Salomon-Guillaume Counis

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Salomon-Guillaume Counis (Ginevra, 22 luglio 1785Firenze, 10 gennaio 1859) è stato un pittore svizzero. Fu uno specialista della pittura a smalto.[1]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

La bella greca (Paolina Bonaparte)
Miniatura a smalto, 8 x 9,5 cm

Salomon-Guillaume Counis manifestò precocemente l'inclinazione verso la pittura. Inizialmente fu allievo di Wolfgang Adam Töpffer e a soli diciotto anni eseguì due ritratti a smalto: quello del padre e quello della baronessa Krüdener.[2]

La sua famiglia era originaria della Turingia. Jean André, suo nonno, si era trasferito nel 1756 a Ginevra, dove aveva lavorato come pellicciaio ed aveva acquisito la cittadinanza svizzera, usando nomi francesi e mutando il cognome originale Kunitz in Counis. Suo figlio Jean-Michel, padre di Salomon, aveva sposato Jacqueline-Elisabeth Favre, una svizzera-francese, ed esercitò il mestiere di incisore e di orafo. Da artigiano venne così a far parte della classe borghese. Salomon nacque dunque cittadino svizzero.

Nel 1806 si recò a Parigi per perfezionare la sua tecnica e divenne allievo di Anne-Louis Girodet.[3]
Ma fu nel 1810 che la sua vita cambiò: l'esecuzione di due smalti di notevole fattura (un Autoritratto e il ritratto di Paolina Bonaparte con il titolo "La bella greca") gli valse gli elogi di Jacques Louis David, ma soprattutto colpì favorevolmente la sorella di Paolina, Elisa Bonaparte, granduchessa di Toscana. Costei lo volle alla corte di Firenze come suo pittore personale e gli fece avere il titolo di "Pittore di smalti della corte".[4]

Iniziò così il suo primo periodo fiorentino, durante il quale, egli si dedicò alla serie di ritratti a smalto della duchessa Elisa (1811).

Nel 1812 Counis sposò una giovane francese, Elisabeth Harmand, che, lo stesso anno, gli diede una figlia, a cui Counis diede il nome Elisa, lo stesso della sua mecenate. Ebbe anche un secondo figlio che però morì dopo un anno di vita.[2] Elisa divenne pittrice e un suo autoritratto, donato da suo padre, si conserva agli Uffizi.

In concomitanza con la Restaurazione Counis lasciò l'Italia e trascorse un certo tempo a Ginevra, per poi recarsi a Parigi nel 1815, dove rimase 15 anni. Espose al Salon di Parigi dal 1810 al 1812, meritando una medaglia d'oro, e godette di una discreta fama alla corte di Francia per le sue miniature e i suoi ritratti, al punto che lo stesso Luigi XVIII lo chiamava "il Jean Petitot[5] del mio regno".

Espose ai Salon negli anni 1817, 1819, 1822, 1824, 1827 e 1831 una serie di miniature a smalto in cui riproduceva i ritratti di vari pittori famosi (François Gérard, Pierre-Narcisse Guérin e vari altri). Si espresse anche come litografo, trasferendo in stampa i disegni di famosi autori, in particolare opere di Anne-Louis Girodet[6]

Nel 1830, infine, tornò a stabilirsi definitivamente a Firenze.

Nel 1831 Counis scrisse un trattato sulla pittura con gli smalti: Una dissertazione sulla pittura a smalto e sulla pittura in porcellana e il loro impiego, e un piccolo trattato ad uso dei pittori di smalti, che fu stampato nel 1842 dall'editrice Galileienne.[3].

Sua figlia Elisa sposò nel 1844 François-Louis Le Comte, anche lui ginevrino, e gli diede una nipote: Lisine. Ma solo tre anni dopo Elisa morì e del marito non si seppe più nulla. Iniziò allora per Counis un forte declino, forse dovuto anche al decadere progressivo della moda delle miniature in smalto, e finì per abbandonare l'arte. Nel 1848 donò alla Galleria degli Uffizi tutte le sue opere[4] e si dedicò alle pratiche religiose e alla cura della nipote Lisine.[2]

Rimase comunque una figura di rilievo a Firenze, specie nella comunità svizzera, essendo divenuto uno dei maggiori esponenti della Chiesa protestante elvetica.[2]

Salomon Counis morì a Firenze nel 1859 a 74 anni. Sua moglie Elisabeth visse invece sino al 1873.

Opere più note[modifica | modifica wikitesto]

Scritti[modifica | modifica wikitesto]

  • Dissertation sur la peinture en émail .... (op. cit. nel testo)
  • Queques souvenirs ...
  • Ce que je pense de Paris
  • Album Historico-pittoresque dédié à ma Fille, (1849-1859)[2]

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Per la sua lunga permanenza a Firenze viene talvolta considerato un artista italiano.
  2. ^ a b c d e Silvia Meloni, Dizionario Biografico degli italiani, Vol XXX, 1984. Ediz. Treccani.
  3. ^ a b Ernest Naef, Salomon-Guillaume Counis (1785-1859), peintre de S.A.I la Grande Duchesse de Toscane - Edizioni SPES, Losanna, 1935.
  4. ^ a b P. Marmottan, Les arts en Toscane sous Napoleon et la princesse Elisa. Parigi, 1901.
  5. ^ Noto ritrattista svizzero di quel tempo.
  6. ^ Questa usanza era molto in voga già dal 1700 e non era considerata una "copia".

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Ernest Naef, Salomon-Guillaume Counis (1785-1859), peintre de S.A.I la Grande Duchesse de Toscane, Edizioni SPES, Losanna, 1935.
  • P. Marmottan,Les arts en Toscane sous Napoleon et la princesse Elisa, Parigi, 1901
  • P. F. Schneeberger, Les peintres sur émail genevois au XVIIe et au XVIIIe siècle in: Les autoportraits suisses à Florence, Vol VI, 1958.
  • Dizionario Biografico degli Italiani, Ediz. Treccani, 1984.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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