Rocca Flea

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Rocca Flea
GualdoTadino LaRoccaFlea.JPG
Stato Logocomuneperugia.png Comune di Perugia
bandiera Stato Pontificio
Stato attuale Italia Italia
Regione Umbria Umbria
Città Gualdo Tadino-Stemma.png Gualdo Tadino
Coordinate 43°13′59″N 12°47′19″E / 43.233056°N 12.788611°E43.233056; 12.788611Coordinate: 43°13′59″N 12°47′19″E / 43.233056°N 12.788611°E43.233056; 12.788611
Mappa di localizzazione: Italia centrale
Rocca Flea
Informazioni generali
Tipo Fortezza
Stile Medievale
Costruzione XII secolo e 1242-XIV secolo
Materiale conci e laterizi
Condizione attuale ben conservata e restaurata
Proprietario attuale Comune di Gualdo Tadino
Visitabile si, Museo Civico

[senza fonte]

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Rocca Flea, anticamente nota come Arx Major Terre Gualdi, si erge nella parte alta di Gualdo Tadino, in Umbria.

Rappresenta uno degli esempi di architettura fortificata italiana del basso Medioevo. La rocca fu edificata inglobando un antichissimo luogo di culto dedicato a San Michele Arcangelo fondato in epoca longobarda (sec. VIII-IX), chiamato Sant'Angelo di Flea.

Storia e architettura[modifica | modifica wikitesto]

Le prime testimonianze storiche risalgono al XII secolo. L'edificio, dopo essere stato ricostruito da Federico II di Svevia nel 1242, ha subito vari restauri e rimaneggiamenti più o meno cospicui.

Al 1350, durante il periodo della dominazione perugina su Gualdo, risale la costruzione del mastio centrale, il Cassero, e sempre nel XIV secolo furono eseguiti ritocchi da Biordo Michelotti.

Nel tempo, la rocca mutò più volte destinazione d'uso: dopo essere stata trasformata in palazzo signorile; agli inizi dell'800 divenne carcere femminile e dal 1888 divenne un carcere mandamentale.

Attualmente la Rocca Flea è sede del Museo Civico di Gualdo Tadino, ospita l'antiquarium del territorio e nelle sale sono esposte testimonianze della ceramica storica gualdese.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Rocca Flea, storia e cultura, in madeingualdo.it, dicembre 2012.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Il sito ufficiale del museo