Palazzo Caccini

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Palazzo Caccini
Palazzo caccini 02.JPG
Palazzo Caccini
Ubicazione
Stato Italia Italia
Regione Toscana Toscana
Località Firenze
Indirizzo Borgo Pinti 31
Coordinate 43°46′24.31″N 11°15′47.19″E / 43.773419°N 11.263108°E43.773419; 11.263108Coordinate: 43°46′24.31″N 11°15′47.19″E / 43.773419°N 11.263108°E43.773419; 11.263108
Informazioni
Condizioni In uso

Palazzo Caccini (detto anche Palazzo del Corona) si trova a Firenze in Borgo Pinti 31-33, all'angolo con via Nuova dei Caccini.

Storia e descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Nel Quattrocento era questa la dimora dei Ferrantini, nota per essere stata scelta - evidentemente per la nobiltà e ampiezza degli ambienti - per ospitare il patriarca di Costantinopoli Giuseppe II e i ventitré vescovi ortodossi durante il Concilio di Firenze del 1439.

La loggetta

Passata per via ereditaria ai Caccini fu da questi ingrandita progressivamente (negli anni del priore Francesco Domenico), fino a giungere ad un intervento di riammodernamento unitario che la letteratura colloca tra il 1561 e il 1564 circa e riferisce a Giovanni Caccini, intimo della famiglia Medici (ma da non confondere con l'architetto Giovanni Battista Caccini di Montopoli in Val d'Arno), comunque assistito da Giorgio Vasari[1]. Del Caccini restano le iniziali G. C. A.[rchitetto] F.[iorentino o fecit] scolpite su alcune architravi poste al piano terreno.

Il portale (successivamente trasformato) è attribuito a Bartolomeo Ammannati, anche sulla base della testimonianza resa da Ferdinando Ruggieri con il suo rilievo settecentesco, mentre la facciata, dalle linee leggermente spezzate, organizzata su tre piani più un mezzanino per ben tredici assi, è frutto di un intervento di restauro dovuto all'architetto Leopoldo Pasqui attorno al 1843, come attestato da Federico Fantozzi.

Alle spalle del palazzo, per merito di Matteo Caccini, si sviluppò all'inizio del Seicento un grande giardino nel tempo noto per le piante rare ed esotiche coltivate (tra cui le prime cipolle, i tuberi della patata), e in modo particolare per le piante da fiore con specie provenienti da tutto il mondo allora conosciuto, che a lungo ha reso celebre la residenza molto più di quanto non abbia fatto la sua pur nobile architettura. Attualmente del giardino non resta che un'area verde, che lambisce il retro del teatro della Pergola. Dopo i Caccini il palazzo passò ai del Vernaccia, ai Riccardi e, nell'Ottocento, ai Del Corona, ai Pasqui Cartoni e quindi ai Geddes da Filicaia. Qui risiedette per un certo periodo anche Arthur Schopenhauer. L'attuale proprietà del palazzo, frazionato in appartamenti, è suddivisa tra molti soggetti.

«La serie ininterrotta delle finestre nei due ordini superiori della facciata contribuisce all'armonia del prospetto e favorisce, insieme alla posizione leggermente in curva e al contrasto con la strettezza dell'antico borgo, a donare un aspetto semplice ma anche grandioso all'insieme. Varcato il portone centrale si accede alla graziosa loggia terrena a cinque luci che, prospiciente il giardino, presenta quattro finestre di foggia singolare con ampie volute sui lati superiori e interessanti affreschi con grottesche e figure allegoriche che ruotano attorno al tema della arti liberali, mentre al centro delicati putti reggono lo stemma dei Da Filicaia»[2].

La loggetta

Su via Nuova de' Caccini (numeri civici 7-21) il palazzo ha un'addizione moderna, dovuta all'architetto Rolando Pagnini e realizzata nei primi anni settanta del Novecento, nonostante i tentativi di opporsi al progetto da parte di "Italia Nostra" con la momentanea chiusura del cantiere a partire dal luglio 1971.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Il giardino
Veduta dal giardino
  1. ^ Calafati
  2. ^ Adsi, 2003

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Ferdinando Ruggieri, Studio d’architettura civile sopra gli ornamenti di porte, e finestre, colle misure, piante, modini, e profili, tratte da alcune fabbriche insigni di Firenze erette col disegno de’ più celebri architetti, 3 voll., Firenze, nella Stamperia Reale presso Gio. Gaetano Tartini e Santi Franchi, 1722-1728, II, 1724, tavv. 61-65;
  • Guida della città di Firenze e suoi contorni con la descrizione della I. e R. Galleria e Palazzo Pitti, Firenze, presso Antonio Campani, 1828, p. 90;
  • Federico Fantozzi, Nuova guida ovvero descrizione storico artistico critica della città e contorni di Firenze, Firenze, Giuseppe e fratelli Ducci, 1842, p. 372, n. 123;
  • Federico Fantozzi, Pianta geometrica della città di Firenze alla proporzione di 1 a 4500 levata dal vero e corredata di storiche annotazioni, Firenze, Galileiana, 1843, pp. 172-173, n. 412;
  • Giuseppe Formigli, Guida per la città di Firenze e suoi contorni, nuova edizione corretta ed accresciuta, Firenze, Carini e Formigli, 1849, p. 87;
  • Nuova guida della città di Firenze ossia descrizione di tutte le cose che vi si trovano degne d’osservazione, con piante e vedute, ultima edizione compilata da Giuseppe François, Firenze, Vincenzo Bulli, 1850, pp. 372-373;
  • Emilio Bacciotti, Firenze illustrata nella sua storia, famiglie, monumenti, arti e scienze dalla sua origine fino ai nostri tempi, 3 voll., Firenze, Stabilimento Tipografico Mariani e Tipografia Cooperativa, 1879-1886, III, 1886, p. 443;
  • Walther Limburger, Die Gebäude von Florenz: Architekten, Strassen und Plätze in alphabetischen Verzeichnissen, Lipsia, F.A. Brockhaus, 1910, n. 202;
  • Augusto Garneri, Firenze e dintorni: in giro con un artista. Guida ricordo pratica storica critica, Torino et alt., Paravia & C., s.d. ma 1924, p. 215, n. XLIX;
  • Dovrà decidere il Pretore se la costruzione è regolare, in "La Nazione", 29 luglio 1970;
  • Polemica sui restauri, in "La Nazione", 19 ottobre 1972;
  • Leonardo Ginori Lisci, I palazzi di Firenze nella storia e nell’arte, Firenze, Giunti & Barbèra, 1972, I, pp. 503-505;
  • Piero Bargellini, Ennio Guarnieri, Le strade di Firenze, 4 voll., Firenze, Bonechi, 1977-1978, II, 1977, p. 334; III, 1978, pp. 116-117;
  • Guida ai giardini urbani di Firenze, a cura di Vincenzo Cazzato e Massimo De Vico Fallani, Firenze, Regione Toscana, s.d. ma 1981, pp. 34-35;
  • Mariachiara Pozzana, Firenze: giardini di città, con acquerelli e disegni di Mauro Falzoni, Firenze, FMG Studio Immagini, 1994, pp. 45-46;
  • Toscana esclusiva, pubblicazione edita in occasione dell’iniziativa Firenze: cortili e giardini aperti, 18 e 25 maggio 2003, a cura dell’Associazione Dimore Storiche Italiane, Sezione Toscana, testi a cura dell’Associazione Culturale Città Nascosta, Firenze, ADSI, 2003, pp. 16-17;
  • Franco Cesati, Le strade di Firenze. Storia, aneddoti, arte, segreti e curiosità della città più affascinante del mondo attraverso 2400 vie, piazze e canti, 2 voll., Roma, Newton & Compton editori, 2005, II, p. 482;
  • Touring Club Italiano, Firenze e provincia, Milano, Touring Editore, 2005, p. 421;
  • Claudio Paolini, Case e palazzi nel quartiere di Santa Croce a Firenze, Firenze, Paideia, 2008, pp. 164-165, n. 253;
  • Andrea Papi, Alcune notizie sulla "Casa Grande" dei Caccini, Paragone Arte n. 86 (713), 2009, pp. 71-75, tav. 46-48;
  • Arte moderna e contemporanea nelle dimore storiche, supplemento alla rivista Dimore Storiche, n. 69/1, 2009, pp. 36-37;
  • Claudio Paolini, Architetture fiorentine. Case e palazzi nel quartiere di Santa Croce, Firenze, Paideia, 2009, pp. 236-237, n. 337.
  • Marco Calafati, Palazzo Caccini. Giorgio Vasari, in Ammannati e Vasari per la città dei Medici, a cura di Cristina Acidini e Giacomo Pirazzoli, Firenze, Polistampa, 2011, p. 198.

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