Palazzo Tempi

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Palazzo Tempi
Via de' bardi (mattina), palazzo tempi 01.JPG
Palazzo Tempi
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneToscana
LocalitàFirenze
Indirizzopiazza Santa Maria Soprarno 1
Coordinate43°45′59.92″N 11°15′18.15″E / 43.766644°N 11.255042°E43.766644; 11.255042Coordinate: 43°45′59.92″N 11°15′18.15″E / 43.766644°N 11.255042°E43.766644; 11.255042
Informazioni generali
CondizioniIn uso

Palazzo Tempi si trova a Firenze in piazza Santa Maria Soprarno 1.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo Tempi

In questa zona avevano numerosi possedimenti la famiglia Bardi e, probabilmente attraverso la dote di Contessina de' Bardi, alcuni edifici pervennero a Cosimo de' Medici e poi ai suoi nipoti Lorenzo e Giuliano. Il palazzo non aveva le caratteristiche attuali ma doveva già essere vasto e comodo. Con condizioni particolarmente favorevoli venne quindi venduto a Bernardo Del Nero, alleato di Casa Medici. Questa amicizia si fece pesante dopo la cacciata di Piero il Fatuo, tanto che Bernardo, accusato di aver tramato per il rientro de' Medici, venne arrestato nel suo palazzo e poi processato e giustiziato perché ritenuto colpevole nel 1497. La sua casa venne confiscata a venduta alcuni anni dopo agli Antinori. Fu in quell'epoca che l'edificio prese le fattezze di vero e proprio palazzo, anche se la famiglia lo tenne per poco, vendendolo a metà del XVI secolo ai Capponi, che poi lo cedettero agli inizi del Seicento a Belisario Vinta, primo ministro del governo granducale.

A metà del XVII secolo esso divenne proprietà dei marchesi Tempi che lo fecero rimodernare ed ingrandire da Matteo Nigetti.

Nel 1770 passò in eredità alla famiglia Marzi-Medici, la quale assunse anche il casato di Tempi. Quando questa famiglia si estinse, nel 1847, il palazzo toccò in eredità ad una Vittori loro nipote e da questa ai marchesi Bargagli Petrucci, i cui discendenti sono tuttora proprietari del complesso pur in via di dismissione del loro patrimonio patrimonio familiare

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La maggiore particolarità del palazzo è senz'altro l'arco che attraversa la facciata permettendo l'accesso alla strada della costa dei Magnoli. Il pian terreno presenta la pietra a vista e un grande portale con una cornice dalle bugne orientate a raggiera e un busto marmoreo a coronamento. Si tratta di un ritratto di Cosimo II de' Medici datato 1608, fatto mettere dal Vinta.

Le finestre al primo piano hanno delle balaustre in pietra e timpani rettangolari. Al secondo piano, oltre la cornice marcapiano, le finestre hanno timpani uguali, ma sono prive della balaustra. Il sottotetto ha una fila di aperture rettangolari, mentre in cima corona il tutto un cornicione sporgente.

All'interno sono conservati vari saloni affrescati da Pier Dandini, Giovanni Camillo Sagrestani, Matteo Bonechi e Ranieri del Pace.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Francesco Lumachi, Firenze - Nuova guida illustrata storica-artistica-aneddotica della città e dintorni, Firenze, Società Editrice Fiorentina, 1929
  • Marcello Vannucci, Splendidi palazzi di Firenze, Le Lettere, Firenze 1995 ISBN 887166230X
  • Claudio Paolini, Architetture d'Oltrarno. Da piazza Giuseppe Poggi a piazza Santa Maria Soprarno, Edizioni Polistampa, Firenze 2010.

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