Ricardo de Baños

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Ricardo de Baños, nome completo Ricardo de Baños Martínez (Barcellona, 27 agosto 1882Barcellona, 8 aprile 1939), è stato un regista, fotografo e produttore cinematografico spagnolo.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Ramón de Baños

Ricardo de Baños nacque a Barcellona il 27 agosto 1882, figlio di Francisco de Baños, funzionario del consiglio comunale, e di Maria Cinta Martínez.

Pioniere del cinema spagnolo, Ricardo de Baños si interessò all'attività cinematografica fin dalle sue origini.[1][2]

Dopo aver svolto l'attività di fotografo, si avvicinò al cinema e si formò presso la casa di produzione Gaumont a Parigi come operatore cinematografico, cinereporter, organizzatore.[3] Nel 1904 esordì con documentari a Barcellona,[1] e l'anno seguente girò scene di zarzuelas con il sistema audio Cronophone di Gaumont.[4]

Nel 1907 fondò, assieme ad Alberto Marro, la società di produzione Hispano Films,[5]con i primi piccoli teatri di posa,[3] dove collaborò come fotografo, cameraman e tecnico di laboratorio, il fratello Ramón de Baños,[4][6] che si specializzò nelle riprese di documentari, che ebbero grande consenso tra il pubblico e rafforzarono il suo prestigio professionale. Ramón soggiornò in Brasile diventando uno dei pionieri del cinema brasiliano.[6] Anche Ricardo de Baños si mise in evidenza girando una serie di documentari di "attualità" sulla guerra del Rif.

A causa di alcune divergenze durante le riprese della pellicola Sacrificio, Marro, diventò indipendente e nel 1916 Ramón de Baños creò con il fratello la Royal Films,[5] producendo molti lungometraggi muti, popolari in Spagna, in Portogallo e in America Latina, come Magda (1913), Juan José (1917), Fuerza y nobleza (1918), Don Juan Tenorio (1922),[3] oltre che, film erotici per il re Alfonso XIII di Spagna.[4][7]

Nel 1916 Ricardo de Baños realizzò il suo progetto più riuscito, e anche il più costoso, la biografia di Cristoforo Colombo intitolata La vita di Cristoforo Colombo e la scoperta dell'America (La vida de Cristóbal Colón y el descubrimiento de América), una coproduzione con la Francia che si rivelò un grande successo di critica e di pubblico.[6]

Nei suoi ultimi anni lavorò prevalentemente come direttore della fotografia, ad eccezione di un ultimo film, Il reliquiario, l'unico sonoro della sua carriera, che produsse e diresse, ma non si rivelò un grande successo, dopo di che decise di abbandonare l'attività.[4]

Inoltre, l'arrivo della guerra civile spagnola e contemporaneamente la crisi della cinematografia spagnola assestarono un duro colpo alla Royal Films,[6] e Ricardo de Baños morì proprio in quegli anni, all'età di cinquantasei anni, l'8 aprile 1939.[4]

Oltre che come regista è ricordato come un cameraman di notevole bravura.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c (EN) Ricardo de Baños, su imdb.com. URL consultato il 12 maggio 2019.
  2. ^ (ES) Con los pioneros de la cámara, su elpais.com. URL consultato il 12 maggio 2019.
  3. ^ a b c Ricardo de Baños, in le muse, II, Novara, De Agostini, 1964, pp. 34-35.
  4. ^ a b c d e (ES) Ricardo Baños Martínez, su dbe.rah.es. URL consultato il 12 maggio 2019.
  5. ^ a b (ES) Luces y rejas: estereotipos andaluces en el cine costumbrista español (1896 ..., su books.google.it. URL consultato il 12 maggio 2019.
  6. ^ a b c d (EN) Alfonso XIII el rey del sexo, su historiaespanaymundo.com. URL consultato il 12 maggio 2019.
  7. ^ (ES) Alfonso XIII, el rey pornógrafo, su amberesrevista.com. URL consultato il 12 maggio 2019.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (ES) M. A. Barroso e F. Gil Delgado, Cine español en cien películas, Madrid, Ediciones Jaguar, 2002.
  • (ES) J. F. de Lasa, Los hermanos Baños (Ricardo, el director y Ramón, el "cameraman"): toda una etapa del cine barcelonés, Madrid, Filmoteca Nacional de España, 1975.
  • (ES) Antonia Del Rey Reguillo, Los borrosos años diez, Crónica de un cine ignorado (1910-1919), Valencia, E-excelence, 2005.
  • (ES) Emilio C. García Fernández, Historia ilustrada del cine español, Madrid, Planeta, 1985.
  • (ES) Emilio C. García Fernández, El cine español entre 1896 y 1939, Barcellona, Ariel, 2002.
  • (ES) Román Gubern, Historia del cine español, Madrid, Cátedra, 1995.
  • (ES) Román Gubern, Un siglo de cine español, Madrid, Academia de las Artes y las Ciencias Cinematográficas de España, 1997.* (ES) J. Pérez Perucha, Cine español: algunos jalones significativos (1896-1936), Madrid, Films 210, 1992.
  • (ES) José Luis Sánchez Noriega, Historia del Cine. Teoría y géneros cinematográficos, fotografía y televisión, Madrid, Alianza, 2006.
  • (ES) Manuel Trenzado Romero, Cultura de masas y cambio político: El cine español de la transición, Madrid, Centro de Investigaciones Sociológicas/Siglo XXI de España, 1999.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN20492062 · ISNI (EN0000 0000 3513 1837 · LCCN (ENn2003039443 · GND (DE119490919 · BNF (FRcb12319155w (data)