prevenire la progressione della scoliosi[12] e il conseguente uso del corsetto[13]. Come diceva Sibilla “le scoliosi andrebbero trattate un gradino per volta, ma il problema è cominciare con il gradino giusto”. In questa ipotetica scala, se il disallineamento della colonna è molto lieve, l’inizio del trattamento può prevedere la sola osservazione, oppure, in casi che necessitano un trattamento correttivo, la scelta degli esercizi, che, se non sufficienti, verranno affiancati all’uso del corsetto (di diversa tipologia e con diverso dosaggio, a seconda della gravità della situazione)[14], con l’obiettivo finale di evitare l’intervento chirurgico[15]. Fra i più conosciuti metodi di trattamento con esercizi ce ne sono alcuni che sono rimasti immutati (Mézières, Sohier, Klapp o Dobomed) ed altri (Schroth, RPG, SEAS) che sono cambiati nel tempo sulla spinta delle nuove proposte degli autori che propongono l’approccio[16]. Ad oggi, in letteratura scientifica possiamo trovare pubblicazioni indicizzate sull’efficacia degli esercizi relativi solo ai metodi Dobomed, Schroth e SEAS[17][18].

Approccio SEAS[modifica | modifica wikitesto]

SEAS è un acronimo che significa “Approccio Scientifico con Esercizi per Scoliosi”[19] ed è nato negli anni ’80, pur provenendo da una storia risalente alla scuola lionese degli anni ‘60. Non è un classico “metodo” ma un approccio di trattamento[20] basato su esercizi specifici ad impronta decisamente cognitivo comportamentale e impianto multidisciplinare, che coinvolge in maniera indiretta tutti le figure professionali coinvolte nel team che prende in carico il paziente. Gli esercizi non sono stati predefiniti secondo un impianto rigido e collegati ad una classificazione, ma sono in continua evoluzione grazie alle conoscenze e alle evidenze scientifiche che ISICO costruisce attraverso la ricerca[21].

Dal punto di vista biomeccanico questo tipo di trattamento cerca di contrapporsi al “circolo vizioso” descritto da Stokes[22][23][24] favorendo una crescita meno patologica delle vertebre interessate.

Gli esercizi SEAS si basano sul concetto dell’Autocorrezione, cioè una correzione attiva eseguita del paziente nei tre piani dello spazio (attraverso movimenti di traslazione sul piano frontale, di derotazione sul piano traverso e di ricostruzione del piano sagittale). Così come gli esercizi, anche l’autocorrezione non segue uno schema standard di scelta di direzioni e di sequenze, ma viene tagliata sul singolo paziente, basandosi sulle effettive necessità e sull’abilità di esecuzione. L’autocorrezione viene costruita dopo un'attenta valutazione radiografica, clinica e delle qualità neuromotorie del paziente. Considerata la sua naturale difficoltà di esecuzione all’esordio del trattamento, l’autocorrezione viene tipicamente insegnata nella sua versione più semplificata e poi progressivamente resa più complessa e coerente con i disallineamenti vertebrali causati dalla scoliosi.

E’ intuitivo immaginare che l’autocorrezione potrà avere il massimo dell’efficacia solo attraverso una modificazione lenta e costantemente volta alla sua applicazione integrata con le attività della vita quotidiana[25]. Il paziente dovrà eseguire l’autocorrezione attivamente, senza aiuti esterni e dovrà riuscire a mantenerla anche in situazioni “distraenti” e sempre più complesse. Questo, permette di superare il concetto di “ginnastica correttiva” ed orientare alla realizzazione di una vera e propria “rieducazione neuromotoria”[26] mirata al rinforzo della stabilità vertebrale.

Gli esercizi rappresentano lo strumento che verrà utilizzato per aumentare, progressivamente, la capacità del paziente di conservare l’autocorrezione. Cambieranno regolarmente e verranno adattati rispetto alle esigenze individuali, in modo tale da fare un lavoro progressivamente più complesso, annoiando il meno possibile il ragazzo, grazie alla loro estrema variabilità.

Nel SEAS viene data grande importanza anche all’aspetto psicologico e vengono previsti regolari momenti di counseling familiare per tranquillizzare il paziente e i familiari, rinforzare la compliance e chiarire ogni dubbio che può insorgere nel corso di un trattamento così lungo e difficile. L’approccio cognitivo- comportamentale, allargato alla famiglia, è uno dei principi di base del SEAS, proprio perché l’intero nucleo famigliare deve avere piena coscienza che tutto il team sta lavorando per ottenere il miglior risultato possibile[27].

Come anticipato, nei pazienti con scoliosi minori, il primo obiettivo è quello di cercare di evitare il corsetto. Nei casi un po’ più gravi, che necessitano l’uso dell’ortesi, gli esercizi non possono sostituirsi ad esso, ma devono lavorare in sinergia. Sarà proprio l’associazione dei due trattamenti che eviterà gli effetti dannosi del corsetto e che permetterà di aumentarne l’efficacia e di mantenere la stabilità del rachide. Gli obiettivi specifici del trattamento si definiscono a seconda della fase di trattamento in cui ci si trova. All’inizio, quando le ore di corsetto sono tante, è consigliato inserire nel programma anche degli esercizi mobilizzanti da effettuare senza corsetto, mirati a migliorare la mobilità della curva verso la correzione. In tal modo si facilita l'intervento correttivo del corsetto[28] e si sfruttano al massimo le spinte correttive inserite all’interno. Pian piano, quando le ore iniziano a diminuire, è fondamentale che il ragazzo impari a correggere attivamente le sue curve e che venga inserita l’autocorrezione anche nei gesti più quotidiani, come, ad esempio camminando, scrivendo, leggendo un libro, saltando… Quindi, la scelta degli esercizi con o senza corsetto dipende dalla fase della terapia, dalla capacità del ragazzo di autocorreggersi e dalla rigidità della colonna vertebrale. Alla diminuzione delle ore di indossamento, gli esercizi diventano sempre più importanti, per consolidare la correzione attiva[29], garantire il sostegno della colonna[30] e il mantenimento del risultato raggiunto[31][32].

Corsetti e busti[modifica | modifica wikitesto]

Quando, nelle forme un po' più gravi, verrà applicato al paziente il corsetto o il busto in gesso, un esercizio al fine di mobilizzare la curva, sarà lo sgusciamento, e possibili esercizi isotonici e isometrici, da svolgere durante tutta la giornata. Importante è l’incremento della capacità respiratoria, con esercizi di ginnastica, al fine di rieducare la respirazione del paziente nell’apparecchio gessato. Se il corsetto o il busto in gesso sono adatti al problema della persona ci sarà miglioramento oppure la situazione rimarrà statica, invece se non sono adatti al problema potrebbe verificarsi un peggioramento e anche una rotazione. I corsetti si classificano in inamovibili e amovibili.

Tra i corsetti inamovibili, troviamo il Risser e il modello E.D.F. Tra i corsetti amovibili più utilizzati, troviamo il corsetto Sforzesco, il corsetto Milwaukee, il corsetto Boston, il corsetto Lapadula, il Lionese, il Riviera e lo Cheneau.

Corsetto Sforzesco[modifica | modifica wikitesto]

Corsetto Sforzesco

Il corsetto Sforzesco è stato sviluppato nel 2004 dal dottor Negrini in collaborazione con il tecnico ortopedico Marchini, con l’obiettivo di trovare uno strumento correttivo per la scoliosi che permettesse di evitare l’uso del gesso. Il problema principale del gesso è che risulta più invasivo e meno tollerato dai ragazzi rispetto al corsetto. I risultati pubblicati successivamente in letteratura confermano che l’efficacia del corsetto Sforzesco sia paragonabile a quella del gesso, e superiore al corsetto Lyonese.[33] Il corsetto Sforzesco si basa su un nuovo concetto chiamato SPoRT, acronimo inglese che sta per simmetrico, tollerabile, rigido, tridimensionale e attivo.[34]

Simmetrico, in quanto dall’esterno il corsetto è quasi perfettamente simmetrico per ottenere una bassa visibilità e il teorico buon aspetto corporeo. In contrapposizione alla simmetria estetica, al suo interno il corsetto agisce in maniera asimmetrica puntando ad una correzione tridimensionale della deformità.

Tollerabile, in quanto meno fastidioso, il corsetto essendo molto aderente si muove con il paziente, inoltre i movimenti delle braccia e delle gambe sono liberi. La sua invisibilità lo rende oltre che tollerato anche apprezzato dai pazienti. Questa tollerabilità, implica che i pazienti avranno meno difficoltà nell’indossarlo e quindi accetteranno più facilmente una terapia già di per se impegnativa. Grazie all’uso di un sensore di temperatura (Thermobrace) è stato possibile riscontrare un’elevata adesione al trattamento da parte dei pazienti che indossavano il corsetto Sforzesco: risultati decisamente migliori rispetto a gran parte di quelli riportati in letteratura.[35] Se seguiti da un team esperto e con gli strumenti efficaci, i ragazzi portano il corsetto e una migliore compliance al trattamento genera di conseguenza, una maggiore efficacia terapeutica.

Rigido, per il materiale scelto e per il fatto che le due valve sono fortemente connesse mediante una barra di alluminio. L’elevata rigidità permette una maggiore efficacia di spinta rispetto agli altri corsetti. I risultati oggi disponibili in letteratura dimostrano che il corsetto Sforzesco è efficace quanto il gesso di Risser[36] e che è più efficace del corsetto Lionese dopo 6 mesi di trattamento.[37]

Tridimensionalità, in quanto questo tipo di corsetto ha un’azione correttiva tridimensionale sul rachide; dal punto di vista tecnico di tratta di una azione di spinta dal basso verso l’alto nei tre piani dello spazio, raggiunta mediante la costruzione dell’involucro, la collocazione delle spinte (che sono sollevanti e non a tre punti come negli altri corsetti), e la presenza dei driver (concetto introdotto per la prima volta con questo corsetto): il tutto consente il giusto orientamento delle forze correttive in un equilibrio complessivo, che consenta la miglior correzione nei tre piani dello spazio, senza la prevalenza di un piano rispetto all’altro. Altro concetto essenziale di questo corsetto è che per avere l’azione sollevante agisce sulle pendenze (anche questo un concetto introdotto per la prima volta con questo corsetto) e non sulle curve.

Attivo, in quanto il corsetto permette una totale libertà nei movimenti per tutti e quattro gli arti e non impedisce alcuna attività della vita quotidiana, ovviamente con l’esclusione della flesso-estensione della colonna, dei piegamenti laterali e delle rotazioni. Esclusi i primi giorni di adattamento, in seguito i pazienti sono in grado di fare qualsiasi attività, anche sportiva (a tal proposito si consiglia di guardare la pagina internet del * Concorsetto, un concorso organizzato da * ISICO per i ragazzi che usano il corsetto, con moltissimi pazienti che indossano lo Sforzesco e che riescono a fare le più disparate attività in totale libertà). In ogni momento in cui il paziente cercherà di muoversi scorrettamente, egli riceverà comunque una spinta uguale e contraria in senso opposto, che sarà quindi correttiva.

Corsetto Milwaukee[modifica | modifica wikitesto]

Il Corsetto Milwaukee è caratterizzato da una presa di bacino in polietilene, "pelotte" di compressione che esercitano delle spinte sui gibbi, aste verticali in lega leggera e collare. È indicato per la scoliosi toracica, toraco lombare, a doppia curva e per il dorso curvo, sempre per curve comprese tra i 20 e 40 gradi Cobbs. È un busto compressivo che non deforma la gabbia toracica, ma limita un poco la funzione respiratoria. Inoltre, il collarino rende questo corsetto dinamico; infatti, esso induce il paziente ad allontanare il capo dal collare. Il risultato è il rafforzamento della muscolatura del tronco. Le indicazioni sono riconducibili fondamentalmente a curve cervicodorsali e nella prima infanzia

In altri casi è preferibile ricorrere ad altre ortesi in quanto quest'ultimo per la presenza del collare, e quindi per la mancata occultabilità, è mal tollerato psicologicamente.

Inoltre gli elementi dinamici (spinte) aggiungibili sulla struttura di base, non garantiscono un buon modellamento dei gibbi.

La durata del trattamento deve essere posologicamente commisurata al grado di deformità, nel senso che deve essere sufficientemente protratta nel tempo cioè fino a maturità scheletrica, ed erogata quotidianamente per un sufficiente numero d'ore: dalle 23 ore su 24, alle 8 ore su 24 in fase di divezzamento dall'ortesi, con verifiche oggettive della stabilità della/e curva/e. Altro modello di Milwaukee è il modello ribassato, usato nella scoliosi toracica semplice bassa – apice T9 – e nella scoliosi toraco-lombare. Identico al precedente busto, per l’eliminazione dell’anello cervicale si rende più accettato dal paziente perché più facilmente occultabile.

Busto milwuakee senza pelotte di compressione, sfrutta soltanto il principio dell'elongazione

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Busto milwaukee per il trattamento della cifosi

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Busto milwaukee per il trattamento della scoliosi

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Corsetto Boston[modifica | modifica wikitesto]

Il Boston può essere considerato come uno sviluppo del tutore Milwaukee. Presenta infatti le stesse indicazioni ma è privo di collare.

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Corsetto P.A.S.B. (progressive action short brace)

È un nuovo corsetto ortopedico per la cura della scoliosi della colonna, ideato dal Prof Lorenzo Aulisa nel 1976 che ha la particolarità di essere modellato in modo da lasciare liberi quei movimenti del tronco che agiscono in modo correttivo sulla colonna questo ha suscitato negli ultimi anni un notevole interesse fra gli specialisti per i vantaggi che offre rispetto a quelli tradizionali. Il  "P.A.S.B." (progressive action short brace, in italiano: corsetto corto ad azione progressiva), è adatto per il trattamento delle scoliosi "basse" (quelle che interessano le vertebre dorso-lombari o lombari) ed è costruito con una geometria asimmetrica tale da consentire ogni movimento del tronco che sia utile alla correzione della curva, ostacolando tutti gli altri". Questo corsetto, in pratica, corregge la curva non soltanto sfruttando le forze esterne (proprie del corsetto), ma anche quelle interne, prodotte dai movimenti consentiti.

http://www.scoliosisjournal.com/content/7/1/6

Corsetto Lapadula[modifica | modifica wikitesto]

Il modello Lapadula (messo a punto dal Dott. Ettore Lapadula negli anni sessanta del secolo scorso) un corsetto monovalva basso realizzato in polietilene, che avvolge il tronco dalla linea sottomammaria all'inguine e posteriormente da D5 sino ai glutei.

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Trova indicazione nelle curve lombari, nelle curve dorsolombari e fino a 30° Cobb, con buona riducibilità della curva

La chiusura è anteriore mediana, può essere sormontato da un telaio metallico all'altezza del manubrio sternale, che evita la fuga anteriore del tronco. La spinta è realizzata con cuscinetti di plastazote opportunamente sagomati e posizionati sul tronco del paziente. Questo corsetto in Altuglass, con lamine dello spessore di almeno 4 mm, rappresenta l'ideale prosecuzione della cura dopo corsetti inamovibili tipo Risser, ma può essere utilizzato da solo all'esordio in curve scoliotiche fino a 35° Cobb, in curve estese cranialmente fino a D4, con gibbosità fino a 20 mm

Corsetto lionese[modifica | modifica wikitesto]

Il modello Lionese consta di una presa di bacino a due valve laterali e da due ascellari, incernierati posteriormente ad un montante metallico longitudinale mediano e solidarizzati anteriormente da un montante analogo con uno scudetto imbottito davanti al manubrio sternale, all'estremità superiore. Al " telaio" sono aggiunte le spinte incernierate posteriormente e raccordate con outrigger che segue l'inclinazione costale che consente una modulabilità della spinta stessa. Tale corsetto è di difficile costruzione e va realizzato da tecnici esperti; richiede, inoltre, un adattamento antropometrico ottimale.

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Corsetto Riviera[modifica | modifica wikitesto]

Il Riviera è usato per il trattamento incruento della scoliosi lombare e della scoliosi toraco-lombare con vertebra apicale su T12. Le forze correttive di questo semplice tutore agiscono in tre punti:

1° punto = la pelota sull’apice del gibbo 2° punto = la presa pelvica 3° punto = il supporto sottoascellare dal lato opposto


I principi meccanici si ispirano a quelli del busto MW, fornendo una azione correttiva sia passiva che attiva. Il dettaglio particolarmente importante è il modellamento del montante laterale dal lato opposto alla pelotta laterale, in modo da consentire la traslazione del tronco indotta dalla pelotta stessa con la sua pressione. Una eventuale pelotta toracica previene un possibile aggravamento della curva di compenso toracica a volte favorito dalle forze che agiscono sulla curva principale. Non essendovi ampie zone di contatto rigido con il torace il busto non è causa di – deformità toraciche – verticalizzazione di coste – diminuzione della capacità respiratoria. Di facile occultabilità, non determina danno estetico ed è quindi facilmente accettato dai pazienti e familiari.

Corsetto Cheneau[modifica | modifica wikitesto]

Il modello Cheneau è un corsetto monovalva in polietilene che si differenzia dal precedente perché è più alto, arriva, infatti, fino a D4 e le parti ascellari si prolungano anteriormente e sono raccordate da un tirante modulare. L'ortesi è utilizzata anche per l'immobilizzazione di pazienti che hanno subito fratture e interventi chirurgici. Non presenta parti metalliche, eccetto, eventualmente, una staffa di fissaggio anteriore e i punzoni per il fissaggio delle cinghie di regolazione.

Esso trova indicazione:

  • Curve dorsali e lombari, pure o doppie
  • Curve dorsolombari
  • Fino a 30° Cobb
  • Controllo dei gibbi dorsali fino a 5 mm

La strutturazione più alta[non chiaro] consente il controllo di una curva dorsale, purché abbia caratteristiche di buona riducibilità[non chiaro].

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Corsetti inamovibili[modifica | modifica wikitesto]

Il corsetto gessato proposto da Risser sin dagli anni trenta è utile in particolare per vincere la resistenza opposta da curve rigide, con raggio di curvatura relativamente breve e sensibile componente di rotazione. Il paziente viene posto su di un particolare "letto" in posizione supina e ad anche flesse. Concetto fondamentale della correzione è quello di agire con spinte che facendo fulcro sull'apice della curva agiscano in deflessione, provocando una correzione della rotazione della deviazione laterale. Il corsetto gessato nel suo schema classico viene confezionato in due parti distinte che vengono poi riunite per riportare il rachide ad una situazione di rettilineità.

Corsetto modello E.D.F.[modifica | modifica wikitesto]

Per quanto riguarda il modello E.D.F, terminato il periodo di preparazione della durata di una decina di giorni si confeziona il corsetto gessato secondo la tecnica di Cotrel che permette una triplice azione di elongazione, derotazione e deflessione laterale (E.D.F.). Il paziente viene posto sul lettino con il bacino fissato da fasce di tela che s'incrociano sopra le creste iliache ed in trazione al capo per mezzo di una mentoniera. L'elongazione viene controllata da un dinamometro con valori di trazione corrispondenti ad 1/3 del peso corporeo. Si confeziona il corsetto gessato e prima che faccia presa si applicano le bende di derotazione e la benda di fissazione scapolare a tre capi.

Quando il gesso è asciutto viene ampiamente fenestrato anteriormente, lasciando una spinta sulla gibbosità costale anteriore e posteriormente a livello della concavità della curva dorsale per permettere l'espansione della parte depressa del torace. Man mano che si forma uno spazio libero tra spinta gessata e parete toracica della parte della convessità della curva si aggiungono feltri per ridurre gradualmente la gibbosità. Le spalle vengono tagliate asimmetricamente per permettere la retroposizione dal lato convesso e l'anteposizione dal lato concavo. Vengono confezionati 2-3 corsetti gessati per un periodo totale di sei-otto mesi.

Corsetto Spinecor[modifica | modifica wikitesto]

Un particolare attenzione è da dedicare al moderno tipo di corsetto amovibile chiamato Spinecor, nato nel ’93 in Canada, presso il St. Justine Hospital di Montreal, a seguito di una ricerca sull’eziopatogenesi della scoliosi. È utilizzato in maniera selettiva nelle scoliosi adolescenziali per curve lievi tra i 20° e i 30° e fino a 35° e per ritardare, nelle scoliosi giovanili, l’indossamento del corsetto rigido ma al tempo stesso fornire già una terapia efficace. Lo Spinecor è un corsetto dinamico basato sul principio del Movimento Correttivo Spinecor che viene insegnato e mantenuto nel tempo attraverso una specifica fasciatura elastica.

Vantaggi e svantaggi derivanti dall'uso dello Spinecor

Rispetto agli esercizi il Sistema SpineCor ha una maggiore efficacia terapeutica (migliori risultati) e di risparmio di tempo (gli esercizi vanno comunque effettuati, ma con minor frequenza), uno svantaggio in termini di invasività e di costo iniziale.

Rispetto al corsetto rigido il Sistema SpineCor è praticamente invisibile (una maglietta sotto i vestiti…) e consente tutti i movimenti del tronco; inoltre, richiede esercizi compensativi meno assidui perché ha un impatto negativo minore a livello fisico (nonché, ovviamente, psicologico); lo svantaggio è la minore efficacia complessiva e il fatto che il follow-up richiede un controllo più ravvicinato e assiduo e un maggior numero di radiografie.

Lo svantaggio in termini assoluti rispetto ai corsetti tradizionali, è che, come per gli apparecchi ortodontici e gli occhiali da vista, non esiste al momento la possibilità di avere un rimborso da parte del Sistema Sanitario Nazionale né risulta mutuabile, nonostante sia anch'esso rivolto a pazienti minorenni, come avviene per gli altri corsetti tradizionali; essendo una prestazione sanitaria, il costo può comunque essere dedotto dalla dichiarazione dei redditi.

Prescrizione del corsetto Spinecor[modifica | modifica wikitesto]

La prescrizione del Sistema Spinecor deve essere effettuata da un medico specialista. La sua collocazione terapeutica si pone tra la prescrizione di soli esercizi e la prescrizione di un corsetto rigido. Di conseguenza, è appropriato in particolare per questi gruppi di pazienti affetti da scoliosi:

  • ragazzi in peggioramento nonostante il trattamento con esercizi, ma non ancora così gravi da richiedere un corsetto rigido;
  • ragazzi che richiederebbero un corsetto rigido a tempo parziale, ma in cui è ancora possibile cercare un miglioramento con un trattamento meno invasivo;
  • ragazzi che rifiutano assolutamente il trattamento con esercizi o con corsetto rigido (in questo caso però i risultati ottenuti con il Sistema SpineCor sono meno affidabili);
  • bambini piccoli.
Scoliosi operata

Trattamento chirurgico[modifica | modifica wikitesto]

La chirurgia è una terapia da evitare. Da alcuni viene indicata nei casi in cui gli altri rimedi non abbiano portato a miglioramenti e soltanto quando la curva scoliotica raggiunga i 45-50°. Ad alcuni adolescenti viene proposto l'intervento dopo aver indossato corsetti in gesso ed in plastica per più di sei anni. Chiediamoci per obiettività se questi adolescenti hanno indossato corsetti adatti al loro problema. L'intervento viene effettuato prima dei diciotto anni d'età e consiste in un innesto nella zona bersaglio di tessuto osseo, autoplastico endogeno o esogeno (banca dell'osso), per correggere il tratto anormale e portare alla maturazione della artrodesi. Se l'intervento viene effettuato prima dei diciotto anni d'età significa che il consenso viene dato dai genitori e non dal soggetto interessato che raggiunta l'età adulta potrebbe rammaricarsi dell'evento. Dopo l'intervento si può ottenere un incremento notevole della statura, più il soggetto è alto più consistente sarà l'aumento, post-operatorio, di cm dovuto al recupero della deviazione della colonna vertebrale. Il dolore post-operatorio è elevato ma parzialmente controllabile.

Prognosi[modifica | modifica wikitesto]

Uno studio basato su un follow-up di 50 anni e pubblicato sul Journal of American Medical Association nel 2003, ha affermato che la salute fisica, incluse le funzioni cardiopolmonari e neurologiche e mentali dei pazienti con scoliosi idiopatica non trattata sono paragonabili a quelli della popolazione generale. La scoliosi che interferisce con le normali funzioni sistemiche è "rara". I pazienti che presentano scoliosi, e non sottoposti a trattamenti, hanno tassi di mortalità simili agli individui con colonna vertebrale normale, e, inoltre, si sono dimostrati in grado di condurre una vita normale fino a 50 anni dopo la diagnosi iniziale.[38][39] In un precedente follow-up seguito dall'Università dello Iowa, il 91 per cento dei pazienti con scoliosi idiopatica possedeva una normale funzione polmonare e la loro aspettativa di vita era del 2% superiore a quella della popolazione in generale.[40]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Pagina 90 in: Elizabeth D Agabegi; Agabegi, Steven S., Step-Up to Medicine (Step-Up Series), Hagerstwon, MD, Lippincott Williams & Wilkins, 2008, ISBN 0-7817-7153-6.
  2. ^ Marc A. Asher, Adolescent idiopathic scoliosis: natural history and long term treatment effects, BioMed central. URL consultato il 7 novembre 2011.
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  39. ^ Many With Scoliosis Can Skip Treatments
  40. ^ Idiopathic scoliosis: long-term follow-up and prognosis in untreated patients [1]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Scoliosis Science photo library
  • GSS Gruppo di Studio della Scoliosi e delle patologie vertebrali
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