Pavlopetri

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Ubicazione di Pavlopetri
Visione aerea dell'area di Pavlopetri

La città di Pavlopetri (in greco antico:Παυλοπέτρι) è un'antica città abbandonata ubicata sott'acqua appena al largo della costa della Laconia meridionale nel Peloponneso, in Grecia.

La città fu fondata attorno al 3000 a.C. ed è una delle più antiche città perdute sommerse (la più antica del mar Mediterraneo)[1].

Il nome Pavlopetri ("di Paolo e Pietro", oppure "la Pietra di Paolo") è il nome moderno dell'isoletta e della spiaggia dove sorgeva l'antica città, il cui nome è sconosciuto.

Scoperta[modifica | modifica wikitesto]

La città fu scoperta nel 1967 da Nicholas Flemming e fu mappata nel 1968 da un gruppo di archeologi provenienti da Cambridge.

Ubicazione[modifica | modifica wikitesto]

Pavlopetri si trova vicino tra l'isoletta di Pavlopetri vicino al villaggio di Elafonisos e la costa di Pounta. La costa, il sito archeologico, l'isoletta e l'area marina circostante appartengono al territorio del Comune di Elafonisos. Questa regione corrisponde all'antica penisola Onou Gnathos secondo Pausania.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

L'unicità di Pavlopetri è la conservazione di quasi tutta la topografia cittadina incluse strade, edifici e tombe.

Inizialmente, le rovine erano state datate al periodo miceneo (1600–1100 a.C.), ma studi successivi dimostrarono un'occupazione anteriore, il cui inizio risale a non più tardi del 2800 a.C.; pertanto il sito include materiali dell'Età del Bronzo iniziale, del Minoico Medio oltre a materiali di transizione[2].

Si ritiene che l'area sia stata sommersa attorno al 1000 a.C.[3] a causa del primo di tre terremoti che la regione subì[4].

L'area non riemerse più, cosicché non vi furono sopraedificazioni o danneggiamenti causati da lavori agricoli. Sebbene danneggiata dall'erosione plurisecolare, la planimetria cittadina è la stessa di quella che aveva migliaia di anni fa.

Il sito è minacciato dalle ancore di imbarcazioni, che si incastrano nelle pietre e dragano il fondale, e da turisti e cacciatori di souvenir[5][6].

Ricerche[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2009 è stata effettuata una campagna di ricerche finalizzata principalmente alla mappatura del sito.

Pavlopetri è la prima città sommersa ad essere stata mappata digitalmente in tre dimensioni[7]. Le tecniche di mappatura con sonar sviluppate da organizzazioni militari e organizzazioni dedite alla prospezione dei giacimenti petroliferi hanno aiutato questi lavori[8][9].

Della città si conservano almeno 15 edifici sommersi ad una profondità media di 3-4 metri. Le più recenti scoperte del 2009 da sole coprono circa 9000 m2[7][10].

Sono state anche effettuate alcune campagne di scavo in collaborazione con il governo greco. A fianco degli archeologi dell'Università di Nottingham)[11] ha lavorato un gruppo dell'Australian Centre for Field Robotics, che per le prospezioni archeologiche subacquee hanno sviluppato dei robot specifici che consentono diversi tipi di indagine.

Uno dei risultati delle campagne è stata la dimostrazione che la città era un importante centro dell'industria tessile, grazie al rinvenimento di molti pesi da telaio. Sono anche stati rinvenuti molti grandi vasi (pithari, grandi giare da olio) provenienti da Creta, indicando una notevole rilevanza della città come porto commerciale[12].

Il lavoro del gruppo archeologico britannico/australiano è stato riassunto in un documentario della BBC della durata di un'ora: "City Beneath the Waves: Pavlopetri", prodotto da BBC Two nel 2011[13].

Conservazione[modifica | modifica wikitesto]

La città di Pavlopetri fa parte del patrimonio culturale subacqueo come definito dall'UNESCO nella UNESCO Convention on the Protection of the Underwater Cultural Heritage. Tutte le tracce di vita umana subacquee più antiche di 100 anni sono protette da questa convenzione dell'UNESCO. Questa convenzione è finalizzata alla prevenzione della distruzione o alla perdita di informazioni storiche e culturali, nonché al loro saccheggio. Aiuta gli Stati membri a proteggere il loro patrimonio culturale subacqueo mediante all'interno di un quadro legale internazionale[14].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Dwarka. Mythical City Found Under Water?, su unacknowledged.info. URL consultato il 25 novembre 2015.
  2. ^ World's oldest submerged town dates back 5,000 years, in Paleontology & Archaeology, e! Science News, 16 ottobre 2009. URL consultato il 24 ottobre 2009.
  3. ^ Helena Smith, Lost Greek city that may have inspired Atlantis myth gives up secrets, in The Guardian, 16 ottobre 2009.
  4. ^ Leadbetter, Russell.
  5. ^ Jon Henderson, Race to Save World's Oldest Underwater Town, su WetSand.com, 14 maggio 2009. URL consultato il 24 ottobre 2009.
  6. ^ Jon Henderson, Race to preserve the world’s oldest submerged town, AlphaGalileo, 12 maggio 2009. URL consultato il 24 ottobre 2009.
  7. ^ a b Jon Henderson, Race to preserve the world’s oldest submerged town, University of Nottingham, 12 maggio 2009. URL consultato il 24 ottobre 2009 (archiviato dall'url originale il 23 novembre 2011).
  8. ^ BBC News "Sea gives up secrets to experts", 16 October 2009; accessed 16 October 2009.
  9. ^ BBC News "Pavlopetri: A window on to Bronze Age suburban life", 8 October 2011
  10. ^ Jon Henderson, World’s oldest submerged town dates back 5,000 years, University of Nottingham, 16 ottobre 2009. URL consultato il 24 ottobre 2009.
  11. ^ Jon Henderson - The University of Nottingham, Nottingham.ac.uk, 27 settembre 1998. URL consultato il 22 febbraio 2012.
  12. ^ City Beneath the Waves: Pavlopetri, BBC. URL consultato il 22 febbraio 2012.
  13. ^ "City Beneath the Waves: Pavlopetri"
  14. ^ UNESCO, convention on the protection of underwater cultural heritage

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Coordinate: 36°31′01.13″N 22°59′19.14″E / 36.51698°N 22.98865°E36.51698; 22.98865