Renata Fonte

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Renata Fonte (Nardò, 10 marzo 1951Nardò, 31 marzo 1984) è stata una politica italiana.

Renata Fonte fu Assessore alla cultura ed alla pubblica istruzione del comune di Nardò (Lecce) eletta nel 1982 nelle file del PRI-Partito Repubblicano Italiano.

L'assassinio[modifica | modifica wikitesto]

Il 31 marzo 1984 a Nardò (Lecce) due sicari uccidono con tre colpi di pistola Renata Fonte mentre ritornava nella sua abitazione. Dai tre livelli di giudizio sono stati individuati e condannati gli esecutori materiali, Giuseppe Durante e Marcello My, gli intermediari, Mario Cesari e Pantaleo Sequestro, e il mandante di primo livello, Antonio Spagnolo. Quest'ultimo, collega di partito di Renata e primo dei non eletti alle elezioni amministrative, avrebbe dato ordine di uccidere per risentimento nei confronti di Renata Fonte, ma questa affermazione è contestata.

Accanto ad una avversione personale di Spagnolo, la sentenza di primo grado della Corte d'Assise di Lecce dichiara la presenza di ulteriori personaggi, non identificati, che avrebbero avuto obiettivi non raggiungibili con l'elezione di Renata Fonte. Nello specifico , si ipotizza (come nel film "La posta in gioco") che Renata Fonte con la sua attività di difesa del territorio abbia potuto impedire la realizzazione di forti guadagni mediante speculazioni edilizie nell'area del parco di Porto Selvaggio, oggi dichiarato Parco naturale regionale insieme alla Palude del Capitano.

Risulta non del tutto conosciuto il movente dell'assassinio, ma l'ipotesi più accettata rimane quella di aver impedito la speculazione edilizia nel territorio di Porto Selvaggio.

La posta in gioco[modifica | modifica wikitesto]

La vicenda di Renata Fonte è stata narrata da Carlo Bollino, nel libro La posta in gioco, edito da Carmine De Benedittis e da Antonella Mascali nel libro "Lotta civile", nel quale è narrata la vita di Renata Fonte raccontata dai suoi familiari. Dal libro di Bollino è stato tratto l'omonimo film, La posta in gioco, per la regia di Sergio Nasca e interpretato da Lina Sastri, Turi Ferro e Vittorio Caprioli.

Memoria[modifica | modifica wikitesto]

In memoria di Renata Fonte nasce nel 1998 l'associazione "Donne Insieme" con l'intento di promuovere la legalità e non violenza sul territorio. Da una intensa collaborazione con la Procura Nazionale Antimafia, la Questura e il Pool Antiviolenza del Tribunale, nasce la “Rete Antiviolenza Renata Fonte”, primo centro antiviolenza, riconosciuto dal Ministero dell'Interno in collaborazione con il Ministero delle Pari Opportunità. Nel comune di Nardò (Lecce) è stata dedicata a Renata Fonte una piazza.

Nel 2009, in occasione del 25º anniversario della morte, è stata inaugurata al Parco di Porto Selvaggio una stele in memoria dell'impegno civile e politico di Renata Fonte.[1] Renata Fonte è ricordata ogni anno il 21 marzo nella Giornata della Memoria e dell'Impegno di Libera, la rete di associazioni contro le mafie, che in questa data legge il lungo elenco dei nomi delle vittime di mafia e fenomeni mafiosi.

A lei è dedicata la scuola di politica della Fondazione Benvenuti in Italia, che si riunisce a Torino, nella sede del Gruppo Abele, ogni lunedì sera.

Il comune di Nardò nel 2014, a trent'anni dell'assassinio, ha organizzato delle manifestazioni per ricordare la concittadina Renata Fonte con la presenza di don Luigi Ciotti e del vescovo della Diocesi di Nardò-Gallipoli Fernando Filograna[2].

Il 14 settembre 2016, tramite la pagina facebook "GIROS" sezione Salento, viene annunciata la scoperta di un nuovo ibrido di orchidea spontanea dedicato a Renata Fonte. Il nome per intero è Ophrys x sivana nothosubsp. renatafontae, è un incrocio tra Ophrys candica e Ophrys holosericea subsp. parvimaculata ed è stata descritta dai naturalisti salentini Roberto Gennaio, Marco Gargiulo, Piero Medagli e Francesco Salvatore Chetta.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Nardò ricorda Renata Fonte a 25 anni dal suo omicidio, in Lecce prima - Nardò today (Lecce), 30 marzo 2009. URL consultato il 04 aprile 2016 (archiviato il 3 agosto 2012).
  2. ^ Cinzia Ferilli, Anniversario Renata Fonte, bassa affluenza in piazza. Don Ciotti: “Preghiamo perché Nardò si svegli”, in IlPaeseNuovo.it (Lecce), 1 aprile 2014. URL consultato il 05 aprile 2016 (archiviato il 4 aprile 2016).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Antonella Mascali, Lotta civile.Contro le mafie e l'illegalità, Chiarelettere 2009.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]