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Sadegh Hedayat

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Sadegh Hedayat

Sadegh Hedayat (persiano: صادق هدایت‎‎; Teheran, 17 febbraio 1903Parigi, 4 aprile 1951) è stato uno scrittore, traduttore e intellettuale iraniano. Viene considerato il padre della letteratura persiana moderna.[senza fonte].[1]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato in una famiglia nobile iraniana, frequentò le scuole in Iran, diplomandosi in un liceo francese a Teheran. Durante il liceo lui scrisse due racconti tra cui L'uomo e l'animale, in cui parla degli affetti e sentimenti degli animali. Cominciò una dieta vegetariana già da quando era a liceo. Dopo il diploma lasciò l'Iran, e andò in Belgio per studiare ingegneria. Non avendo soddisfazione negli studi, lasciò l'università e si trasferì a Parigi. In Francia tentò il suicidio ma fu salvato da un pescatore. Senza mai finire gli studi in Europa, tornò in Iran e cominciò a lavorare alla banca nazionale; in questo periodo scrisse una lettera a un amico in cui si lamentava del destino della sua vita personale.
Decise poi di partire per l'India dove iniziò a imparare la lingua pahlavi da uno scienziato indiano, approfondendo anche le sue conoscenze zoroastriane in una comunità parsi. Tradusse poi La pagella di Ardeshire Pakan in persiano. Tornato in Iran e passò dal lavoro in banca a quello al Ministero della Cultura. In Iran continuò a studiare la storia e il folklore dell'Iran e la letteratura occidentale, traducendo numerosi romanzi in persiano; si interessò in particolare alle opere di Guy de Maupassant, Anton Čechov, Rainer Maria Rilke, Edgar Allan Poe e Franz Kafka. Morì suicida a Parigi.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Durante la sua breve esistenza, Hedayat pubblicò numerosi racconti e romanzi brevi, due drammi storici, una commedia, un diario di viaggio e diverse opere satiriche. Inoltre scrisse varie opere di critica letteraria, studi sul folklore persiano e traduzioni dal persiano medio e dal francese. Le sue tendenze letterarie amalgamarono il realismo con il naturalismo ed il decadentismo Occidentale, oltre il folklore con il linguaggio popolare. Negli ultimi anni di vita si accostò anche a tematiche politiche e sociali, come nel caso di Hagi Aqa (1946), tramite il quale indagò sulle complicità della vecchia classe di potere persiana.

La civetta cieca[modifica | modifica wikitesto]

Una delle sue opere più note è La civetta cieca (in persiano buf-e kur); è un racconto in cui un pittore riflette, parlando dei suoi incubi, della influenza dell'idea della morte sulla esistenza umana. Il racconto fu scritto nel 1930 e venne pubblicato prima in Francia e poi in Italia.

Bibliografia italiana[modifica | modifica wikitesto]

Studi critici[modifica | modifica wikitesto]

  • C. Saccone, La "bellezza seppellita". Reminiscenze classiche nel Buf-e kur (La civetta cieca) di Sadeq Hedayat, in N.Tornesello (a cura), La letteratura persiana contemporanea tra novazione e tradizione, numero monografico di “Oriente Moderno” XXII (2003) n.s. , pp. 185–195.
  • Giansecondo Mazzoli, Il femminile e il materno nel romanzo Buf-e kur (La civetta cieca) di Sadeq Hedayat, in "Archivi di Studi Indo-Mediterranei", III (2013) http://dl.dropbox.com/u/38899479/La%20civetta%20cieca%201.pdf

Traduzioni italiane[modifica | modifica wikitesto]

  • Sadeq Hedayat, La civetta cieca, Milano, Feltrinelli, 1960 (poi Milano, ES, 1993)
  • Sadeq Hedayat, Tre gocce di sangue, Milano, Feltrinelli, 1979
  • Sadeq Hedayat, La civetta cieca. Tre gocce di sangue, Milano, Feltrinelli, 2006
  • Sadeq Hedayat, Sepolto vivo, Brescia, Chersilibri, 2004
  • Sadeq Hedayat, La carovana dell'Islam, Brescia, Chersilibri, 2011

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Le Muse, vol. 5, Novara, De Agostini, 1965, p. 488.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Opere di riferimento sulla letteratura persiana[modifica | modifica wikitesto]

  • E. Berthels, Ocerk persidskoj literatury, Leningrado 1928
  • E.G. Browne, A Literary History of Persia, 4 voll., Cambridge 1951-53 (più volte ristampato)
  • Jan Rypka, A History of Iranian Literature, Reidel Publishing Company, London 1968
  • A.J. Arberry, Classical Persian Literature, London 1958
  • A. Pagliaro-A. Bausani, La letteratura persiana, Sansoni-Accademia, Firenze-Milano 1968
  • A. M. Piemontese, Storia della letteratura persiana, 2 voll., Fratelli Fabbri, Milano 1970
  • N. L. Tornesello (a cura), La letteratura persiana contemporanea tra novazione e tradizione, numero monografico di Oriente Moderno, I (2003)
  • D. Meneghini, Letteratura persiana in epoca selgiuchide (429-615 / 1037-1218), Cafoscarina, Venezia 2004
  • C. Saccone, Storia tematica della letteratura persiana classica vol. I: Viaggi e visioni di re sufi profeti, Luni, Milano-Trento 1999; vol. II: Il maestro sufi e la bella cristiana. Poetica della perversione nella Persia medievale, Carocci, Roma 2005
  • J.C. Buergel, Il discorso è nave, il significato un mare. Saggi sull'amore e il viaggio nella poesia persiana medievale, a cura di C. Saccone, Carocci, Roma 2006
  • A. Vanzan, Figlie di Shahrazad. Scrittrici iraniane dal XIX sec. a oggi, Bruno Mondadori, Milano 2009

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

"MEYKHANE, voci e memorie persiane", rivista online http://meykhane.altervista.org/index.html

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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