Ritratto di Sigismondo Pandolfo Malatesta

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Ritratto di Sigismondo Pandolfo Malatesta
Piero, ritratto di sigismondo malatesta.jpg
Autore Piero della Francesca
Data 1451 circa
Tecnica olio e tempera su tavola
Dimensioni 44,5×34,5 cm
Ubicazione Museo del Louvre, Parigi

Il Ritratto di Sigismondo Pandolfo Malatesta è un dipinto, olio e tempera su tavola (44,5x34,5 cm), di Piero della Francesca, realizzato in tutta probabilità durante il suo soggiorno a Rimini del 1451 e conservato nel Museo del Louvre di Parigi.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Sigismondo Pandolfo Malatesta fu signore di Rimini dal 1432 al 1468 e in questo arco di tempo fece di Rimini una corte raffinata e all'avanguardia, anche se i suoi sogni di gloria vennero infranti dalle sconfitte militari. Piero della Francesca soggiornò sicuramente alla sua corte nel 1451, quando dipinse l'affresco di Sigismondo Pandolfo Malatesta in preghiera davanti a san Sigismondo nel Tempio Malatestiano. Il ritratto su tavola del signore di Rimini riprende fedelmente l'effigie dell'affresco, per questo le due opere vengono solitamente collocate in un arco di tempo molto circoscritto.

Per entrambi i ritratti, che sono di profilo, si pensa che Piero si ispirasse a una delle medaglie preparate nel 1445 da Pisanello oppure a quella eseguita nel 1446 da Matteo de' Pasti. L'opera si trova al Louvre dal 1978, tramite acquisto sul mercato antiquario italiano. In particolare era nella collezione Contini-Bonacossi e venne autorizzata all'esportazione con altri capolavori con un legge speciale che suscitò molte polemiche.

Descrizione e stile[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia di Matteo de' Pasti

Pandolfo è ritratto di profilo su sfondo scuro, stagliandosi con la forza di un cammeo. Il forte contrasto dà al ritratto un carattere monumentale e statuario, tipico dei busti antichi. La linea del volto incede sullo sguardo fisso e fiero, con i tratti modellati finemente. Il portamento eretto è accompagnato da uno sguardo tagliente, che sembra sottolineare il suo carattere ombroso e dispotico. La capigliatura forma un caschetto compatto, tipico della moda maschile delle corti del tempo, che si riscontra ad esempio anche nei ritratti di Leonello d'Este.

Il viso è raffigurato nel profilo in una posa di assoluta astrazione, che riprende l'iconografia ufficiale delle medaglie. Nonostante ciò è evidente anche una particolare attenzione naturalistica, avvertibile, in particolare, nella minuziosa descrizione del tessuto della veste, nel realismo dei capelli e della stessa carnagione. La stoffa è trattata in modo da evidenziare tutta la sua preziosità. La luce rende con efficacia la diversa consistenza dei materiali ed i riflessi propri dei drappi damascati o della pelliccia delle bordature. Tali risultati furono possibili solo grazie alla profonda conoscenza di Piero dei pittori fiamminghi (e in particolare dell'opera di Rogier van der Weyden).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Birgit Laskowski, Piero della Francesca, collana Maestri dell'arte italiana, Gribaudo, Milano 2007. ISBN 978-3-8331-3757-0

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