Pietro Catena

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Astrolabii quo primi mobilis motus deprehenduntur canones, 1549
Oratio pro idea methodi, 1563

Pietro Catena (Venezia, 15011577) è stato un astronomo, filosofo, matematico, teologo e religioso italiano della Repubblica di Venezia.[1][2] Fu un precursore della rivoluzione scientifica rinascimentale e indagò i rapporti tra matematica, logica e filosofia,[3] occupando la stessa cattedra in seguito occupata da Galileo.[4]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Sacerdote cattolico, oltre ad essere noto come teologo, filosofo e matematico, era considerato un eccellente conoscitore di greco e latino.[1][5] Fu lettore pubblico[6] di metafisica[1] e docente di matematica al prestigioso Studio di Padova tra il 1548 e il 1576.[4] Gli succedettero Giuseppe Moleti, poi Galileo Galilei.[4]

Pubblicò a Venezia nel 1556 Universa loca in logica Aristotelis in mathematicas disciplinas, la raccolta dei brani delle opere aristoteliche che riconoscevano il prevalente carattere speculativo del sapere matematico,[7] tema a cui dedicò anche un'altra opera.[4]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità SBN: IT\ICCU\SBLV\272513