Rito scozzese antico ed accettato

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Il Rito scozzese antico ed accettato è uno degli ordini iniziatici della massoneria.

Si articola in trentatré gradi, anche se di fatto non tutti i gradi vengono praticati. Si costituisce in un percorso di approfondimento della massoneria, al di là dei primi tre gradi, detti simbolici (apprendista, compagno, maestro). Per poter accedere al Rito scozzese occorre quindi far parte dell'ordine massonico, con il grado di maestro.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Di massoneria scozzese si comincia a parlare nel 1743 con le Ordonnances générales pubblicate dalla Gran loggia di Francia. Tappe successive dell'evoluzione storica del rito sono dapprima il capitolo di Clermont del 1754, e poi gli Imperatori d'Oriente ed Occidente del 1758, che posero in pratica il rito di perfezione, ponendo le basi per la unificazione dei vari riti scozzesi in un unico ordine.
Il 31 maggio 1801 fu fondato il primo supremo consiglio a Charleston, negli Stati Uniti.

Organizzazione[modifica | modifica wikitesto]

In ciascuna giurisdizione nazionale, il Rito scozzese antico ed accettato è governato da un Supremo Consiglio dei "sovrani grandi ispettori generali" del 33º ed ultimo grado. Quest'organo esercita poteri legislativi, amministrativi e rituali.

La cosiddetta massoneria scozzese fu innanzitutto rappresentata dal rito di perfezione, costituito da 25 gradi:

  1. apprendista
  2. compagno
  3. maestro
  4. maestro segreto
  5. maestro perfetto
  6. segretario intimo
  7. prevosto e giudice
  8. intendente degli edifici
  9. cavaliere eletto dei nove
  10. illustre eletto dei quindici
  11. sublime cavaliere eletto, capo delle dodici tribù
  12. gran maestro architetto
  13. cavaliere dell'arco reale
  14. grande eletto, antico mastro perfetto, detto della perfezione
  15. cavaliere d'Oriente o della spada
  16. principe di Gerusalemme
  17. cavaliere d'Oriente e d'Occidente
  18. sovrano principe Rosa-Croce
  19. gran pontefice, o maestro ad vitam
  20. gran patriarca noachita
  21. gran maestro della chiave della massoneria
  22. principe del Libano, o cavaliere dell'ascia reale
  23. sovrano principe adepto
  24. illustre cavaliere, commendatore dell'aquila bianca e nera, cavaliere Kadosch
  25. sublime principe del real segreto

Con l'affermazione del Rito scozzese antico ed accettato si giunge ad un nuovo sistema basato su 33 gradi di cui i primi tre non fanno parte del rito, ma dell'ordine massonico:

  1. apprendista
  2. compagno
  3. maestro
  4. maestro segreto
  5. maestro perfetto
  6. segretario intimo
  7. prevosto e giudice o maestro irlandese
  8. intendente degli edifici
  9. cavaliere eletto dei nove
  10. cavaliere eletto dei quindici
  11. sublime cavaliere eletto
  12. gran maestro architetto
  13. compagno dell'arco reale di Enoch
  14. grande eletto perfetto e sublime massone o grande scozzese della volta sacra
  15. cavaliere d'Oriente o della spada
  16. principe di Gerusalemme, gran consigliere, capo delle logge regolari
  17. cavaliere d'Oriente e d'Occidente
  18. sovrano principe Rosa-Croce o cavaliere dell'aquila e del pellicano
  19. gran pontefice o sublime scozzese detto della Gerusalemme celeste
  20. venerabile gran maestro di tutte le logge regolari, sovrano principe della massoneria o maestro a vita
  21. noachita o cavaliere prussiano
  22. cavaliere dell'ascia reale o principe del Libano
  23. capo del tabernacolo
  24. principe del tabernacolo
  25. cavaliere del serpente di bronzo
  26. scozzese trinitario o principe di compassione
  27. grande commendatore del tempio o sovrano commendatore del tempio di Gerusalemme
  28. cavaliere del sole o principe adepto
  29. grande scozzese di Sant'Andrea di Scozia o patriarca delle crociate, cavaliere del sole, gran maestro della luce
  30. grande eletto cavaliere Kadosch o cavaliere dell'aquila bianca e nera
  31. grande ispettore inquisitore commendatore
  32. sublime principe del real segreto
  33. sovrano grande ispettore generale.

Non tutti questi gradi vengono praticati ritualmente. Ad esempio, la maggior parte delle giurisdizioni italiane praticano solo i gradi 4º, 9º, 18º, 30º, 31º, 32º e 33º. Il Droit Humain pratica il 14° solitamente al posto del 9°, il Rito Scozzese associato al Grande Oriente d'Italia ha recentemente reintrodotto la pratica del 14º grado. in ogni caso, le iniziazioni ai gradi praticati sono conferite ritualmente, mentre quelle dei gradi intermedi, quelli che non vengono praticati, vengono conferite "per comunicazione" all'atto del conferimento del grado superiore: ad esempio, l'iniziazione rituale al nono grado viene immediatamente preceduta dall'iniziazione "per comunicazione" ai gradi dal 5º all'8º.

Sovrano grande ispettore generale[modifica | modifica wikitesto]

Il sovrano grande ispettore generale è il 33° e massimo grado e il suo motto è Deus meumque ius ("Dio e il mio diritto").

Il titolo viene conferito all'unanimità dal supremo consiglio, l'organo di governo del rito scozzese il cui nome completo è appunto "Supremo consiglio dei sovrani grandi ispettori generali del 33º ed ultimo grado". Quanti lo ricevono, infatti, ne entrano a far parte in qualità di membri "onorari" e successivamente è fra di loro che vengono scelti i membri "effettivi" del Supremo Consiglio.

Il grado viene assegnato ai membri del rito solo per meriti speciali, come riconoscimento per il lavoro svolto vuoi all'interno dell'organizzazione vuoi nella vita pubblica, e non può essere concesso su richiesta. Gli insigniti assumono la denominazione di "ispettori generali onorari".[1]

Nomi noti di persone insignite del 33° grado[modifica | modifica wikitesto]

Fra di loro si possono ricordare alcuni nomi di Italiani particolarmente noti, come Giuseppe Mazzini (1805-1872)[2], Giuseppe Garibaldi (1807-1882)[3], il suo amico e medico personale Timoteo Riboli (1809-1895), i presidenti del Consiglio dei ministri Agostino Depretis (1813-1887) e Francesco Crispi (1818-1901), il Gran maestro del Grande Oriente d'Italia Lodovico Frapolli (1815-1878), il patriota Francesco Raffaele Curzio (1822-1901), il generale Giacomo Sani (1833-1912), i poeti Giosuè Carducci (1835-1907) e Olindo Guerrini (1845-1916), il medico igienista Luigi Pagliani (1847- 1932), i generali Giovanni Ameglio (1854-1921) e Luigi Capello (1859-1941), il grande ammiraglio Paolo Thaon di Revel (1859-1948), il poeta Gabriele D'Annunzio (1863-1938), il Gran maestro del Grande Oriente d'Italia Ugo Lenzi (1875-1953), il compositore Franco Alfano (1876-1954), il neuropsichiatra Ugo Cerletti (1877-1963), il matematico, pitagorico ed esoterista Arturo Reghini (1878-1946), il generale Ugo Cavallero (1880-1943), il militare e aviatore Domenico Mondelli (1886-1974), l'esoterista Marco Egidio Allegri (1897-1949), il deputato monarchico Giovanni Alliata Di Montereale (1921-1994), l'endocrinologo pisano Franco Franchi (1926-2002)[4], lo scrittore e giornalista siciliano Bent Parodi (1943-2009), e di stranieri come Miguel José de Azanza (1746-1826), Vicerè della Nuova Spagna, Cambacérès (1753-1824), Arci-Cancelliere del Primo Impero francese, l'eroe sudamericano Simón Bolívar (1783-1830), il politico spagnolo Juan Álvarez Mendizábal (1790-1853), il conte polacco e generale garibaldino Aleksander Izenschmid de Milbitz (1800-1883), Sovrano Gran Commendatore del Supremo Consiglio di Torino dal 1866 alla sua morte, il ministro spagnolo Antonio Romero Ortiz (1822-1884), il generale statunitense Albert Pike (1809-1891), il vescovo della Chiesa cattolica liberale Charles Webster Leadbeater (1854-1934), il pastore e teologo protestante Édouard Quartier-la-Tente (1855-1925), ministro della pubblica istruzione del Cantone di Neuchâtel e Gran maestro della Gran Loggia svizzera Alpina, il primo ministro del Portogallo Alfredo de Sá Cardoso (1864-1950), i presidenti degli Stati Uniti d'America Harry Truman (1884-1972) e Gerald Ford (1913-2006), l'attore Ernest Borgnine (1917-2012), l'astronauta Buzz Aldrin (1930), la Regina di Giordania Zein al-Sharaf Talal (1916-1994)[5] e, tra gli Italiani viventi, gli scrittori Luigi Pruneti (1948) e Michele Moramarco (1953), l'attuale sovrano gran commendatore del Rito Scozzese aderente al Grande Oriente d'Italia, l' imprenditore e immobiliarista ravennate Leo Taroni (1948), e Antonio Binni (1937)[6], sovrano gran commendatore gran maestro della Gran Loggia d'Italia degli Alam.

Varianti in Italia[modifica | modifica wikitesto]

In Italia esistono vari supremi consigli del Rito scozzese, associati alle varie obbedienze massoniche, ma solamente il Rito scozzese antico e accettato, aderente al Grande Oriente d'Italia è riconosciuto a livello internazionale dal Supreme Council, Scottish Rite (Southern Jurisdiction, USA o "Mother Supreme Council of the World", ovvero Supremo consiglio madre del mondo). Alcune obbedienze massoniche (ad esempio il Grande Oriente d'Italia) ammettono vari corpi rituali, fra i quali appunto il Rito scozzese, mentre altre (ad esempio la Gran Loggia d'Italia), pur prevedendo una separazione fra ordine e rito (uniti in questo caso al vertice), ammettono solo il Rito scozzese. L'attuale sovrano gran commendatore del Rito Scozzese aderente al Grande Oriente d'Italia è Leo Taroni, mentre quello del Rito Scozzese aderente alla Gran Loggia d'Italia è Antonio Binni[7]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ "XXXIII sovrano grande ispettore generale" sul sito del Supremo consiglio. URL consultato il 17 febbraio 2012.
  2. ^ Giordano Gamberini, Mille volti di massoni, Ed. Erasmo, Roma, 1976, p. 119: " Con decreto del S. C. di Palermo il 18 giugno 1866 ricevette l'aumento di luce al 33° grado e la qualifica di membro onorario del medesimo Supremo Consiglio."
  3. ^ "Cronaca contemporanea... Il Garibaldi, capo de' Framassoni italiani, li chiama ad assemblea in Palermo", La Civiltà Cattolica, n. 10, 1864, p. 746. Consultabile anche su Google libri.
  4. ^ "Franco Franchi" sul sito Gran Loggia d'Italia. URL consultato il 17 febbraio 2012. Necrologio su Il Tirreno del 1º dicembre 2002.
  5. ^ Il 33° ed ultimo grado le venne conferito da Giovanni Ghinazzi.
  6. ^ I nostri Gran Maestri: Antonio Binni, sul sito della Gran Loggia d'Italia degli Alam. URL consultato il 15 dicembre 2015.
  7. ^ Antonio Binni

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Luigi Sessa, I Sovrani Grandi Commendatori e breve storia del Supremo Consiglio d'Italia del Rito Scozzese antico ed accettato. Palazzo Giustiniani dal 1805 ad oggi., Foggia, Bastogi Ed., 2004;
  • Enrico Simoni, Bibliografia della Massoneria in Italia, Foggia, Edizioni Bastogi, 1º volume 1992 (3471 schede), 2º volume 1993 (indici sistematici degli articoli delle Riviste massoniche del dopoguerra; 3762 schede), 1º volume di aggiornamento 1997 (schede da 3472 a 4584), 3º volume 2006 (indici sistematici degli articoli della "Rivista della Massoneria Italiana" e della "Rivista Massonica"; 1870-1926; 6478 schede), 2º volume di aggiornamento 2010 (schede da 4585 a 6648)
  • N. M. di Luca, La Massoneria. Storia, miti e riti, Roma, Atanòr, 2000;
  • Aldo Alessandro Mola, Storia della Massoneria in Italia, Milano, Bompiani, 2001;
  • G. Giarrizzo, Massoneria e Illuminismo, Marsilio, Padova, 1994;
  • Salvatore Farina, Il libro dei Rituali del Rito Scozzese Antico ed Accettato, Roma, Piccinelli, 1946.

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