Ragazzi di via Panisperna

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I Ragazzi di via Panisperna è il nome con cui è divenuto noto il gruppo di fisici italiani, quasi tutti giovanissimi, che presso il Regio istituto di fisica dell'Università di Roma, allora ubicato in via Panisperna nel rione Monti, collaborarono assieme a Enrico Fermi alla scoperta, nel 1934, delle proprietà dei neutroni lenti, scoperta che dette l'avvio alla realizzazione del primo reattore nucleare sperimentale e della successiva bomba atomica nell'ambito del Progetto Manhattan nei Laboratori Nazionali di Los Alamos (USA).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Da sinistra: Franco Rasetti, Enrico Fermi ed Emilio Segrè in toga

Il gruppo nacque grazie all'interessamento di Orso Mario Corbino, fisico, già ministro, senatore e direttore dell'Istituto di fisica di via Panisperna, il quale riconobbe le qualità di Enrico Fermi e si adoperò perché fosse istituita per lui nel 1926 la prima cattedra italiana di Fisica teorica. A partire dal 1929, Fermi e Corbino si dedicarono alla trasformazione dell'Istituto in un moderno centro di ricerca. Per il settore sperimentale, Fermi poté contare su un gruppo di giovani fisici: Edoardo Amaldi, Franco Rasetti ed Emilio Segrè, ai quali nel 1934 si aggiunsero Bruno Pontecorvo e il chimico Oscar D'Agostino; in campo teorico, si distingueva la figura di Ettore Majorana.

Le loro ricerche di laboratorio riguardarono inizialmente la spettroscopia atomica e molecolare, quindi si orientarono verso lo studio sperimentale del nucleo atomico: attraverso il bombardamento di varie sostanze mediante neutroni, ottenuti irradiando il berillio con particelle alfa emesse dal radon, che è un gas fortemente radioattivo, fu possibile rendere artificialmente radioattivi numerosi elementi stabili. Sul versante teorico, importantissimi per la comprensione della struttura del nucleo atomico e delle forze che vi agiscono furono i lavori di Majorana (forze di Majorana) e di Fermi, il quale tra il 1933 e il 1934 pubblicò la fondamentale teoria del decadimento beta.

Nel 1938, dopo la morte di Orso Mario Corbino, anche a causa delle leggi razziali e alla vigilia dello scoppio della seconda guerra mondiale, il gruppo si disperse e la maggior parte dei "ragazzi" emigrò all'estero (Fermi con moglie ebrea finì negli Stati Uniti subito dopo l'assegnazione del premio Nobel per la Fisica, seguito da Segrè che nel 1935 aveva accettato una cattedra a Palermo, Rasetti in Canada, Pontecorvo prima in Francia e poi nel 1950 in Unione Sovietica dopo la seconda guerra mondiale all'inizio della guerra fredda, Majorana scomparve misteriosamente). Del gruppo rimasero in Italia solamente Amaldi, che fu poi l'artefice della ricostruzione della fisica italiana nel secondo dopoguerra e fu anche uno dei fondatori del CERN, e il chimico D'Agostino.

Nella cultura e nei media[modifica | modifica wikitesto]

All'esperienza è dedicato un film diretto da Gianni Amelio, intitolato I ragazzi di via Panisperna.

La palazzina di via Panisperna è oggi inclusa nel comprensorio del Viminale, sull'omonimo colle romano che ospita la sede del Ministero dell'Interno; l'edificio è destinato ad accogliere in un prossimo futuro il Centro di studi e ricerche e il Museo di fisica intitolati a Enrico Fermi.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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