Rito scozzese antico ed accettato

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Il Rito scozzese antico ed accettato è uno degli ordini iniziatici della massoneria.

Si articola in trentatré gradi, anche se di fatto non tutti i gradi vengono praticati. Si costituisce in un percorso di approfondimento della massoneria, al di là dei primi tre gradi, detti simbolici (apprendista, compagno, maestro). Per poter accedere al Rito scozzese occorre quindi far parte dell'ordine massonico, con il grado di maestro.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Timbro del Supremo Consiglio di Milano (1805)

Di massoneria scozzese si comincia a parlare nel 1743 con le Ordonnances générales pubblicate dalla Gran loggia di Francia. Tappe successive dell'evoluzione storica del rito sono dapprima il capitolo di Clermont del 1754, e poi gli Imperatori d'Oriente ed Occidente del 1758, che posero in pratica il rito di perfezione, ponendo le basi per la unificazione dei vari riti scozzesi in un unico ordine.

Il 31 maggio 1801 fu fondato il primo supremo consiglio a Charleston, negli Stati Uniti, il Supreme Council, Scottish Rite (Southern Jurisdiction, USA o "Mother Supreme Council of the World", ovvero Supremo consiglio madre del mondo).

Il 16 marzo 1805 fu fondato a Milano il Supremo Consiglio d'Italia del Rito scozzese antico ed accettato[1]che, dopo la fusione con i Supremi consigli di Torino, Roma, Napoli e Palermo, ha sede in Roma dal 1887[2].

Organizzazione[modifica | modifica wikitesto]

In ciascuna giurisdizione nazionale, il Rito scozzese antico ed accettato è governato da un Supremo Consiglio dei "sovrani grandi ispettori generali" del 33º ed ultimo grado e presieduto da un "sovrano gran commendatore". Quest'organo esercita poteri legislativi, amministrativi e rituali.

La cosiddetta massoneria scozzese fu innanzitutto rappresentata dal rito di perfezione, costituito da 25 gradi:

  1. apprendista
  2. compagno
  3. maestro
  4. maestro segreto
  5. maestro perfetto
  6. segretario intimo
  7. prevosto e giudice
  8. intendente degli edifici
  9. cavaliere eletto dei nove
  10. illustre eletto dei quindici
  11. sublime cavaliere eletto, capo delle dodici tribù
  12. gran maestro architetto
  13. cavaliere dell'arco reale
  14. grande eletto, antico mastro perfetto, detto della perfezione
  15. cavaliere d'Oriente o della spada
  16. principe di Gerusalemme
  17. cavaliere d'Oriente e d'Occidente
  18. sovrano principe Rosa-Croce
  19. gran pontefice, o maestro ad vitam
  20. gran patriarca noachita
  21. gran maestro della chiave della massoneria
  22. principe del Libano, o cavaliere dell'ascia reale
  23. sovrano principe adepto
  24. illustre cavaliere, commendatore dell'aquila bianca e nera, cavaliere Kadosch
  25. sublime principe del real segreto

Con l'affermazione del Rito scozzese antico ed accettato si giunge ad un nuovo sistema basato su 33 gradi di cui i primi tre non fanno parte del rito, ma dell'ordine massonico:

  1. apprendista
  2. compagno
  3. maestro
  4. maestro segreto
  5. maestro perfetto
  6. segretario intimo
  7. prevosto e giudice o maestro irlandese
  8. intendente degli edifici
  9. cavaliere eletto dei nove
  10. cavaliere eletto dei quindici
  11. sublime cavaliere eletto
  12. gran maestro architetto
  13. compagno dell'arco reale di Enoch
  14. grande eletto perfetto e sublime massone o grande scozzese della volta sacra
  15. cavaliere d'Oriente o della spada
  16. principe di Gerusalemme, gran consigliere, capo delle logge regolari
  17. cavaliere d'Oriente e d'Occidente
  18. sovrano principe Rosa-Croce o cavaliere dell'aquila e del pellicano
  19. gran pontefice o sublime scozzese detto della Gerusalemme celeste
  20. venerabile gran maestro di tutte le logge regolari, sovrano principe della massoneria o maestro a vita
  21. noachita o cavaliere prussiano
  22. cavaliere dell'ascia reale o principe del Libano
  23. capo del tabernacolo
  24. principe del tabernacolo
  25. cavaliere del serpente di bronzo
  26. scozzese trinitario o principe di compassione
  27. grande commendatore del tempio o sovrano commendatore del tempio di Gerusalemme
  28. cavaliere del sole o principe adepto
  29. grande scozzese di Sant'Andrea di Scozia o patriarca delle crociate, cavaliere del sole, gran maestro della luce
  30. grande eletto cavaliere Kadosch o cavaliere dell'aquila bianca e nera
  31. grande ispettore inquisitore commendatore
  32. sublime principe del real segreto
  33. sovrano grande ispettore generale.

Non tutti questi gradi vengono praticati ritualmente (qui figurano in grassetto quelli di solito praticati). Ad esempio, la maggior parte delle giurisdizioni italiane praticano solo i gradi 4º, 9º, 18º, 30º, 31º, 32º e 33º. Il Droit Humain pratica il 14° solitamente al posto del 9°, il Rito Scozzese associato al Grande Oriente d'Italia ha recentemente reintrodotto la pratica del 14º grado. in ogni caso, le iniziazioni ai gradi praticati sono conferite ritualmente, mentre quelle dei gradi intermedi, quelli che non vengono praticati, vengono conferite "per comunicazione" all'atto del conferimento del grado superiore: ad esempio, l'iniziazione rituale al nono grado viene immediatamente preceduta dall'iniziazione "per comunicazione" ai gradi dal 5º all'8º.

Sovrano grande ispettore generale[modifica | modifica wikitesto]

Il sovrano grande ispettore generale è il 33° e massimo grado e il suo motto è Deus meumque ius ("Dio e il mio diritto").

Il titolo viene conferito all'unanimità dal supremo consiglio, l'organo di governo del rito scozzese il cui nome completo è appunto "Supremo consiglio dei sovrani grandi ispettori generali del 33º ed ultimo grado". Quanti lo ricevono, infatti, ne entrano a far parte in qualità di membri "onorari" e successivamente è fra di loro che vengono scelti i membri "effettivi" del Supremo Consiglio.

Il grado viene assegnato ai membri del rito solo per meriti speciali, come riconoscimento per il lavoro svolto vuoi all'interno dell'organizzazione vuoi nella vita pubblica, e non può essere concesso su richiesta. Gli insigniti assumono la denominazione di "ispettori generali onorari".[3]

Nomi noti di persone insignite del 33º grado[modifica | modifica wikitesto]

Fra di loro si possono ricordare alcuni nomi di Italiani particolarmente noti, come il senatore del Regno d'Italia Pietro Moscati (1739- 1824), membro del primo Supremo Consiglio di Milano[4], il generale napoleonico Giuseppe Lechi (1756-1836), Giuseppe Mazzini (1805-1872)[5], Giuseppe Garibaldi (1807-1882)[6], l' inventore del telefono Antonio Meucci (1808-1889), il medico Gaetano La Loggia (1808-1889), il medico personale di Garibaldi Timoteo Riboli (1809-1895), sovrano gran commendatore del Supremo Consiglio di Torino dal 1883 al 1887, il sindaco di Roma Luigi Pianciani (1810-1890), il patriota Giuseppe Petroni (1812-1888), i presidenti del Consiglio dei ministri Agostino Depretis (1813-1887) e Francesco Crispi (1818-1901), l'ingegnere navale Luigi Orlando (1814-1896), il Gran maestro del Grande Oriente d'Italia Lodovico Frapolli (1815-1878), il senatore Giorgio Tamajo (1817-1897), Sovrano gran commendatore del Supremo Consiglio di Roma dal 1870 al 1877, i patrioti Antonio Mordini (1819-1902), Francesco Raffaele Curzio (1822-1901), Adriano Lemmi (1822-1906), sovrano gran commendatore del Supremo Consiglio d'Italia dal 1903 alla morte, e Luigi Castellazzo (1827-1890), il generale Giacomo Sani (1833-1912), i poeti Giosuè Carducci (1835-1907) e Olindo Guerrini (1845-1916), il patriota e ministro Pietro Lacava (1835-1912), il generale Oreste Baratieri (1841-1901), il duca d'Aosta Amedeo Ferdinando Maria di Savoia (1845-1890), il sindaco di Roma Ernesto Nathan (1845-1921), Gran maestro del Grande Oriente d'Italia dal 1896 al 1904 e dal 1917 al 1919, lo scultore Ettore Ferrari (1845-1929), Gran maestro del Grande Oriente d'Italia dal 1904 al 1917 e sovrano gran commendatore del Supremo Consiglio d'Italia dal 1918 alla morte, il vicepresidente del Senato del Regno d'Italia Emanuele Paternò (1847-1935), i medici Luigi Pagliani (1847-1932) e Achille Ballori (1850-1917), sovrano gran commendatore del Supremo Consiglio d'Italia dal 1906 alla morte, ucciso da un folle a Palazzo Giustiniani[7], lo psichiatra e ministro della Pubblica Istruzione Leonardo Bianchi (1848-1927), il senatore Nicola Spada (1851-1930), i generali Giovanni Ameglio (1854-1921) e Luigi Capello (1859-1941), il magistrato Giovanni Antonio Vanni (1855-1924), il grande ammiraglio Paolo Thaon di Revel (1859-1948), il poeta Gabriele D'Annunzio (1863-1938), l'avvocato Giuseppe Leti (1866-1939)[8], sovrano gran commendatore del Supremo Consiglio d'Italia in esilio dal 1929 al 1937, lo scultore Giuseppe Guastalla (1867-1952), sovrano gran commendatore del Supremo Consiglio d'Italia dal 1944 al 1946, il chirurgo Alessandro Tedeschi (1867-1940), sovrano gran commendatore del Supremo Consiglio d'Italia in esilio dal 1937 alla morte, il funzionario coloniale Dunstano Cancellieri (1871-1949), sovrano gran commendatore del Supremo Consiglio della Massoneria Unificata dal 1943 al 1944[9], l'economista e politico Arturo Labriola (1873-1959), l'avvocato e politico Ugo Lenzi (1875-1953), Gran maestro del Grande Oriente d'Italia dal 1949 alla morte, il pastore evangelico Tito Signorelli (1875-1958), sovrano gran commendatore del Supremo Consiglio della Massoneria Unificata dal 1945 al 1949[10] , il compositore Franco Alfano (1876-1954), il neuropsichiatra Ugo Cerletti (1877-1963), Gaetano Varcasia (1877-1955), con Umberto Cipollone, reggente sovrano gran commendatore del Supremo Consiglio d'Italia nel 1944-1945[11], il matematico e pitagorico Arturo Reghini (1878-1946), gran cancelliere e segretario generale del Supremo Consiglio di Piazza del Gesù, l'imprenditore Giuseppe Pontremoli (1879-1952), il generale Ugo Cavallero (1880-1943), il neurologo Gaetano Boschi (1882-1969), l'avvocato Umberto Cipollone (1883-1960), reggente sovrano gran commendatore del Supremo Consiglio d'Italia nel 1944-1945, l'aviatore Domenico Mondelli (1886-1974), il politico Gabriele Jannelli (1892-1956), l'ingegnere Publio Cortini (1895-1969), Gran maestro del Grande Oriente d'Italia dal 1953 al 1956, l'esoterista Marco Egidio Allegri (1897-1949), il Primate della Chiesa gnostica italiana[12] Loris Carlesi (1915-2006)[13], sovrano gran commendatore dal 2002 alla morte[14], il sindaco di Trieste Manlio Cecovini (1914-2010), sovrano gran commendatore del Supremo Consiglio d'Italia dal 1977 al 1986, il generale Giovanni Ghinazzi (1915-1986), sovrano gran commendatore e gran maestro della Gran Loggia d'Italia, il deputato monarchico Giovanni Alliata Di Montereale (1921-1994), sovrano gran commendatore del supremo consiglio di Piazza del Gesù (ricostituito nel 1948) dal 1955 al 1960, lo storico Vittor Ugo Bistoni (1925-1997), l'endocrinologo pisano Franco Franchi (1926-2002)[15], lo scrittore e giornalista siciliano Bent Parodi (1943-2009), e di stranieri come il maresciallo dell'Impero François Christophe Kellermann (1735-1820), membro del Supremo Consiglio di Francia, il Vicerè della Nuova Spagna Miguel José de Azanza (1746-1826), il re di Napoli Gioacchino Murat (1767-1815), sovrano gran commendatore del Supremo Consiglio di Napoli dal 1809 al 1815, l' Arci-Cancelliere del Primo Impero francese Cambacérès (1753-1824), sovrano gran commendatore del Supremo Consiglio di Francia dal 1806 al 1821, il diplomatico spagnolo Agustín Argüelles (1776-1844), il primo ministro francese Élie Decazes (1780-1860), sovrano gran commendatore del Supremo Consiglio di Francia dal 1838 al 1860, il viceré del Regno d'Italia Eugenio di Beauharnais (1781-1824), primo sovrano gran commendatore del Supremo Consiglio d'Italia dal 1805 al 1813, l'eroe sudamericano Simón Bolívar (1783-1830), il politico spagnolo Juan Álvarez Mendizábal (1790-1853), il maresciallo dell'Impero Bernard Pierre Magnan (1791-1865), Gran maestro del Grande Oriente di Francia dal 1861 al 1865, il politico francese Adolphe Crémieux (1796-1880), sovrano gran commendatore del Supremo Consiglio di Francia dal 1869 al 1880, il conte polacco e generale garibaldino Aleksander Izenschmid de Milbitz (1800-1883), sovrano gran commendatore del Supremo Consiglio di Torino dal 1866 alla morte, il presidente dell'Argentina Justo José de Urquiza (1801-1870), il presidente del Messico Benito Juárez (1806-1872), il medico statunitense Albert Mackey (1807-1881), il generale statunitense Albert Pike (1809-1891), sovrano gran commendatore della giurisdizione sud degli Stati Uniti d'America dal 1859 alla morte, il presidente dell'Argentina Santiago Derqui (1810-1867), il generale e patriota ungherese György Klapka (1820-1892), il ministro spagnolo Antonio Romero Ortiz (1822-1884), il duca di Siviglia Enrico di Borbone-Spagna (1823-1870), i Gran maestri della Gran Loggia unita d'Inghilterra, re Edoardo VII (1841-1919), Edoardo VIII (1894-1972) e Giorgio VI (1895-1952) del Regno Unito, il rivoluzionario filippino Marcelo H. del Pilar (1850-1896), il vescovo della Chiesa cattolica liberale Charles Webster Leadbeater (1854-1934), il vice-presidente degli Stati Uniti d'America Thomas R. Marshall (1854-1925), il granduca russo Nikolaj Michajlovič Romanov (1859-1919), Henry Ford (1863-1947), fondatore dell'omonima industria automobilistica statunitense, il primo ministro del Portogallo Alfredo de Sá Cardoso (1864-1950), l'esploratrice francese Alexandra David-Néel (1868-1969), il patriota filippino Emilio Aguinaldo (1869-1964), l'occultista inglese Aleister Crowley (1875-1947), i presidenti degli Stati Uniti d'America Harry Truman (1884-1972) e Gerald Ford (1913-2006), il re Giorgio II di Grecia (1890-1947), il presidente della Corte Suprema degli Stati Uniti d'America Earl Warren (1891-1974), la Regina di Giordania Zein al-Sharaf Talal (1916-1994)[16], l'astronauta Buzz Aldrin (1930) e, tra gli Italiani viventi, il saggista Franco Eugeni (1941), membro effettivo del Supremo consiglio d'Italia e San Marino, e gli scrittori Luigi Pruneti (1948)[17], ex-sovrano gran commendatore e Gran maestro della Gran Loggia d'Italia, e Michele Moramarco (1953).

Varianti in Italia[modifica | modifica wikitesto]

In Italia esistono vari supremi consigli del Rito scozzese, associati alle varie obbedienze massoniche, ma solamente il Rito scozzese antico e accettato, aderente al Grande Oriente d'Italia è riconosciuto a livello internazionale dal Supreme Council, Scottish Rite (Southern Jurisdiction, USA o "Mother Supreme Council of the World", ovvero Supremo consiglio madre del mondo). Alcune obbedienze massoniche (ad esempio il Grande Oriente d'Italia) ammettono vari corpi rituali, fra i quali appunto il Rito scozzese, mentre altre (ad esempio la Gran Loggia d'Italia), pur prevedendo una separazione fra ordine e rito (uniti in questo caso al vertice), ammettono solo il Rito scozzese. L'attuale sovrano gran commendatore del Rito Scozzese aderente al Grande Oriente d'Italia è l'imprenditore ravennate Leo Taroni[18], che presiede anche la confederazione europea dei Supremi Consigli, quello del Rito Scozzese aderente alla Gran Loggia d'Italia è il giurista modenese Antonio Binni[19], mentre il commercialista bolognese Renzo Canova[20] è quello del Supremo Consiglio d'Italia e San Marino e Cesare Benincasa [21] quello del Supremo Consiglio della Gran Loggia Nazionale dei Liberi Muratori d'Italia.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Bolla di costituzione del Supremo consiglio d'Italia, traduzione in italiano.
  2. ^ Origini e storia del R.S.A.A. su ritoscozzese.it, ritoscozzese.it. URL consultato il 29 ottobre 2009.
  3. ^ "XXXIII sovrano grande ispettore generale" sul sito del Supremo consiglio. URL consultato il 17 febbraio 2012.
  4. ^ Composizione del primo Supremo consiglio d'Italia
  5. ^ Giordano Gamberini, Mille volti di massoni, Ed. Erasmo, Roma, 1976, p. 119: " Con decreto del S. C. di Palermo, il 18 giugno 1866 ricevette l'aumento di luce al 33º grado e la qualifica di membro onorario del medesimo Supremo Consiglio."
  6. ^ "Cronaca contemporanea... Il Garibaldi, capo de' Framassoni italiani, li chiama ad assemblea in Palermo", La Civiltà Cattolica, n. 10, 1864, p. 746. Consultabile anche su Google libri.
  7. ^ Luigi Sessa, I Sovrani Grandi Commendatori e breve storia del Supremo Consiglio d'Italia del Rito Scozzese antico ed accettato. Palazzo Giustiniani dal 1805 ad oggi., Foggia, Bastogi Ed., 2004, p. 59-63.
  8. ^ Luigi Sessa, I Sovrani Grandi Commendatori e breve storia del Supremo Consiglio d'Italia del Rito Scozzese antico ed accettato. Palazzo Giustiniani dal 1805 ad oggi., Foggia, Bastogi Ed., 2004, p. 75-80.
  9. ^ Luigi Sessa, I Sovrani Grandi Commendatori e breve storia del Supremo Consiglio d'Italia del Rito Scozzese antico ed accettato. Palazzo Giustiniani dal 1805 ad oggi., Foggia, Bastogi Ed., 2004, p. 225-228.
  10. ^ Luigi Sessa, I Sovrani Grandi Commendatori e breve storia del Supremo Consiglio d'Italia del Rito scozzese antico ed accettato Palazzo Giustiniani dal 1805 ad oggi , Foggia, Bastogi, 2004, p. 107-118.
  11. ^ Luigi Sessa, I Sovrani Grandi Commendatori e breve storia del Supremo Consiglio d'Italia del Rito scozzese antico ed accettato Palazzo Giustiniani dal 1805 ad oggi , Foggia, Bastogi, 2004, p. 97-100.
  12. ^ Chiesa Gnostica Italiana
  13. ^ Loris Carlesi sul sito Esopedia.
  14. ^ Successione dei sovrani gran commendatori nel Supremo Consiglio d'Italia
  15. ^ "Franco Franchi" sul sito Gran Loggia d'Italia. URL consultato il 17 febbraio 2012. Necrologio su Il Tirreno del 1º dicembre 2002.
  16. ^ Vedi: Opuscolo informativo della Gran Loggia d'Italia dal sito granloggia.it (PDF), granloggia.it., il 33º ed ultimo grado le venne conferito da Giovanni Ghinazzi.
  17. ^ Sito ufficiale di Luigi Pruneti., luigipruneti.com.
  18. ^ Leo Taroni sul sito ufficiale del Supremo consiglio. URL consultato il 3 luglio 2017.
  19. ^ I nostri Gran Maestri: Antonio Binni, sul sito ufficiale della Gran Loggia d'Italia degli Alam. URL consultato il 15 dicembre 2015.
  20. ^ Renzo Canova sul sito ufficiale della Gran Loggia d'Italia degli Alam. URL consultato il 30 luglio 2017.
  21. ^ Cesare Benincasa sul sito ufficiale del Supremo consiglio. URL consultato il 30 luglio 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Luigi Sessa, I Sovrani Grandi Commendatori e breve storia del Supremo Consiglio d'Italia del Rito Scozzese antico ed accettato. Palazzo Giustiniani dal 1805 ad oggi., Foggia, Bastogi Ed., 2004;
  • Enrico Simoni, Bibliografia della Massoneria in Italia, Foggia, Edizioni Bastogi, 1º volume 1992 (3471 schede), 2º volume 1993 (indici sistematici degli articoli delle Riviste massoniche del dopoguerra; 3762 schede), 1º volume di aggiornamento 1997 (schede da 3472 a 4584), 3º volume 2006 (indici sistematici degli articoli della "Rivista della Massoneria Italiana" e della "Rivista Massonica"; 1870-1926; 6478 schede), 2º volume di aggiornamento 2010 (schede da 4585 a 6648)
  • N. M. di Luca, La Massoneria. Storia, miti e riti, Roma, Atanòr, 2000;
  • Aldo Alessandro Mola, Storia della Massoneria in Italia, Milano, Bompiani, 2001;
  • G. Giarrizzo, Massoneria e Illuminismo, Marsilio, Padova, 1994;
  • Salvatore Farina, Il libro dei Rituali del Rito Scozzese Antico ed Accettato, Roma, Piccinelli, 1946.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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