Palazzo Fioravanti

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Palazzo Fioravanti
Via pietrapiana 32, palazzo fioravanti 01.JPG
Palazzo Fioravanti
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneToscana Toscana
LocalitàFirenze
Indirizzovia Pietrapiana 32
Coordinate43°46′17″N 11°15′51.06″E / 43.77139°N 11.264183°E43.77139; 11.264183Coordinate: 43°46′17″N 11°15′51.06″E / 43.77139°N 11.264183°E43.77139; 11.264183
Informazioni generali
CondizioniIn uso
Stilemanierista
Pianitre

Palazzo Fioravanti è un edificio di Firenze, situato in via Pietrapiana 32, con affaccio anche in via di Mezzo 19.

Portale

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'edificio si presenta sulla via con un fronte organizzato su cinque assi e sviluppato per tre piani: il grande giardino di pertinenza si affaccia su via di Mezzo. Già proprietà della famiglia Fioravanti, appartenne nell'Ottocento alla famiglia russa Elaguine, che lo cedette, nel 1909, all'avvocato Basetti Sani, il quale lo fece restaurare dall'architetto Orlando Orlandini e dallo scultore Fortini. Dallo studio legale che qui aveva sede uscirono giuristi e avvocati di fama, come Piero Calamandrei ed Enrico Poggi. Ritrovo dei "cattolici d'Italia", in questo periodo il palazzo fu frequentato tra gli altri da don Orione e Lorenzo Perosi.

Nel 1932 la proprietà passò ai Giani che intervennero con nuovi restauri all'esterno come negli interni. Nuovi importanti restauri furono condotti negli anni immediatamente successivi all'alluvione del 1966.

Il palazzo appare (come palazzo Fieravanti) nell'elenco redatto nel 1901 dalla Direzione Generale delle Antichità e Belle Arti, quale edificio monumentale da considerare patrimonio artistico nazionale.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Attribuito a Bartolomeo Ammannati (da altri a Bernardo Buontalenti), è comunque un notevole esempio di architettura tardo manierista, nel quale, in modo originale e raffinato, tornano in effetti elementi propri dei due architetti: il portone, in particolare, ricorda quello di palazzo Pazzi dell'Accademia Colombaria in Borgo Albizi 28, e del palazzo Gerini di via Ricasoli.

Al pianterreno sono quattro finestre inginocchiate, anche queste con mensole, mentre quelle del primo e del secondo piano sono disegnate sulla fascia marcapiano con eleganti sagomature. La gronda, vistosamente aggettante, posa su un robusto bottaccio. Decisamente di disegno ricercato il portone prima ricordato, con timpano spezzato, sorretto da eleganti mensole, in mezzo al quale è l'ornatissimo scudo con l'arme dei Fioravanti del gonfalone Lion nero di Santa Croce (partito d'argento e di rosso, a due scaglioni coricati e appuntati dell'uno nell'altro). Sulla chiave si propone un cesto di fiori nuovamente con allusione alla famiglia, mentre nei due triangoli mistilinei sono due bassorilievi, quello a sinistra interpretabile come Allegoria della Giustizia, l'altro di difficile interpretazione, raffigurante un bue arrostito sulla graticola (visto il contesto, potrebbe riferirsi al vitello grasso della parabola del figliol prodigo). Negli interni, al piano nobile, sono alcuni ambienti affrescati.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Ricordi di Architettura. Raccolta di ricordi d'arte antica e moderna e di misurazione di monumenti, serie II, I, 1890, tav. XXII (Antico).
  • Ministero della Pubblica Istruzione (Direzione Generale delle Antichità e Belle Arti), Elenco degli Edifizi Monumentali in Italia, Roma, Tipografia ditta Ludovico Cecchini, 1902, p. 254;
  • Walther Limburger, Die Gebäude von Florenz: Architekten, Strassen und Plätze in alphabetischen Verzeichnissen, Lipsia, F.A. Brockhaus, 1910, n. 238;
  • Walther Limburger, Le costruzioni di Firenze, traduzione, aggiornamenti bibliografici e storici a cura di Mazzino Fossi, Firenze, Soprintendenza ai Monumenti di Firenze, 1968 (dattiloscritto presso la Biblioteca della Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio per le province di Firenze Pistoia e Prato, 4/166), n. 238;
  • Eve Borsook, Ecco Firenze. Guida ai luoghi e nel tempo, edizione italiana a cura di Piero Bertolucci, Milano, Mursia, 1972 (ed or. The Companion Guide to Florence, London, Collins, 1966), p. 99;
  • Piero Bargellini, Ennio Guarnieri, Le strade di Firenze, 4 voll., Firenze, Bonechi, 1977-1978, II, 1977, p. 271; III, 1978, pp. 101-102.
  • Franco Cesati, Le strade di Firenze. Storia, aneddoti, arte, segreti e curiosità della città più affascinante del mondo attraverso 2400 vie, piazze e canti, 2 voll., Roma, Newton & Compton editori, 2005, p. 478;
  • Claudio Paolini, Case e palazzi nel quartiere di Santa Croce a Firenze, Firenze, Paideia, 2008, pp. 158-159, n. 243;
  • Claudio Paolini, Architetture fiorentine. Case e palazzi nel quartiere di Santa Croce, Firenze, Paideia, 2009, pp. 227-228, n. 325.

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