Pelagosaurus typus

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Pelagosaurus
Pelagosaurus BW.jpg
Ricostruzione di Pelagosaurus typus
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Ramo Bilateria
Superphylum Deuterostomia
Phylum Chordata
Classe Sauropsida
Sottoclasse Diapsida
Infraclasse Archosauromorpha
(clade) Archosauria
Superordine Crocodylomorpha
Famiglia Teleosauridae
Genere Pelagosaurus
Specie P. typus

Il pelagosauro (Pelagosaurus typus) è un rettile acquatico estinto, affine ai coccodrilli. Visse nel Giurassico inferiore (Toarciano, circa 183 - 176 milioni di anni fa) e i suoi resti sono stati ritrovati in varie zone dell'Europa occidentale.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Questo animale poteva raggiungere i tre metri di lunghezza, e si suppone che potesse arrivare a pesare 450 chilogrammi. Il corpo di Pelagosaurus era snello e allungato, così come il cranio, molto simile a quello dell'odierno gaviale del Gange. Le zampe erano corte (ancor più che nei coccodrilli attuali) e il paio anteriore, in particolare, era ridottissimo. È possibile che le zampe fossero palmate o avessero le dita riunite in una sorta di membrana. Sul corpo era presente una sorta di corazza costituita da elementi piatti ma larghi, appaiati lungo due file sul dorso.

Scoperta e classificazione[modifica | modifica wikitesto]

Pelagosaurus typus fu descritto per la prima volta da Bronn nel 1841, sulla base di resti provenienti dalla Normandia. In ogni caso, l'olotipo su cui è basata la specie proviene dalla regione del Somerset, in Inghilterra, a nord della città di Ilminster. Numerosi fossili di Pelagosaurus furono ritrovati in quell'area, anche se successivamente i resti di questo animale (compresi scheletri articolati e crani) sono stati rinvenuti in grande quantità anche in varie zone della Francia e della Germania.

Scheletro di Pelagosaurus typus

Gli esemplari del Somerset provengono quasi tutti dalla cava Strawberry Bank, successivamente chiusa nonostante vi si trovassero ancora ottimi fossili. Uno dei fossili più interessanti è un esemplare giovanile, che permette di indagare l'ontogenesi di Pelagosaurus.

Le parentele di Pelagosaurus sono state discusse a lungo e hanno portato, nel corso degli anni, a diverse interpretazioni. Classicamente (da Eudes-Deslongchamps e in seguito da Westphal e da Duffin) è stato ritenuto un rappresentante dei teleosauridi, un gruppo di crocodilomorfi marini dai crani allungati e dalle zampe ancora simili a quelle degli animali terrestri. Altri autori (ad esempio Buffetaut) lo avvicinano invece ai metriorinchidi, crocodilomorfi più specializzati per il nuoto in mare aperto. Analisi filogenetiche più recenti hanno ipotizzato che Pelagosaurus fosse un membro basale del gruppo dei talattosuchi, originatosi prima della separazione tra teleosauridi e metriorinchidi (Benton e Clark, 1988; Clark, 1994); Buckley et al., 2000). Ulteriori analisi filogenetiche, però, sembrerebbero confermare il suo stato di teleosauride basale (Mueller-Töwe, 2005; Gasparini et al., 2006; Young, 2007).

Cranio e corazza di Pelagosaurus typus

Paleobiologia[modifica | modifica wikitesto]

Pelagosaurus era ben adattato a uno stile di vita acquatico: il muso allungato e sottile, una coda appiattita lateralmente e zampe simili a remi aiutavano l'animale a spingersi nelle acque calde e basse dei mari vicino alle coste. I 30 denti su ogni ramo di mascella e mandibola erano ideali per cacciare e intrappolare prede come pesci e crostacei; un esemplare di Pelagosaurus reca al suo interno i fossili di un pesce osseo primitivo, forse Leptolepis. La forma del corpo di Pelagosaurus suggerisce che questo animale fosse un cacciatore che inseguiva le prede, più che uno spazzino o un predatore d'agguato. Pelagosaurus era molto simile agli attuali coccodrilli e potrebbe essersi mosso in maniera simile, spostando la coda lateralmente; la struttura delle sue vertebre, tuttavia, doveva renderlo un animale più agile, e gli permetteva un maggior movimento in acqua rispetto ai suoi parenti attuali. È possibile che Pelagosaurus si spostasse sulla riva solo per deporre le uova o per riposarsi, e passasse il resto del tempo in acqua.

Scheletro di Pelagosaurus typus proveniente da Holzmaden

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Bronn H.G. 1841. Über die fossilen Gaviale der Lias-Formation und der Oolithe. Archiv für Naturgeschichte, Berlin 8:77–82.
  • Eudes-Deslongchamps J.A.E. 1863. Mémoire sur les Téléosauriens de l’époque Jurassique du Département de Calvados. Mémoires de la Société Linnéenne de Normandie 13:1–138.
  • Eudes-Deslongchamps E.E. 1877. Le Jura Normand, 4. F. Savy (ed). Paris. 60 p.
  • Westphal F. 1961. Zur Systematik der deutschen und englischen Lias Krokodilier. Neues Jahrbuch für Geologie und Paläontologie, Abhandlungen 113:207–217.
  • Westphal F. 1962. Die Krokodilen des deutschen und englischen oberen Lias. Palaeontographica, Abteilung A 118:1–96.
  • Duffin C.J. 1979. Pelagosaurus (Mesosuchia, Crocodilia) from the English Toarcian (Lower Jurassic). Neues Jahrbuch für Geologie und Paläontologie, Monatshefte 1979:475–485.
  • Buffetaut E. 1980. Position systématique et phylogénetique du genre Pelagosaurus Bronn, 1841 (Crocodylia, Mesosuchia), du Toarcian d’Europe. Geobios 13:783–786.
  • Buffetaut E. 1982. Radiation évolutive, paléoécologie et biogéographie des crocodiliens mésosuchiens. Mémoires de la Sociéte Géologique de France 42:1–88.
  • Benton M.J, Clark J.M. 1988. Archosaur phylogeny and the relationships of the Crocodylia; pp. 295–338 in MJ. Benton (ed.), The phylogeny and classification of the tetrapods, Vol. 1. Amphibians, Reptiles, Birds. Systematic Association Special Volume 35A. Clarendon Press, Oxford.
  • Clark J.M. 1994. Patterns of evolution in Mesozoic Crocodyliformes; pp. 84–97 in NC. Fraser and H-D. Sues (eds.), In the shadow of the dinosaurs: Early Mesozoic tetrapods. Cambridge University Press, Cambridge and New York.
  • Buckley G.A, Brochu CA, Krause DW, Pol D. 2000. A pugnosed crocodyliform from the Late Cretaceous of Madagascar. Nature 405:941–944.
  • Mueller-Töwe I.J. 2005. Phylogenetic relationships of the Thalattosuchia. Zitteliana A45: 211–213.
  • Gasparini Z, Pol D., Spalletti L.A. 2006. An unusual marine crocodyliform from the Jurassic-Cretaceous boundary of Patagonia. Science 311: 70-73.
  • Pierce S.E., Benton M.J. 2006. Pelagosaurus typus Bronn, 1841 (Mesoeucrocodylia: Thalattosuchia) from the Upper Lias (Toarcian, Lower Jurassic) of Somerset, England. Journal of Vertebrate Paleontology 26 (3): 621–635.
  • Young M.T. 2007. The evolution and interrelationships of Metriorhynchidae (Crocodyliformes, Thalattosuchia). Journal of Vertebrate Paleontology 27 (3): 170A.