Peter van de Kamp

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Peter van de Kamp, conosciuto come Peter van de Kamp negli Stati Uniti (Kampen, 26 dicembre 1901[1]Amsterdam, 18 maggio 1995), è stato un astronomo olandese vissuto per la maggior parte della sua vita proprio negli USA.

Ha insegnato astronomia presso lo Swarthmore College ed è stato direttore del collegio Sproul Observatory dal 1937 al 1972. Specializzatosi in astrometria, egli ha studiato le parallasse e i moti propri delle stelle. Nel 1960 è venuto all'attenzione del pubblico annunciando la possibile esistenza di un sistema planetario appartenente alla stella di Barnard. Oggi questa ipotesi non è più considerata valida[2][3].

Vita[modifica | modifica sorgente]

Van de Kamp studia presso l'Università di Utrecht (Paesi Bassi) e comincia la sua carriera professionale al Kapteyn Astronomical Institute dove lavora con Pieter Johannes van Rhijn. Nel 1923 parte per il Leander McCormick Observatory presso la University of Virginia dove ottiene di permesso di soggiorno di un anno sostenuto dal Draper Fund della National Academy of Sciences. Lì assiste Samuel Alfred Mitchell nel suo programma di parallasse stellare e Harold Alden in un altro progetto.
L'anno successivo Van de Kamp va al Lick Observatory in California. Qui riceve il suo dottorato di ricerca dalla University of California in Astronomia nel mese di giugno 1925. Il seguente anno riceve un altro dottorato anche dall'Università di Groningen[1]. Il 1º ottobre 1925 Van de Kamp torna a McCormick dove prende il posto di Harold Alden, il quale nel frattempo viene assunto presso lo Yale University Observatory. Il suo lavoro consiste nell'assistere il programma di parallasse e continuare il lavoro che lui e Alden avevano cominciato.

La vicenda della Stella di Barnard[modifica | modifica sorgente]

Per alcuni anni Van de Kamp sostenne di aver rilevato alcune perturbazioni nel moto della stella di Barnard consistenti con la presenza di uno o più pianeti di massa simile a quella di Giove[4] e la sua ipotesi riscosse qualche credito presso alcuni astronomi che avevano ripetuto le misurazioni per evitare errori sistematici. Negli anni ottanta vennero eseguite delle misure indipendenti e questa conclusione venne messa in discussione fino a non essere più considerata valida[5][6][7].

Il mestiere di musicista[modifica | modifica sorgente]

Van de Kamp è stato anche un musicista di talento come suonatore di pianoforte, viola e violino nella sua giovinezza, ma dovette rinunciarvi credendo che raggiungere una carriere musicale fosse più difficile che raggiungere un carriera nel campo dell'astronomia[8].

La morte[modifica | modifica sorgente]

Nel 1972 egli si ritirò da Swarthmore e fece ritorno in Olanda, dove divenne professore all'Università di Amsterdam. Morì nella periferia di Amsterdam il 18 maggio 1995, all'età di 93 anni[8].

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Nel 1982 gli è stato assegnato il Premio Janssen[9].

Gli è stato dedicato un asteroide, 1965 van de Kamp[10].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Laurence W. Fredrick, Peter van de Kamp (1901-1995), Publications of the Astronomical Socitiey of the Pacific 108:556-559, July 1996
  2. ^ Bill Kent, Barnard's Wobble in Bulletin, Swarthmore College, 2001.
  3. ^ Kurster, M. et al., The low-level radial velocity variability in Barnard's star (= GJ 699). Secular acceleration, indications for convective redshift, and planet mass limits in Astronomy & Astrophysics, vol. 403, 2003, pp. 1077–1087. arXiv:astro-ph/0303528, DOI:10.1051/0004-6361:20030396.
  4. ^ Van de Kamp, Peter., Alternate dynamical analysis of Barnard's star in Astronomical Journal, vol. 74, n. 8, 1969, p. 757. Bibcode:1969AJ.....74..757V, DOI:10.1086/110852.
  5. ^ George H. Bell: "The Search for the Extrasolar Planets: A Brief History of the Search, the Findings and the Future Implications"
  6. ^ Astrobio.net: "The Barnard's Star Blunder"
  7. ^ Weblore.com: "Barnard’s Star and the Detection of Extrasolar Planets"
  8. ^ a b Lippincott, Sarah Lee, Obituary: Peter van de Kamp, 1901-1995 in Bulletin of the American Astronomical Society, vol. 27, n. 4, dicembre 1995, pp. 1483–1484.
  9. ^ (EN) Peter van de Kamp has won the 1982 Janssen Prize of the Société Astronomique de France, Physics Today, vol. 36, n. 6, pag. 82, 1983
  10. ^ (EN) M.P.C. 5038 del 1 dicembre 1979

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 98276462 LCCN: n81066837