Progetto Xanadu

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Il progetto Xanadu è stato il primo progetto di ipertesto. Fondato nel 1960 da Ted Nelson, il progetto, secondo il suo sito web, è in contrasto con la concezione di ipertesto cartaceo: "I software più utilizzati di oggi simulano i supporti cartacei. Il World Wide Web (un'altra imitazione cartacea) banalizza il nostro modello di ipertesto originale con collegamenti monodirezionali in continua interruzione e senza possibilità di gestione della versione o dei contenuti." Wired lo ha definito la "più lunga storia di vaporware nella storia dell'industria informatica". Il primo tentativo di implementazione è iniziato nel 1960, ma il software completo fu pubblicato soltanto nel 1998.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Durante il suo primo anno di dottorato di ricerca ad Harvard, Nelson cominciò ad utilizzare il sistema che conteneva l'abbozzo iniziale di quello che doveva diventare il progetto Xanadu: un gestore di testi (il termine word processor comparve diversi anni più tardi) capace di memorizzare più versioni dello stesso scritto (ovvero tutta la cronologia delle modifiche) e che visualizzava le differenze tra queste versioni. Sebbene non avesse portato a termine all'epoca questa implementazione, una dimostrazione del sistema si dimostrò sufficiente per attirare l'interesse sul progetto.

L'idea base di Nelson era di facilitare la scrittura non sequenziale, in cui il lettore potesse scegliere il proprio percorso attraverso un documento elettronico. Espose questa idea il 24 agosto 1965 alla conferenza annuale dell'Association for Computing Machinery (ACM) a Cleveland (Ohio). Titolo della relazione: "Una struttura di archivio per l'insieme, per il cambiamento e per l'indeterminato" (A File Structure for The Complex, The Changing and the Indeterminate). Definì la sua idea "elenchi a cerniera" (zippered lists). Questi elenchi permettevano ai documenti composti di essere formati da parti di altri documenti, un concetto definito transclusione. Essi andavano poi collegati (linkati diremmo oggi) ad altri documenti che presentavano argomenti simili[1].

Nel 1967, mentre lavorava per la casa editrice Harcourt chiamò il suo progetto Xanadu, in onore del poema Kubla Khan di Samuel Taylor Coleridge.

Ted Nelson pubblicò le sue idee nel libro del 1974 Computer Lib/Dream Machines e in un'opera successiva uscita nel 1981: Literary Machines.

Computer Lib/Dream Machines è scritto secondo uno spazio logico non-sequenziale: è una compilazione dei pensieri di Nelson in merito al calcolo, alle tematiche, senza disporre di un ordine particolare. Contiene due libri, stampati l'uno sul dorso dell'altro, da poter scorrere all'interno. Computer Lib contiene i pensieri di Nelson sulle tematiche che lo fecero arrabbiare, Dream Machines tratta delle speranze per il potenziale dei computer applicabile alle arti.

Nel 1972 Cal Daniels completò la prima versione dimostrativa del software Xanadu su un computer che Nelson aveva noleggiato all'uopo. Tuttavia Nelson esaurì presto le risorse economiche. Nel 1974, con l'avvento delle reti informatiche, Nelson ridefinì i suoi pensieri su Xanadu, concependolo come sorgente centrale di informazioni denominata "docuverse".

Nell'estate del 1979 Nelson condusse l'ultimo gruppo dei suoi seguaci, Roger Gregory, Mark Miller e Stuart Greene, a Swarthmore, in Pennsylvania. In una casa presa in affitto da Gregory, espressero tutte le loro idee per Xanadu, ma alla fine dell'estate il gruppo seguì vie separate. Miller e Gregory crearono un sistema di indirizzi basato sui numeri transfiniti che chiamarono tumbler, permettendo a qualsiasi parte di file di avere dei riferimenti. Il gruppo continuò il suo lavoro fino a sfiorare la bancarotta.

Nel 1983 Nelson fonda la «Xanadu Operating Company» (XOC) per portare il progetto a compimento. Essa ebbe fin dall'inizio notevoli difficoltà, a causa dei conflitti interni e della mancanza di investimenti. Nel 1988 l'azienda di software Autodesk acquistò i diritti di Xanadu ed assume la direzione del progetto creando «Xanadu development»[2]. Alla Autodesk, il gruppo di ricerca diretto da Gregory si accinse a completare una versione del software scritto nel linguaggio di programmazione C. Il software non funzionava a dovere, tuttavia questa versione di Xanadu fu presentata con successo alla Hackers Conference e riscosse un notevole interesse. A questo punto un gruppo più recente di programmatori, creato dallo Xerox PARC, decise di riscrivere il software in linguaggio Smalltalk adducendo come pretesto il suo malfunzionamento in C. Ciò divise il gruppo in due fazioni e comportò la fissazione da parte di Autodesk di una data di scadenza al di fuori della portata della squadra. Nell'agosto del 1992 l'Autodesk, terminati i finanziamenti, chiuse il progetto, che rimase incompiuto. Nelson, che aveva un ruolo dirigenziale, fu licenziato. Riuscì però a riacquistare i diritti di Xanadu[3].

Charles S. Smith, fondatore di un'azienda chiamata Memex (il nome dell'ipertesto fondato da Vannevar Bush), assunse molti programmatori Xanadu e registrò la tecnologia Xanadu. Di lì a poco Memex dovette affrontare a sua volta delle difficoltà finanziarie. I programmatori, malpagati, decisero di licenziarsi e se ne andarono portandosi dietro i computer (vennero pagati in un secondo tempo). All'incirca in questo periodo Tim Berners-Lee stava sviluppando il World Wide Web.

Nel 1998 Ted Nelson rese di pubblico dominio il codice sorgente di Xanadu come "Project Udanax", con la speranza che le tecniche e gli algoritmi usati potessero aiutarlo ad annullare alcune licenze software.

Progetti Xanadu in fase di sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

Riferimenti[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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  1. ^ Paola Castellucci, Dall'ipertesto al web. Storia culturale dell'informatica, Laterza, Roma-Bari 2009, p. 74.
  2. ^ Steven Levy, Hackers. Gli eroi della rivoluzione informatica.
  3. ^ Paola Castellucci, Dall'ipertesto al web, cit.