Pasquale Dessanay

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«La grande poesia di Dessanai si estende per appena trecento versi; ma sono versi che pesano, improntati a un’energia dialogica e romanzesca che meriterebbe ben altra quotazione nella borsa dei valori letterari.»

(Emilio Pasquini, 2000)

Pasquale - Pascale - Dessanai (Nuoro, 1868Uras, 1919) è stato un poeta italiano in lingua sarda.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Pascale Dessanai nasce a Nuoro nel 1868, dove frequenta la Scuola Normale. Nel 1890 pubblica un volumetto di liriche in logudorese (Néulas), scritto a quattro mani con Cam (pseudonimo di Amico Cimino). La raccolta suscita interesse non soltanto nella piccola comunità nuorese: già nel 1892 il giornalista di origine sassarese Stanis Manca, attivo nella Roma del tempo, in una lettera a Grazia Deledda domanda notizie e testi di Dessanai. Intorno a quegli stessi anni, ottenuto un impiego di scrivano in tribunale, Dessanai collabora alla rivista «Vita sarda» e ad altri periodici artistico-culturali. Al 1893 risale la collaborazione col pittore e romanziere Antonio Ballero, la quale proseguirà nel 1897 con la composizione delle parole per il melodramma Rosella liberamente tratto dal romanzo Don Zua di Ballero e musicato da Priamo Gallisay. La sua produzione poetica maggiore rimarrà però semi-sconosciuta, affidata a quaderni manoscritti, e vedrà le stampe solo postumamente. Personalità bizzarra ed eclettica, socialista con venature anarchiche (bakuniane), anticlericale (in tempi recenti è stato scoperto e pubblicato da Giancarlo Porcu un vivace scambio di sonetti antipapali con Peppino Mereu[1] ); poeta raffinato e innovativo; così lo ritrae Sebastiano Satta in un suo canone degli artisti nuoresi di fine Ottocento[2]:

«Ora a Nuoro la scapigliatura artistica e letteraria è rappresentata da Giacinto Satta […]; da Giovanni Antonio Pirari […]; da Grazia Deledda […]; da Antonio Ballero […]; da Pasquale Dessanai, Pascale l’amico di Oscar Lantoni, vero poeta, indocile, trovatore insuperabile di rime vernacole.»

Antimonarchico, appresa la notizia dell’assassinio di Umberto I a Monza, il 29 luglio del 1900, scrisse su un tavolino da caffè alcuni versi inneggianti alla morte del Re, che gli procurarono l’arresto. In quel tempo si stabilisce a Terralba e poi a Uras (paesi attualmente in provincia di Oristano), forse perché in fuga da malviventi nuoresi che gli avrebbero preteso la consegna delle chiavi della cancelleria del tribunale in modo da eliminare documenti scomodi. La vita in Campidano per il poeta non fu facile. Piccoli lavori di cancelleria e qualche nomina da barracello con quattro figli sulle spalle, mentre la moglie Cicita si adatta a fare lavori di cucito. Di lì a poco Pascale Dessanai muore a Uras, il 29 ottobre del 1919; causa del decesso sconosciuta, luogo di sepoltura ignoto.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Peppinu Mereu, Poesie complete, a cura di Giancarlo Porcu, Nuoro, Il Maestrale, 2004, III ediz. 2010, pp. 270-274; ora in P. Mereu, Opera omnia, Edizione critica di Giancarlo Porcu, in P. Mereu, Opera omnia, volume a cura di Gianfranco Tore, Nuoro, Il Maestrale, 2017, pp. 131-132.
  2. ^ Sebastiano Satta, Nuoro [1893], Testo e note a cura di Giancarlo Porcu, Nuoro, Imago, 2017, p. 36 (riedizione del ritratto di Nuoro scritto da Satta per la Guida-orario per la Sardegna, Michele Costa Esperson edit. (stampa: Sassari, tip. G. Gallizzi), Cagliari, 1893.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giancarlo Porcu, La parola ritrovata. Poetica e linguaggio in Pascale Dessanai - con una proposta di edizione critica, Nuoro, Il Maestrale, 2000. ISBN 88-86109-48-2
  • Giancarlo Porcu, La poesia in lingua sarda, in Nuoro e il suo volto, a cura di Ottorino Alberti e Alberto Caocci, Sassari, Carlo Delfino, 2014 (pp. 243-266), pp. 249-251.

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