Andrea Costa
| Andrea Costa | |
|---|---|
| Deputato del Regno d'Italia | |
| Durata mandato | 22 novembre 1882 – 19 gennaio 1910 |
| Legislatura | XV, XVI, XVII, XVIII, XIX, XX, XXI, XXII, XXIII |
| Gruppo parlamentare | Partito Socialista Italiano |
| Sito istituzionale | |
| Dati generali | |
| Partito politico | PSRI (1881-1893) PSI (1893-1910) |
| Professione | Politico |
Andrea Antonio Baldassarre Costa (Imola, 29 novembre 1851 – Imola, 19 gennaio 1910) è stato un politico italiano, tra i fondatori del socialismo in Italia, primo deputato socialista della storia d'Italia.
Biografia
[modifica | modifica wikitesto]Vita personale
[modifica | modifica wikitesto]
Figlio di Pietro Casadio e di Rosa Tozzi, Andrea nacque nel Palazzo Orsini di Imola, dove il padre svolgeva l'incarico di uomo di fiducia del ricco produttore e mercante di canapa Orso Orsini, amico intimo di Papa Pio IX, nonché zio e tutore di Felice Orsini. Dopo gli studi superiori si iscrisse all'Università di Bologna - Facoltà di Lettere - come semplice uditore, in quanto privo delle risorse economiche necessarie per l'iscrizione quale studente ordinario; poté comunque assistere alle lezioni di Giosuè Carducci e conoscere, fra gli altri, Giovanni Pascoli.

Di idee dapprima anarchiche, si avvicinò al socialismo anche grazie ad Anna Kuliscioff, che fu sua compagna per alcuni anni. Nel 1877 Costa conobbe Anna in Svizzera e assieme a lei si trasferì a Parigi. Da qui vennero arrestati e poi espulsi nel 1878 e i due si recarono quindi in Italia. Dopo pochi mesi, però, Anna venne processata a Firenze con l'accusa di cospirare con gli anarchici per sovvertire l'ordine costituito.
Si trasferirono così nuovamente in Svizzera, che lasciarono nel 1880 per rientrare clandestinamente in Italia, dove però ancora una volta vennero arrestati a Milano. Dopo l'ennesima breve permanenza in territorio elvetico, Anna raggiunse Costa a Imola, dove nel 1881 diede alla luce la loro figlia Andreina. Poco tempo dopo la relazione tra i due terminò e Anna, portando con sé la figlia Andreina, tornò in Svizzera, dove si iscrisse alla Facoltà di medicina.
Il periodo anarchico
[modifica | modifica wikitesto]Fu tra i promotori della Conferenza di Rimini (1872) che fondò la Federazione italiana dell'Associazione internazionale dei lavoratori.
Nei primi giorni di settembre 1872 partecipò, all'Aja, al Congresso dell'Internazionale; nello stesso mese, il 15-16, prese parte al Congresso Internazionale di Saint-Imier nel quale venne fondata l'Internazionale anarchica di Bakunin, alla quale aderì.
Il 5 agosto 1874 fu arrestato, pochi giorni prima di un progettato piano insurrezionale. Dopo quasi due anni di carcerazione venne processato e assolto nel giugno del 1876 [1].
La "Lettera agli amici di Romagna"
[modifica | modifica wikitesto]
Nel 1879 Costa, uscito dall'ennesima carcerazione, si trasferì con Kuliscioff di nuovo in Svizzera, a Lugano.
Qui, probabilmente influenzato dalle discussioni politiche con la sua compagna, scrisse la lettera intitolata Ai miei amici di Romagna, in cui indicava la necessità di una svolta tattica del socialismo, che doveva passare dalla «propaganda per mezzo dei fatti» a un lavoro di diffusione di principii, che non avrebbe presentato risultati immediati, ma avrebbe ripagato sul medio periodo.
La lettera fu pubblicata nel n. 30 del 3 agosto 1879 de La Plebe, organo della "Federazione Alta Italia dell'Associazione Internazionale dei Lavoratori", fondata nel 1876 da Enrico Bignami e da Osvaldo Gnocchi Viani.
La presa di posizione di Costa determinò nel movimento socialista italiano una prima separazione dei socialisti dagli anarchici, che fu definitivamente sancita nel 1892 a Genova al Congresso di fondazione del Partito dei Lavoratori Italiani (che poi divenne il Partito Socialista Italiano).
Il Partito Socialista Rivoluzionario di Romagna
[modifica | modifica wikitesto]Nell'agosto 1881 Andrea Costa fondò a Rimini il «Partito Socialista Rivoluzionario di Romagna», che successivamente fu ribattezzato «Partito Socialista Rivoluzionario Italiano».
Costa, alleato e contemporaneamente critico nei confronti del Partito Operaio Italiano di Giuseppe Croce e Costantino Lazzari e della Lega Socialista Milanese di Filippo Turati, partecipò nel 1892 al congresso socialista di Genova, del quale fu eletto presidente, in cui la gran parte delle forze socialiste si unificò nel Partito dei Lavoratori Italiani.
Inizialmente Costa mantenne autonomo il suo movimento, ma poi, a seguito della sconfitta del suo Partito Socialista Rivoluzionario Italiano alle elezioni del novembre 1892, confluì l'anno seguente nel Partito Socialista dei Lavoratori Italiani (PSLI), che, nel Congresso di Parma del 1895, mutò definitivamente il suo nome in Partito Socialista Italiano.
Attività giornalistica
[modifica | modifica wikitesto]Costa collaborò a periodici e riviste di carattere politico, tra cui Fascio operaio, La plebe, Il martello. Il primo maggio del 1880 fondò con i socialisti de La plebe la Rivista internazionale del socialismo, la cui pubblicazione fu interrotta dopo pochi mesi; nell'aprile del 1881 fondò ad Imola il settimanale socialista Avanti!..., la cui redazione venne trasferita a Roma nel 1884.[2] Fu anche corrispondente per Il Messaggero.[3]
Andrea Costa, il primo deputato socialista d'Italia
[modifica | modifica wikitesto]Nel 1882 Costa fu candidato alla Camera dal suo partito, in alleanza con il Partito Operaio Italiano, nei collegi di Imola e di Ravenna. Fu eletto in quest'ultima città, diventando così il primo deputato di idee socialiste nel parlamento italiano. Dopo quella prima elezione, venne sempre riconfermato, a partire dal 1895 nelle file del Partito Socialista Italiano, fino alla sua morte nel 1910[4].
Nell'agosto 1883, per coordinare l'opposizione delle sinistre, fondò il "Fascio della democrazia" insieme ai deputati Giovanni Bovio e Felice Cavallotti.
Iniziato in massoneria il 25 settembre 1883 nella Loggia Rienzi di Roma, ricoprì la carica di Grande Maestro Aggiunto del Grande Oriente d'Italia[5] e il primo novembre 1890 diventò membro effettivo del Consiglio dell'Ordine[6], raggiunse il 32º grado del Rito scozzese antico e accettato[7].
Nel febbraio del 1887, nel corso del vivace dibattito parlamentare seguito al massacro di Dogali, coniò la parola d'ordine «né un uomo né un soldo» per l'impresa africana.

Il 5 aprile 1889 il Tribunale di Roma lo condannò a tre anni di reclusione per "ribellione alla forza pubblica", a seguito dei disordini scoppiati durante una manifestazione in memoria di Guglielmo Oberdan.

Nel marzo 1890 fu nuovamente condannato per "ribellione", avendo partecipato a Roma alle agitazioni degli operai edili.
Nel 1898 fu coinvolto nei moti di Milano, repressi a cannonate dal generale Bava Beccaris; arrestato con altri esponenti socialisti, la Camera dei deputati negò l'autorizzazione a procedere e venne liberato.
A Imola fu presidente della Congregazione di carità.
Dal 1908 al 1910 fu vicepresidente della Camera dei deputati.
Morì ad Imola, il 19 gennaio 1910, secondo alcune testimonianze dopo aver ricevuto la confessione sacramentale da monsignor Goffredo Zaccherini.[8]
Andrea Costa e il Mezzogiorno d'Italia
[modifica | modifica wikitesto]Costa come nessun altro nel suo tempo viaggiò in lungo e in largo per il Paese, come nessun altro ebbe continui e diretti rapporti non solo con gran parte dei dirigenti del movimento democratico e popolare, ma anche con le realtà di base, con il territorio. Probabilmente si è dato per scontato che il suo impegno fosse ristretto alle aree del Centro-Nord, ma le carte conservate nel "Fondo Costa" della Biblioteca Comunale di Imola dimostrano che egli ebbe, consolidò e mantenne nel tempo un rapporto non occasionale, bensì prolungato negli anni con persone e realtà del Sud dell'Italia[9].
Monumenti e iniziative celebrative
[modifica | modifica wikitesto]Andrea Costa è sepolto nel Famedio del Cimitero del Piratello ad Imola.[10]
Sulla sua tomba è posta una grande lapide, sulla quale è incisa l'epigrafe dettata dall'amico Giovanni Pascoli per la sua morte:
CENERE
È IN QUEST'URNA
DELL'INCENDIO D'AMORE
CHE DA QUANDO DUE SELCI LO DESTARONO
NELLE GELIDE SPELONCHE
ARDE INCONSUMABILE IN MEZZO AI TERRESTRI
SEMPRE, PIÙ FORTE, PIÙ VASTO, PIÙ ALTO
LIBERANDO DALLE GRAVI SCORIE PRIMIGENIE
LA SANTA UMANITÀ PURA
VIVA FIAMMA
DI QUELL'INCENDIO FU QUESTA CENERE
FIAMMA CHE SOPPRESSA E BATTUTA
DIVAMPÒ SEMPRE PlÙ BELLA AL VENTO
NOI LA CHIAMAMMO
ANDREA COSTA»
Una lapide ricorda la sua casa natale in via Appia ad Imola.
A Costa sono intitolate vie e piazze in molti Comuni italiani, il suo nome venne dato a due logge del Grande Oriente d'Italia che si costituirono dopo la sua morte: una a Bologna e una a San Paolo del Brasile[11].
Gli è intitolata anche la principale squadra di pallacanestro della città di Imola, l'Andrea Costa Imola Basket, militante nel campionato di Legadue.
Carte personali
[modifica | modifica wikitesto]31 lettere scritte da Andrea Costa ad Anna Kuliscioff sono depositate presso l'Archivio storico del Comune di Imola.[12]
La Biblioteca comunale di Imola conserva una serie di opuscoli donati da Costa a partire dal 1891. Nel 1909 Andrea Costa affidò i suoi libri e le sue carte all'amico e compagno socialista Nullo Baldini con l'indicazione di donare i libri alla Biblioteca comunale. In merito ai documenti Costa scriveva: «Credo siano carte inutili, distruggile». Baldini, su consiglio di Leonida Bissolati, direttore dell'"Avanti!", consegnò libri e carte all'imolese Romeo Galli, direttore della biblioteca comunale, al quale era unito da una lunga amicizia e da una solida fede politica. Negli anni successivi la biblioteca acquisì altre carte dono di amici e compagni politici di Costa: Angelo Negri, Ugo Tamburini, Alfredo Xella, Anselmo Marabini[3]. Il fondo librario di Andrea Costa comprende oltre 1400 titoli tra libri e opuscoli, fra i quali prevalgono testi di filosofia, politica, economia politica e sociologia. Sono inoltre presenti documenti che testimoniano l'attività di partito, gli atti dei congressi e i rendiconti del Partito socialista italiano, oltre ad almanacchi socialisti e popolari. Si trovano numerosi volumi di letteratura italiana e straniera anche in lingua originale. Presenti le pubblicazioni di Andrea Costa, e quasi tutti i discorsi da lui tenuti alla Camera dei deputati.

Presso la Fondazione Giangiacomo Feltrinelli di Milano è conservato il fondo Andrea Costa[13] che conserva corrispondenza ricevuta e inviata da Andrea Costa, scritti del parlamentare socialista e altri documenti.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Cfr. «Il Monitore di Bologna», 18 giugno 1876.
- ↑ Questo periodico non ha direttamente a che fare con l'Avanti!, storico giornale del PSI, fondato a Roma nel 1896.
- 1 2 Cfr. Biblioteca comunale di Imola, su bim.comune.imola.bo.it. URL consultato il 21 novembre 2016 (archiviato dall'url originale il 21 novembre 2016).
- ↑ cfr. la scheda di Andrea Costa nel sito web della Camera dei Deputati
- ↑ Cfr. V. Gnocchini, L'Italia dei Liberi Muratori, Mimesis-Erasmo, Milano-Roma, 2005, pp.85-86.
- ↑ Fulvio Conti, I Fratelli e i Profani. La Massoneria nello spazio pubblico, Pacini ed. Pisa, 2020, p. 84.
- ↑ Giordano Gamberini, Mille volti di massoni, Roma, Ed. Erasmo, 1975, p. 175.
- ↑ Andrea Ferri. L'anima contesa. Andrea Costa e la controversia sul suo ritorno alla fede cattolica prima della morte. Editrice Il Nuovo diario messaggero. Imola, 2020
- ↑ Cfr. Marco Pelliconi, Andrea Costa e il Mezzogiorno. Le carte dal Sud presenti nel Fondo Costa della Biblioteca Comunale di Imola, Biblioteca Comunale di Imola.
- ↑ Andrea Costa, su www.bfscollezionidigitali.org. URL consultato il 10 gennaio 2023.
- ↑ Fulvio Conti, I Fratelli e i Profani. La Massoneria nello spazio pubblico, Pacini ed. Pisa, 2020, p. 93-94.
- ↑ Cfr. l'Archivio storico comunale di Imola.
- ↑ Cfr. il fondo Andrea Costa presso la Fondazione Giangiacomo Feltrinelli Archiviato il 22 novembre 2016 in Internet Archive..
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Luigi Arbizzani - Pietro Bonfiglioli - Renzo Renzi (a cura di), Su, compagni, in fitta schiera. Il socialismo in Emilia-Romagna dal 1864 al 1915, Bologna, Cappelli, 1966, pp. 50, 84-86
- Bakunin e la Prima Internazionale in Emilia, catalogo della mostra documentaria tenutasi a Reggio Emilia, Sala comunale delle esposizioni, Isolato S. Rocco, 19 marzo-17 aprile 1977, Comune di Reggio Emilia, Assessorato alle istituzioni culturali, Biblioteca municipale A. Panizzi, 1977, p. 30
- Nazario Galassi: Vita di Andrea Costa, Milano, Feltrinelli, 1989
- Mauro Tedeschini (a cura di), I grandi di Romagna. Repertorio alfabetico dei romagnoli illustri dall'Unità d'Italia ad oggi, Bologna, Poligrafici editoriale, 1990, p. 50
- Luciano Forlani, Andrea Costa ed il manifesto per il nuovo secolo, Editrice "La Mandragora", Imola, 2000, ISBN 8888108033
- Furio Bacchini, Un laico dell'Ottocento. Andrea Costa libero muratore, libero pensatore, socialista libertario, Editrice "La Mandragora", Imola, 2001
- Renato Zangheri: Andrea Costa, in Dizionario biografico degli anarchici italiani, Pisa, BFS, 2003, vol. I, pp. 453–459
- Alessandro Aruffo, Breve storia degli anarchici italiani (1870-1970), Roma, Datanews, 2004, pp. 49–50
- Giovanni Greco (a cura di), Bologna massonica. Le radici, il consolidamento, la trasformazione, Bologna, CLUEB, 2007, p. 273
- Carlo De Maria (a cura di), Andrea Costa e il governo della città. L'esperienza amministrativa di Imola e il municipalismo popolare 1881-1914 (brossura), 1ª ed., Reggio Emilia, Diabasis, aprile 2010, pp. 15-16 e 192, ISBN 978-88-8103-707-0.
- Antonio Carrannante, "Andrea Costa", in "Giornale di storia contemporanea", A.XIII, n. 1, giugno 2010, pp. 240–249
- Paola Mita (a cura di), Carte e libri di Andrea Costa, Imola, Biblioteca comunale di Imola, 2010
- Marco Pelliconi, Andrea Costa e il Mezzogiorno. Le carte dal Sud presenti nel Fondo Costa della Biblioteca Comunale di Imola, Biblioteca Comunale di Imola
- Michele Taddei, Andrea Costa, l'apostolo del socialismo, collana "I compagni", Simonelli electronic Book, 2010,
- Il Consiglio provinciale. La storia attraverso le strade, Bologna, a cura della Presidenza Consiglio della Provincia, 2011, p. 68
- Alice Cencetti, La "Santa Umanità pura". Pascoli e Andrea Costa, in: Marco Veglia (a cura di), Pascoli. Vita e letteratura. Documenti, testimonianze, immagini, Lanciano, Carabba, 2012, pp. 144–153
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
[modifica | modifica wikitesto]
Wikisource contiene una pagina dedicata a Andrea Costa
Wikiquote contiene citazioni di o su Andrea Costa
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Andrea Costa
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Còsta, Andrea, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
- COSTA, Andrea, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1931.
- Costa, Andrea, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
- (EN) Andrea Costa, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
- Andreina De Clementi, COSTA, Andrea, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 30, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1984.
- Andrea Costa, in Storia e Memoria di Bologna, Comune di Bologna.
- Opere di Andrea Costa, su Liber Liber.
- (EN) Opere di Andrea Costa, su Open Library, Internet Archive.
- Andrea Costa, su storia.camera.it, Camera dei deputati.
- Archivio storico comunale di Imola, Biografia, Fotografie etc.
- Sito ufficiale della Biblioteca comunale di Imola
- Biografia su movimentocooperativo.it, su movimentocooperativo.it. URL consultato il 2 dicembre 2006 (archiviato dall'url originale il 9 maggio 2006).
- Archivio Andrea Costa presso Fondazione Giangiacomo Feltrinelli - Inventario online
- Inventario delle Carte di Andrea Costa, su archivi.ibc.regione.emilia-romagna.it.
- Brani di alcuni discorsi di Andrea Costa, su homolaicus.com.
- 1874: Diavoli neri al Pontelungo. Mostra online a cura della Biblioteca comunale dell'Archiginnasio
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 62357877 · ISNI (EN) 0000 0001 1656 663X · SBN NAPV071259 · BAV 495/88239 · LCCN (EN) n79143084 · GND (DE) 11941919X · BNE (ES) XX4777295 (data) · BNF (FR) cb11956683h (data) · CONOR.SI (SL) 236634467 |
|---|
- Deputati della XV legislatura del Regno d'Italia
- Deputati della XVI legislatura del Regno d'Italia
- Deputati della XVII legislatura del Regno d'Italia
- Deputati della XVIII legislatura del Regno d'Italia
- Deputati della XIX legislatura del Regno d'Italia
- Deputati della XX legislatura del Regno d'Italia
- Deputati della XXI legislatura del Regno d'Italia
- Deputati della XXII legislatura del Regno d'Italia
- Deputati della XXIII legislatura del Regno d'Italia
- Politici italiani del XIX secolo
- Politici italiani del XX secolo
- Nati nel 1851
- Morti nel 1910
- Nati il 29 novembre
- Morti il 19 gennaio
- Nati a Imola
- Morti a Imola
- Politici dell'Estrema sinistra storica
- Politici del Partito Socialista Italiano
- Massoni
- Sepolti nel Cimitero del Piratello
