Pietro Cavaro

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Pietro Cavaro (... – Cagliari, 1537) è stato un pittore spagnolo probabilmente nato a Cagliari nell'ultimo quarto del XV secolo e ivi morto nel 1537.

È il massimo rappresentante della cosiddetta "Scuola Stampacina", importante scuola di pittura sarda che prende il nome dal quartiere storico di Cagliari dove i pittori della famiglia Cavaro tennero bottega dal XV fino alle soglie del XVII secolo.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Fu probabilmente fratello di Lorenzo e nipote di Gioacchino, secondo altri di Antonio. È documentato a Barcellona attorno al 1508, quando risulta appartenente al gremio dei pittori di quella città, anche se determinante fu il suo soggiorno napoletano, dove si sposò con Isabella Godiel da cui ebbe il suo primogenito Michele, anch'egli pittore. Dal 1512 è documentato a Cagliari.
La città di Barcellona, importante approdo nel XV secolo, quando Pietro Cavaro vi si recò, in effetti, aveva scarsa rilevanza da un punto di vista culturale, soprattutto a causa della decadenza successiva alla guerra civile del 1475, mentre Napoli andava prendendo sempre più importanza: era infatti, all'epoca, la città più grande della Corona d'Aragona.
Il Nicolini, pubblicando la lettera di Marcantonio Michiel a Summonte, ritenne che il Pietro Sardo ivi indicato fosse da identificarsi in Pietro Cavaro, mentre più recentemente quel pittore è stato identificato in Pedro Fernandez da Murcia, autore del polittico della cattedrale di Girona in Spagna (1521).

Di Pietro Cavaro avanzano numerose opere, tra cui:

  • la Vergine dei Sette Dolori (Cagliari, chiesa di Santa Rosalia) che faceva parte dell'omonimo retablo proveniente dalla chiesa del Gesù;
  • i Santi Pietro e Paolo della Pinacoteca nazionale di Cagliari, provenienti dalla chiesa di San Giacomo;
  • il retablo dei Consiglieri (Cagliari, Municipio).

Ma i suoi capolavori sono rispettivamente il retablo di Villamar (CA), datato e firmato nel 1518 e quello del Santo Cristo d'Oristano, datato 1533.

Altre opere che gli si attribuiscono sono il Sant'Agostino in cattedra, il Sant'Agostino orante e la cosiddetta pietà di Tangeri, tutte alla Pinacoteca Nazionale di Cagliari.
Dubitativamente gli è stato pure attribuito il retablo dei Beneficiati del duomo di Cagliari, che fu pure attribuito a Pedro Machuca e al Maestro di Ozieri.
Fu probabilmente in contatto con gli ambienti del primo manierismo meridionale, soprattutto Pedro Fernandez, Andrea Sabatini, Cesare da Sesto, né manca in lui una cultura figurativa di carattere internazionale che va da Perugino fino a Raffaello, in piena sintonia con quanto avveniva nel meridione italiano.
Tra i pittori con lui attivi a Stampace, oltre il figlio Michele che completerà l'ancona di Suelli, sono da menzionare i Raxis, dei quali Pietro fu il più importante rappresentante, e i Mainas, soprattutto Pietro che collaborò prima con Pietro e poi con Michele Cavaro.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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