Panleucopenia felina

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Virioni di parvovirus canino, strettamente correlato alla panleucopenia felina.

La panleucopenia felina (FPV), anche denominata gastroenterite felina o tifo felino è una malattia infettiva virale che colpisce il gatto e specie feline selvatiche[1][2].

Eziologia[modifica | modifica wikitesto]

È causata dal parvovirus felino, virus citolitico strettamente correlato al parvovirus canino di tipo 2.

Epidemiologia[modifica | modifica wikitesto]

Il virus della panleucopenia felina è principalmente trasmesso attraverso il contatto con fluidi corporei di altri felini, ma anche grazie a vettori quali le pulci.[2] Non è trasmissibile all'uomo. Come tutti i parvovirus, è estremamente resistente nell'ambiente e può sopravvivere anche un anno in un ambiente adatto.

Patogenesi[modifica | modifica wikitesto]

L'enterite da parvovirus del gatto - analogamente al cane - è una malattia grave, spesso letale. Il principale bersaglio del virus sono le cellule in attiva replicazione: le cripte epiteliali del tratto gastroenterico ed il midollo osseo.[3]

Le lesioni precoci della malattia comprendono una deplezione linfoide e l'involuzione del timo. Le lesioni gastroenteriche sono generalmente limitate all'intestino tenue, con ulcerazione, necrosi ed esfoliazione. Ne consegue una diarrea profusa e solitamente emorragica, con grave disidratazione, malnutrizione, anemia, e spesso morte. L'infiltrato infiammatorio cronico è presente nella lamina propria della mucosa intestinale.[3] Gran parte dei decessi da panleucopenia felina sono causati da una concomitanza di infezioni batteriche secondarie con endotossiemia.

L'infezione intrauterina provoca ipoplasia cerebellare nei gattini.[3]

Clinica[modifica | modifica wikitesto]

Si manifesta spesso con diarrea emorragica, prostrazione e vomito e porta rapidamente alla morte nella maggioranza dei casi[1].

Usi in ecologia[modifica | modifica wikitesto]

Il virus della panleucopenia felina, a causa della sua specificità, morbosità e letalità è stato ed è talvolta impiegato per le operazioni di eradicazione felina dalle isole. In questi ambienti ecologici unici, sovente ricchi di endemismi e specie introvabili altrove, i gatti sono oramai da tempo riconosciuti come una delle principali cause d'estinzione delle specie autoctone, nonché come principale minaccia alla biodiversità e all'equilibrio biosistemico. Un esempio riuscito di tale approccio eradicativo è quello delle isole del principe Edoardo. Il virus, in soli cinque anni, ha ridotto a circa un sesto la popolazione felina alloctona. I restanti animali sono stati abbattuti dagli ecologisti, nel corso dei successivi dieci anni, mediante battute di caccia notturne fino al 1991 quando, almeno parzialmente, l'equilibrio naturale dell'isola fu finalmente ripristinato e la popolazione di gatti fu dichiarata ufficialmente azzerata.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Feline Panleukopenia: Introduction, Whitehouse Station, NJ USA, Merck Sharp & Dohme Corp., a subsidiary of Merck & Co., Inc.. URL consultato il 7 novembre 2012.
  2. ^ a b Feline Panleukopenia (feline enteritis, feline distemper) in Cats- Causes, Symptoms & Treatment, su cat-world.com.au. URL consultato il 7 novembre 2012.
  3. ^ a b c M. Donald McGavin e James F. Zachary, Patologia veterinaria sistematica, Elsevier, 2010.