Robe di Kappa

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Robe di Kappa
Logo
StatoItalia Italia
Fondazione1968 a Torino
Sede principaleTorino
GruppoBasicNet
ProdottiAbbigliamento casual
Sito webwww.thegigastore.com e www.kappastore.com

Robe di Kappa è un marchio dell'azienda torinese BasicNet, già proprietaria di Kappa, K-Way, Superga, AnziBesson, Lanzera e Jesus Jeans.[1] È un marchio di moda noto per la produzione di abbigliamento casual.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il marchio nasce a Torino nel 1968 grazie all'intuizione di Maurizio Vitale, giovane amministratore delegato del Maglificio Calzificio Torinese, azienda tessile di famiglia fondata dal nonno Abramo nel 1916. Durante una trasmissione televisiva, Vitale vede John Lennon indossare la camicia militare di un caduto in Vietnam e comprende come i movimenti giovanili della fine degli anni 1960 stiano per rivoluzionare anche il modo di vestire. Decide, perciò, di far tingere di verde le magliette Kappa (brand, all'epoca, dedicato a intimo, calze e canottiere) stoccate nei magazzini dell'azienda e rimaste invendute: le arricchisce con stemmi e simboli militari e conquista così il nascente mercato dell'abbigliamento informale.

Il nome del brand nasce poco dopo, durante una riunione tra Vitale e Lattes, l'allora presidente del Maglificio Calzificio Torinese. Lattes, osservando le vecchie magliette Kappa rivisitate in chiave sessantottina, domanda a Vitale: «E come le chiamiamo queste robe qui?». E Vitale risponde: «Robe? Allora chiamiamole Robe di Kappa, dottore».[2]

Robe di Kappa presenta un logo ritraente due giovani seduti con le gambe raccolte, disposti schiena contro schiena, nato casualmente durante una pausa di un set fotografico dei costumi da bagno Beatrix, quando due modelli vennero fotografati seduti, controluce, in questo modo.[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il gruppo BasicNet, su basicnet.com.
  2. ^ La storia di Robe di Kappa, su moobmag.com, 23 marzo 2015 (archiviato dall'url originale il 15 ottobre 2017).
  3. ^ Guido Andruetto, Robe di Kappa, ritrovato il ragazzo del logo. Ora manca la modella, su repubblica.it, 1º dicembre 2017.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]