Rudolf von Brudermann

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Rudolf Nikolaus Ritter von Brudermann
Armee-Inspektor GdK Rudolf Ritter von Brudermann 1914 C. Pietzner.png
Il generale Rudolf Nikolaus Ritter von Brudermann
9 gennaio 1851 – 21 gennaio 1941
Nato aGyöngyös
Morto aKaltenleutgeben
Luogo di sepolturaZentralfriedhof di Vienna
ReligioneCattolicesimo
Dati militari
Paese servitoAustria-Ungheria Impero austro-ungarico
Forza armataWappen Kaisertum Österreich 1815 (Klein).jpg Imperial regio Esercito austro-ungarico
ArmaCavalleria
Anni di servizio1871 - 1915
GradoGeneral der Kavallerie
GuerrePrima guerra mondiale
BattaglieBattaglia di Galizia
Battaglia di Złota Lipa
Battaglia di Gnila Lipa
Comandante di3. Armee
Decorazionivedi qui
Studi militariAccademia militare teresiana di Wiener Neustadt
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Rudolf Nikolaus Ritter von Brudermann (Gyöngyös, 9 gennaio 1851Kaltenleutgeben, 21 gennaio 1941) è stato un generale austriaco, già Ispettore generale dell'Arma di cavalleria, e poi dell'Esercito, fu comandante della 3. Armee durante le fasi iniziali dell'offensiva in Galizia lanciata dal Capo di stato maggiore dell'Imperial regio Esercito austro-ungarico Franz Conrad von Hötzendorf nel corso del 1914. Fu destituito dal comando dopo l'esito negativo della Battaglia di Rawa. Sposato dal 2 luglio 1878 con la signorina Marie Albine Jürgens, la coppia non ebbe figli.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nacque a Gyöngyös, Ungheria, il 9 gennaio 1851, figlio del generale Rudolf Brudermann, e di sua moglie, Gisela von Babarczy. Iniziò la sua formazione militare presso la Kadettenschule di Hainburg,[1] e nel 1865 entrò all'Accademia militare teresiana a Wiener Neustadt,[1] da dove uscì il 1 settembre 1869 con il grado di sottotenente. Assegnato all'Arma di Cavalleria entrò in servizio presso Ulanenregiment "Alexander III Kaiser von Rußland" Nr. 11[2] dove rimase fino al 1874, quando promosso tenente fu trasferito al Generalstab frequentando la Scuola di guerra (Kriegsschule) a Vienna. Promosso hauptmann il 1 novembre 1877, l'anno successivo fu trasferito all'Ulanenregiment "Furst von Schwarzenberg" Nr. 2,[2] passando nel 1879 all'Ulanenregiment Nr. 1. Tra il 1880 e il 1884 ricoprì l'incarico di docente presso la Scuola cadetti di cavalleria di Mährisch-Weißkirchen, e promosso Rittmeister il 30 agosto 1884 entrò in servizio presso il Dragonerregiment "Fürst zu Windisch-Graetz Nr.14".[2] Divenuto Major il 1 novembre 1885, oberstleutnant il 1 novembre 1888, divenne comandante del reggimento il 5 aprile 1891 e Oberst il 1 novembre dello stesso anno.

Nel marzo 1897 assunse il comando della XV Brigata di cavalleria a Tarnopol, seguita dalla promozione a generalmajor il 18 maggio dello stesso anno. Tra il 1900 e il 1904 fu comandante della 7ª Divisione di cavalleria di guarnigione a Cracovia.[3] Il 2 maggio 1901 venne promosso feldmarschalleutnant, decorato con la Croce di Cavaliere dell'Ordine imperiale di Leopoldo. Nominato comandante onorario dell'Ulanen-Regiment Nr 1[N 1] il 1 febbraio 1907, fu elevato al rango di General der Kavallerie[4] il 26 aprile successivo e nel mese di luglio sostituì l'Arciduca Otto nella carica di Ispettore generale della cavalleria.[N 2]

La sua nomina[N 3] ad Ispettore generale dell'esercito[N 4] nell'ottobre 1912,[N 5] comportava l'assegnazione di un comando d'armata[5] in caso di guerra, e pose il Capo di stato maggiore dell'esercito, generale Franz Conrad von Hötzendorf, di fronte ad un dilemma in quanto quest'ultimo non lo riteneva adatto a tale incarico.

Allo scoppio della prima guerra mondiale[6] Conrad von Hötzendorf cercò di ridurre i rischi assegnandogli il comando della 3. Armee[7] destinata ad avere un ruolo difensivo durante le operazioni in Galizia.[8] Schierata a difesa di Leopoli dovesa supportare le operazioni della 1. e 4. Armee[7] che avrebbero attaccato le truppe russe più a nord.

Dopo i primi successi austro-ungarici nel settore settentrionale si convinse ad attaccare frontalmente le truppe russe nella Galizia orientale, spronato in questo senso dal Capo di stato maggiore Conrad von Hötzendorf, ingnorando il fatto che le truppe avversarie in questo settore erano in grande superiorità numerica[N 6] In difficoltà ad eseguire gli ordini provenienti dall'Armeeoberkommando[9] (AOK),[7] tra il 26 e il 28 agosto attaccò frontalmente il fronte tenuto dalla 3ª Armata russa del generale Nikolaj Vladimirovič Russkij, in un territorio collinoso e irregolare a sud-est di Leopoli attraversato dal fiume Złota Lipa.[10]

La 3. Armee, non disponendo di riserve da lanciare in battaglia, fu duramente sconfitta[11] e ripiegò in disordine verso Leopoli trincerandosi sul fiume Gniła Lipa. Ricevute truppe di rinforzo, e potendo contare dell'appoggio di alcuni reparti dell'appena arrivata 2. Armee del generale Eduard von Böhm-Ermolli, attacco nuovamente sul Gniła Lipa (29-30 agosto 1914)[12] scontrandosi con il nemico che godeva di una impressionante superiorità numerica, contando sulla 3ª Armata del generale Russkij e l'8ª Armata del generale Brusilov.[N 7]

Il nuovo attacco terminò con una disfatta, in quanto i reparti della 3. Armee subirono la perdita di 20.000 uomini e 70 cannoni, e ripiegarono in disordine verso la piazzaforte di Leopoli che fu successivamente conquistata dai russi.[13] A causa di questa nuova sconfitta fu rimosso[14] dall'incarico,[15] e sostituito con il generale Svetozar Borojević von Bojna. Andato volontariamente in pensione il 24 novembre dello stesso anno, si ritirò a vita privata nella Capitale.

Nel corso degli anni trenta del XX secolo prese parte a numerosi raduni di veterani, venendo eletto presidente onorario della "Vereinigung Alt Neustadt", l'unione dei veterani dell'Accademia militare teresiana di Wiener Neustadt.

Si spense a Kaltenleutgeben il 21 gennaio 1941, venendo sepolto presso lo Zentralfriedhof di Vienna.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze austriache[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere dell'Ordine imperiale di Leopoldo - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine imperiale di Leopoldo
— 1908
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Corona Ferrea - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Corona Ferrea
— 1908

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine reale di Alberto di Sassonia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine reale di Alberto di Sassonia
— luglio 1905
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine reale vittoriano (Gran Bretagna) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine reale vittoriano (Gran Bretagna)
— febbraio 1908
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della corona del Württemberg - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della corona del Württemberg
— ottobre 1908
Commendatore di Gran Croce dell'Ordine della Spada (Svezia) - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore di Gran Croce dell'Ordine della Spada (Svezia)
— ottobre 1909
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dell'Aquila Rossa (Germania) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dell'Aquila Rossa (Germania)
— ottobre 1909

Note[modifica | modifica wikitesto]

Annotazioni[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ribattezzato in quella occasione K.u.k. Galizisches Ulanen-Regiment "Ritter von Brudermann" Nr. 1.
  2. ^ Decorato con la Gran Croce dell'Ordine della Corona Ferrea nell'agosto 1908.
  3. ^ Brudermann aveva sempre desiderato il comando, ma non aveva alcuna esperienza bellica, in quanto tutta l'azione e tutte le sue esperienze erano tratte dalle manovre annuali e dai manuali. Ignorava l'introduzione dei nuovi armamenti come le mitragliatrici e i cannoni a tiro rapido, e le esperienza belliche maturate durante i conflitti avvenuti negli ultimi anni. Anche la concezione dell'impiego della cavalleria in guerra era legata al suo impiego durante le guerre risorgimentali italiane del 1848 e del 1859.
  4. ^ In lingua tedesca Generalinspektor der gesamten bewaffneten Macht.
  5. ^ Lasciò la carica di Ispettore generale della cavalleria al generale Karl Georg Reichsgraf von Huyn.
  6. ^ Brudermann disponeva di otto divisioni con 91 battaglioni e 300 cannoni, mentre il suo avversario, il generale Russkij disponeva quattro corpi d'armata in prima linea in ulteriore rafforzamento, forti di 192 battaglioni e 685 cannoni.
  7. ^ Le due armate disponevano complessivamente di 22 divisioni appoggiate da 1.304 cannoni.

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Offelli 2001, p. 10
  2. ^ a b c Jung 2003, p. 33
  3. ^ Offelli 2001, p. 32
  4. ^ Jung 2003, p. 17
  5. ^ Rauchensteiner 2014, p. 177 , tale comando gli fu affidato il 2 agosto 1914.
  6. ^ Jung 2003, p. 4
  7. ^ a b c Sondhaus 2000, p. 150
  8. ^ Jung 2003, p. 9
  9. ^ Jung 2003, p. 10
  10. ^ Hastings 2014, p. 521
  11. ^ Sondhaus 2000, p. 155
  12. ^ Hastings 2014, p. 522
  13. ^ Hastings 2014, p. 523
  14. ^ Rauchensteiner 2014, p. 243
  15. ^ Oskar Dohle (Hrsg.), Constantin Schneider: Die Kriegserinnerungen 1914–1919, S. 654, (eingeschränkte Vorschau bei Google Book Search).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Jan G. Beaver, Franz Conrad von Hötzendorf, Serbia, and the Politics of Preventive War, Collision Course, 2005, ISBN 0-55709-600-6.
  • Max Hastings, Catastrofe 1914, Vicenza, Neri Pozza Editore, 2014, ISBN 978-88-545-0756-2.
  • (EN) Peter Jung, The Austro-Hungarian Forces in World War I (1914-1916), Botley, Osprey Publishing Company, 2003, ISBN 1-84176-594-5.
  • (EN) J.S. Lucas, Austro-Ungarian Infantry 1914-1918, London, Almark Publishing Co., 1973.
  • Siro Offelli, Le armi e gli equipaggiamenti dell'esercito austro-ungarico dal 1914 al 1918, Valdagno, Gino Rossato Editore, 2001.
  • (EN) Manfried Rauchensteiner, The First World War: And the End of the Habsburg Monarchy, 1914-1918, Wien, Böhlau Verlag, 2014, ISBN 3-20579-588-1.
  • (EN) Gunther E. Rothenberg, The Army of Francis Joseph, West Lafayette, Purdue University Press, 1998, ISBN 1-55753-145-5.
  • (EN) LawrenceRobert Sondhaus, Franz Conrad Von Hötzendorf: Architect of the Apocalypse, Boston, Humanities Press, 2000, ISBN 0-39104-097-9.
  • (EN) Spencer C. (a cura di) Tucker, Priscilla Mary Roberts, R.D. Zehnder, World War I: A Political, Social, and Military History, Santa Barbara (CA), ABC-CLIO, 2005, ISBN 1-85109-880-1.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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