Rifle

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Rifle
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StatoItalia Italia
Fondazione1958 a Prato
Fondata daGiulio e Fiorenzo Fratini
Sede principaleBarberino di Mugello
Persone chiave
  • Franco Marianelli amministratore delegato
  • Giulio Fratini (nipote)
SettoreAbbigliamento
Prodottijeans, abbigliamento casual ed accessori
Fatturato21 milioni di (2016)
Dipendenti40 (2016)
Sito web

Rifle è un'azienda italiana di abbigliamento denim e casualwear.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Gli inizi[modifica | modifica wikitesto]

All'inizio Giulio Fratini, originario di Campi di Bisenzio, cominciò a comprare a peso i vestiti usati dei soldati americani per rivenderli poi come stracci a Prato. Scoprì così i jeans, prodotti da una società del North Carolina, la Coney Mills. S'imbarcò allora su una nave con il fratello, arrivò negli Usa e si recò a Greensboro, nel North Carolina,[1] dove raggiunse un accordo e cominciò a importare il denim. Nel 1949 fu così fondata a Prato dai due fratelli l'azienda con il nome di Confezioni Fratini.

Alla fine degli anni cinquanta, con il trasferimento della sede a Barberino di Mugello, l'impresa mutò denominazione in Super Rifle s.p.a. e, successivamente, in Rifle s.r.l. Il marchio Rifle fu scelto perché indicava il mondo del West ma nella produzione di jeans furono utilizzati anche altri marchi attinenti al mondo del West: Rocky, Winchester, Giant, Colt.

Il successo[modifica | modifica wikitesto]

Il marchio Rifle ebbe un successo crescente dagli anni sessanta fino agli anni ottanta, periodo di massima distribuzione dell'azienda.[1] In tale contingenza, infatti, oltre alle vendite classiche dei suoi articoli, soprattutto i jeans, particolarmente apprezzati per la loro comodità e resistenza, la moda casual da una parte ed i movimenti quali quello dei paninari dall'altra, ne fecero uno dei prodotti più venduti.

Il successo non si limitò all'Italia, perché il desiderio di questa tipologia di abbigliamento portò la domanda anche in altri paesi; oltre a Svizzera, Regno Unito, Israele e Paesi Bassi, dove i capi venivano venduti fin dagil anni settanta, nell'ex URSS, in Bulgaria, Polonia, Cecoslovacchia e nel resto dell'Europa orientale[2], la richiesta fu elevata, al punto che vennero aperti negozi e spacci. In Russia la Rifle fu una delle prime aziende ad aprire un punto vendita, nel 1988 riuscì a vendere nei magazzini Gum di Mosca tre milioni di capi.

In difficoltà[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni novanta la presenza di monomarca in tali paesi si ridusse progressivamente, complice la possibilità di esportare abiti ed accessori vendendoli direttamente alle grandi catene di distribuzione. [3] Inoltre in quegli anni si ridussero le richieste dei jeans come capi d'abbigliamento, minando le vendite della Rifle. Alla fine degli anni novanta una profonda crisi mise in difficoltà la SuperRifle spa; il 17 luglio del 2000, con decreto, venne approvato il programma di riorganizzazione aziendale della Super Rifle[4].

Alla fine degli anni novanta gli eredi dei due fondatori si separarono: da una parte gli eredi di Giulio, dall'altra quelli di Fiorenzo. E il core business per i Fratini diventarono gli immobili, gli hotel e le energie rinnovabili. Corrado Fratini, figlio di Fiorenzo, comprò nel 2004 i gioielli Van Cleef & Angels, poi ceduti a Cartier. Sandro Fratini, figlio di Giulio, creò una catena alberghiera chiamata Wtb ("Why the best hotel"), formata da una decina di strutture dai 3 ai 5 stelle, con sedi a Firenze, Venezia, Roma e amministrata dalla moglie.[5].

Anni di crisi[modifica | modifica wikitesto]

Nei primi anni del Duemila il management dell'azienda tentò il rilancio di marchi italiani oramai decaduti, quali Americanino, in paesi terzi, ed iniziò anche l'apertura di punti vendita dedicati negli outlets. Ma le difficoltà non furono superate. Nel 2012 l'azienda fatturò 34 milioni di euro ma con sette milioni di perdita e un indebitamento salito fino a 15 milioni. Si rese quindi necessaria la liquidazione della società e la creazione di una nuova azienda: la Rifle srl.[6] Venne raggiunto un accordo con i sindacati sugli esuberi e la nuova società, controllata sempre dalla famiglia Fratini, riassorbì il 50% del personale impiegato nella sede di Barberino (cioè 25 dipendenti su 48) più gli addetti dei negozi (25 punti vendita in Italia e 4 all'estero), in tutto 152 persone. L'accordo, operativo dal 2013,[7] fu accompagnato dal tentativo dell'azienda di attirare nuovi capitali.[8]

Nel tentativo di ricuperare fette di mercato, in seguito la Rifle si impegnò in un vero e proprio restyling del logo per riposizionare il marchio in un contesto più legato al mondo sportswear[9], allargando la produzione anche ad altre tipologie di giubbotti, pantaloni, scarpe[10] ed accessori. E affidando la guida alla terza generazione dei Fratini, Giulio (lo stesso nome del nonno), laurea in ingegneria gestionale al Politecnico di Milano e master in international business alla King's College di Londra.[1]

Socio un fondo svizzero[modifica | modifica wikitesto]

Nel giugno 2017 è entrato con il 44% nel capitale dell'azienda, che nel 2016 ha fatturato 21 milioni di euro realizzati per il 95% in Italia, Kora Investments sa, un fondo di private equity svizzero fondato nel 2016 e guidato da Alessandro Pallara. Come responsabile del nuovo corso è stato chiamato Franco Marianelli.[11]

Prodotti[modifica | modifica wikitesto]

L'azienda, nota particolarmente per i jeans, vende anche articoli sia casual che classici, ma con un taglio sempre sportivo e alla moda, adatti per le persone meno giovani da usarsi per impegni più formali.

Esistono diverse varianti dei jeans Rifle, chiamate Super Rifle, Golden Rifle e Royal Rifle.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Sandro Fratini: i jeans, gli hotel e le macchine del tempo - TuscanyPeople, in TuscanyPeople, 31 luglio 2015. URL consultato il 7 febbraio 2017.
  2. ^ Rifle_Brand – Rifle Jeans, su riflejeans.com. URL consultato il 7 febbraio 2017.
  3. ^ Paolo Guidotti, Dove va la Super Rifle di Barberino di Mugello?, su www.ilfilo.net. URL consultato il 7 febbraio 2017.
  4. ^ Gazzetta Ufficiale, su gazzettaufficiale.it. URL consultato il 7 febbraio 2017.
  5. ^ I Fratini, la Dinasty toscana vola sull'immobiliare, su ricerca.repubblica.it. URL consultato il 3 dicembre 2017.
  6. ^ Al via il rilancio di Rifle, su it.fashionnetwork.com. URL consultato il 3 dicembre 2017.
  7. ^ I jeans Rifle ripartono con una «new company», in Moda24 - Il Sole 24 ORE. URL consultato il 7 febbraio 2017.
  8. ^ Rifle, tra piani industriali e messa in liquidazione: le preoccupazioni della CGIL - 055Firenze, su www.055firenze.it. URL consultato il 7 febbraio 2017.
  9. ^ zope, MFFashion.com - Rifle vede il nero nel 2014 e pensa a un nuovo socio, su MFFashion.com. URL consultato il 7 febbraio 2017.
  10. ^ Eva Desiderio, Rifle, una capsule di sneakers in jeans per celebrare i 58 anni - QuotidianoNet, in QuotidianoNet, 14 gennaio 2016. URL consultato il 7 febbraio 2017.
  11. ^ Rifle apre agli svizzeri del fondo Kora, su ilsole24ore.com. URL consultato il 3 dicembre 2017.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

(EN) Sito ufficiale, su riflejeans.com.