Remo Giazotto

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Remo Giazotto (Roma, 4 settembre 1910Pisa, 26 agosto 1998) è stato un musicologo, compositore e biografo italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Giazotto è famoso soprattutto per il catalogo sistematico delle opere di Tomaso Albinoni e ancora di più, per aver elaborato una composizione conosciuta come Adagio in sol minore. Quest'ultimo, noto erroneamente anche come Adagio di Albinoni, è una composizione musicale barocca pubblicata nel 1958 da Giazotto come opera di Albinoni. Successivamente, Giazotto dichiarò di aver effettuato una composizione nello stile del tempo basandosi solo sui bassi e su sei frammenti di melodia trovati a Dresda nel 1935 (e poi dispersi durante la seconda guerra mondiale): una recente scoperta della musicologa Muska Mangano (1935-2021), ultima assistente di Giazotto, ha confermato le affermazioni del compositore. Tra le carte giazottiane, Mangano ha scoperto una trascrizione manoscritta della porzione di basso figurato, e sei battute frammentarie del primo violino, «recanti nell'angolo in alto a destra un timbro che indica inequivocabilmente la provenienza di Dresda dell'originale da cui proveniva». Ciò fornisce supporto per il racconto di Giazotto, e conferma come egli abbia effettivamente composto il suo Adagio a partire da un frammento di Albinoni.[senza fonte]

Giazotto scrisse molte biografie di musicisti, tra cui quella dello stesso Albinoni e quelle di Vivaldi, Giacomo Puccini e Ferruccio Busoni.

Dal 1932 lavorò come critico musicale della Rivista musicale italiana. Collaborò anche con la rivista della casa Ricordi Musica d'oggi, per la quale scrisse nel 1940 un articolo di stampo marcatamente politico[1].

Allontanatosi dal fascismo ed avvicinatosi alla Resistenza dopo il 1943, nel 1945 divenne editore della Rivista musicale italiana sino al 1949.

Nel 1949 divenne direttore dei programmi di musica da camera della RAI (Radio Audizioni Italiane) e nel 1966 direttore dei programmi internazionali organizzati mediante l'Unione europea di radiodiffusione.

Nel 1967 divenne condirettore della Nuova rivista musicale italiana. Fu inoltre professore di storia della musica all'Università di Firenze dal 1957 al 1969 e nel 1962 all'Accademia Nazionale di Santa Cecilia.

Criticato da qualche odierno studioso di musica barocca, è stato "accusato" di aver prodotto dei veri e propri falsi, specie in ambito vivaldiano. Tra gli episodi più noti vi è il caso di Fabrizio Della Seta che ha smentito un presunto processo a carico di Vivaldi da parte della famiglia patrizia dei Marcello riguardo al Teatro S. Angelo, così come Eleanor Selfridge-Field ha messo in dubbio l'esistenza di un non faccio fede da parte di un censore per la rappresentazione dell'Arsilda, regina di Ponto di Vivaldi.

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Remo Giazotto era padre del fisico Adalberto Giazotto.

Pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Il melodramma a Genova nei secoli XVII e XVIII (Genova, 1941)
  • Tomaso Albinoni, 'musico violino dilettante veneto' (1671-1750) (Milano, 1945)
  • Busoni: la vita nell opera (Milano, 1947)
  • La musica a Genova nella vita pubblica e privata dal XIII al XVIII secolo (Genova, 1952)
  • Poesia melodrammatica e pensiero critico nel Settecento (Milano, 1952)
  • Il Patricio di Hercole Bottrigari dimostrato praticamente da un anonimo cinquecentesco', CHM, i (1953), 97-112
  • Harmonici concenti in aere veneto (Roma, 1954)
  • La musica italiana a Londra negli anni di Purcell (Roma, 1955)
  • Annali mozartiani (Milano, 1956)
  • Giovan Battista Viotti (Milano, 1956)
  • Musurgia nova (Milano, 1959)
  • Vita di Alessandro Stradella (Milano, 1962)
  • Vivaldi (Milano, 1965)
  • Invito all'ascolto di Vivaldi (Milano, 1984)
  • Maria Malibran (1808-1836): una vita nei nomi di Rossini e Bellini (Milano, 1986)
  • Puccini in casa Puccini (Lucca, Akademos, 1992) - ISBN 88-7096-076-5

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Remo Giazotto, Popolo e valutazione artistica. L’arte di Verdi in clima fascista, "Musica d'oggi", XXII 8-9 (agosto-settembre 1940), pp. 233-35, menzionato in: Introduzione a Marcello Conati, Musica d'oggi (1919-1942), Répertoire international de la presse musicale (2006) (www.ripm.org).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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