Renata Fonte

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Regina Renata Fonte (Nardò, 10 marzo 1951Nardò, 31 marzo 1984) è stata una politica italiana.


Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Renata Fonte, nata a Nardò nel 1951, fu Assessore alla cultura ed alla pubblica istruzione del comune di Nardò (Lecce) eletta nel 1982 nelle fila del PRI-Partito Repubblicano Italiano.

Assassinio[modifica | modifica wikitesto]

Il 31 marzo 1984 a Nardò (Lecce) due sicari uccidono con tre colpi di pistola Renata Fonte mentre ritornava nella sua abitazione. Dai tre livelli di giudizio sono stati individuati e condannati gli esecutori materiali, Giuseppe Durante e Marcello My, gli intermediari, Mario Cesari e Pantaleo Sequestro, e il mandante di primo livello, Antonio Spagnolo. Quest'ultimo, collega di partito di Renata e primo dei non eletti alle elezioni amministrative, avrebbe dato ordine di uccidere per risentimento nei confronti di Renata Fonte, ma questa affermazione è contestata.

Accanto ad una avversione personale di Spagnolo, la sentenza di primo grado della Corte d'Assise di Lecce dichiara la presenza di ulteriori personaggi, non identificati, che avrebbero avuto obiettivi non raggiungibili con l'elezione di Renata Fonte: la costruzione di un villaggio turistico sull'area naturalistica di Porto Selvaggio.

Memoria[modifica | modifica wikitesto]

In memoria di Renata Fonte nasce nel 1998 l'associazione "Donne Insieme" con l'intento di promuovere la legalità e non violenza sul territorio. Da una intensa collaborazione con la Procura Nazionale Antimafia, la Questura e il Pool Antiviolenza del Tribunale, nasce la “Rete Antiviolenza Renata Fonte”, primo centro antiviolenza, riconosciuto dal Ministero dell'Interno in collaborazione con il Ministero delle Pari Opportunità. Nel comune di Nardò (Lecce) è stata dedicata a Renata Fonte una piazza.

Nel 2009, in occasione del 25º anniversario della morte, è stata inaugurata al Parco di Porto Selvaggio una stele in memoria dell'impegno civile e politico di Renata Fonte.[1] Renata Fonte è ricordata ogni anno il 21 marzo nella Giornata della Memoria e dell'Impegno di Libera, la rete di associazioni contro le mafie, che in questa data legge il lungo elenco dei nomi delle vittime di mafia e fenomeni mafiosi.

A lei è dedicata la scuola di politica della Fondazione Benvenuti in Italia, che si riunisce a Torino, nella sede del Gruppo Abele, ogni lunedì sera.

Il comune di Nardò nel 2014, a trent'anni dell'assassinio, ha organizzato delle manifestazioni per ricordare la concittadina Renata Fonte con la presenza di don Luigi Ciotti e del vescovo della Diocesi di Nardò-Gallipoli Fernando Filograna[2].

A Fonte è stata dedicata un'orchidea, la Ophrys x sivana nothosubsp. renatafontae, incrocio tra Ophrys candica e Ophrys holosericea subsp. parvimaculata ed è stata descritta dai naturalisti salentini Roberto Gennaio, Marco Gargiulo, Piero Medagli e Francesco Salvatore Chetta.

Nel comune di Mottola (TA) le è stata intitolata una piazzetta, che attende di essere inaugurata ufficialmente, su proposta di una classe dell'IC "Manzoni" che ha vinto la seconda edizione del concorso indetto da Toponomastica femminile.[3]

Influenza culturale[modifica | modifica wikitesto]

La vicenda di Renata Fonte è stata narrata da Carlo Bollino, nel libro La posta in gioco, edito da Carmine De Benedittis e da Antonella Mascali nel libro Lotta civile, nel quale è narrata la vita di Renata Fonte raccontata dai suoi familiari. Dal libro di Bollino è stato tratto l'omonimo film, La posta in gioco, per la regia di Sergio Nasca e interpretato da Lina Sastri, Turi Ferro e Vittorio Caprioli. Si ipotizza nel film che Renata Fonte abbia potuto impedire la realizzazione di forti guadagni mediante speculazioni edilizie nell'area del parco di Porto Selvaggio, oggi dichiarato Parco naturale regionale insieme alla Palude del Capitano.

Nel 2018 su Canale 5 viene mandata in onda la fiction Liberi sognatori, la cui quarta puntata è dedicata proprio alla vita di Renata Fonte, interpretata da Cristiana Capotondi.[4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Nardò ricorda Renata Fonte a 25 anni dal suo omicidio, in Lecce prima - Nardò today (Lecce), 30 marzo 2009. URL consultato il 4 aprile 2016 (archiviato il 3 agosto 2012).
  2. ^ Cinzia Ferilli, Anniversario Renata Fonte, bassa affluenza in piazza. Don Ciotti: “Preghiamo perché Nardò si svegli”, in IlPaeseNuovo.it (Lecce), 1º aprile 2014. URL consultato il 5 aprile 2016 (archiviato dall'url originale il 5 aprile 2016).
  3. ^ Didattica-Puglia, su toponomasticafemminile.com. URL consultato il 1º maggio 2018.
  4. ^ Il vedovo di Renata Fonte contro la fiction sull'ex moglie: "E' ora di lasciarla in pace", in Repubblica.it, 6 febbraio 2018. URL consultato il 6 febbraio 2018.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Carlo Bollino, La posta in gioco, C. De Benedittis, 1988.
  • Antonella Mascali, Lotta civile, Chiarelettere, 2009, ISBN 978-88-6190-073-8.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]