Ottaviano Volpelli

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Responsorum et allegationum criminalium di Ottaviano Volpelli, Venezia, 1581

Ottaviano Volpelli, italianizzazione[1] di Octavianus Vulpellus[2] (Sant'Angelo in Vado, ... – ...), è stato uno scrittore italiano rinascimentale e giureconsulto del Ducato di Urbino.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nipote di Giovanni Volpelli, figlio di Federico Volpelli e dell'unica figlia ed erede di Giovanni Battista Brizio[3]. Il padre fissò il proprio domicilio a San Leo dopo la morte, o durante la vecchia, del suocero Brizio.

Ha svolto la sua attività di giureconsulto presso la corte dei Della Rovere a Urbino sotto i duchi Guidobaldo II e Francesco Maria II.

Negli anni 1539, 1542, 1543 viene nominato podestà (cioè giudice di prima istanza) di Casteldurante (odierna Urbania)[4]

Nell'Archivio di Stato di Firenze, all'interno del Fondo Ducato di Urbino si conservano tre carteggi[5] tra il Volpelli e i duchi Guidobaldo II[6] e Francesco Maria II[7]:

  • 1559-1590 Volpelli Ottaviano Al duca da Cagli, dov'era fiscale[8]
  • 1560-1564 Volpelli Ottaviano Carteggio con il duca da Roma[9]
  • 1575-1581 Volpelli Ottaviano Carteggio da Parma con il duca[10]

Nel 1598 un certo Octavius Vulpellus proveniente dalla Marchia risulta immatricolato allo Studio di Perugia.[11] È dubbio se in questo Octavius sia da riconoscere il nostro giureconsulto o un suo discendente.

Volpelli e Castelleone di Suasa[modifica | modifica wikitesto]

Di lui ci è nota una residenza a Castelleone di Suasa (AN), nella cosiddetta "Casa del Tappatino" ora parte integrante del parco archeologico di Suasa. Qui si conservano due iscrizioni su architrave che lo ricordano, la prima riporta il suo nome:

« OCTAVIANVS VVLPELLVS »

Nell'altra è inciso un motto tratto dal Libro dei Salmi:

(LA)

« PARATVM COR MEVM »

(IT)

« Saldo è il mio cuore »

(Salmo 57 (56),8[12] e Salmo 108 (107),2[13])
Volpelli e Suasa

SVASA.A.PELASGIS.HIC.CONDITA.POSTEA.SE NONVM.CIVITAS.NOBILISSIMA.VT.AMPHITHEA TRV.MARMORA.STATVE.INSCRIPTIONES.ET. NVMISMATA.ADHVC.INTER.EXTREMAS.EIV RELIQVIAS.REPERTA.TESTANTVR.AB ALARICO FVNDITVS.DELETA.ETIAMDIV.ETIAMSOLI NOTICIA.PENES.HISTORICOS.LABEFACTA IVLIO.DE.RVERE.CARD.VRBINEN.ANN VENTE.AB.OCTAVIANO.VVLPELLO.A.S. ANGELO.ET.FILIIS.QVASI.EMORTVA. AD.LVCEM.RESTITVTA.EST.ANNO.D.

M.D.LXIX

Da notare che è proprio dal nome della sua famiglia che deriva la denominazione, ancora in uso, di tutta la località "Pian Volpello" in cui appunto è presente la sua abitazione e il parco archeologico di Suasa.

Un'altra iscrizione, tuttora esistente, in cui viene citato con i figli (Octaviano Vulpello a S. Angelo et filiis) si trova al Palazzo Della Rovere di Castelleone di Suasa, ora sede del museo dedicato alla città romana. L'iscrizione, datata 1569, riporta una ricostruzione storica delle principali vicende riguardanti la città romana. Sebbene i dati riportati, alla luce delle odierne conoscenze, si sono rivelati senza un reale fondamento storico, l'iscrizione è importante perché ci testimonia la presenza viva e consapevole della memoria storica della città romana, ancora non del tutto scomparsa, oltre a fornirci il punto di vista storico che nel Cinquecento si aveva della città romana.

Dall'iscrizione si evince inoltre che il Volpelli, unitamente ai figli, si interessò a un non meglio precisato recupero della città romana, forse in linea con gli ideali umanistici e rinascimentali del tempo.

I figli[modifica | modifica wikitesto]

Dall'iscrizione di Castelleone di Suasa sopra descritta ci è nota l'esistenza di due o più figli di Ottaviano Volpelli.

Nel periodo 1580-1582 e da settembre 1593 a settembre 1595 suo figlio Giulio (Giulio d'Ottaviano Volpelli da S. Angelo d'Urbino.) risulta essere Potestà di Lucca. Lo stesso incarico viene ricoperto tra agosto 1596 e agosto 1597 da Camillo Volpelli, forse un altro suo figlio.[14]

Probabilmente si tratta dello stesso Signor Camillo Volpelli metaurense (cioè come Ottaviano, di Sant'Angelo metaurense, oggi Sant'Angelo in Vado) autore della commedia "I veri amanti"[15] edito per la prima volta a Viterbo, 1606 presso Discepolo[16], poi a Orvieto e Pistoia presso Fortunati[17], infine a Orvieto presso Ruuli nel 1634[18] e nel 1643[19], di cui si conservano alcune copie.[20]

I figli di Ottaviano non ebbero discendenza maschile[3] e il ramo maschile della sua famiglia si estinse.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Le sue opere, scritte in latino alla fine del Cinquecento, riguardano argomenti di diritto e giurisprudenza e si conservano in edizioni stampate in numerosi fondi storici di biblioteche italiane e straniere.

  • Octauiani Vulpelli ... Tractatus de pace, indutiis, et promissionibus de non offendendo. in quo sex, & centum quaestiones ad forensem praxim pertinentes, examinantur. Cum quaestionum, & materiarum indice.
  • Responsorum, et allegationum criminalium d. Octauiani Vulpelli i.c. a sancto Angelo Metaurense. Liber primus. In quo adamissim variae ad materiam criminalem causae perbelle explicantur. Omnibus tum in scolis, tum in foro versantibus nedum utiles, sed perquam necessarius, accessit eiusdem tractatus de Pace, iudicijs et promissionibus de non offendendo iam dudum editus, sed hac postrema editione ab erroribus repurgatus. Cum indice rerum omnium locorumque insignium locupletissimo. Venetijs: ex officina Damiani Zenari, 1581. (BSB=GB)
  • Octauiani Vulpelli a Sancto Angelo Metaurense. De praepositionum, aduerbiorum, & coniunctionum significatione libellus ..., Vrbini: apud Bartholomaeum, & Simonem Ragusios fratres, 1595. (bv2.gva.es=IA)
  • Octauiani Vulpelli a Sancto Angelo Metaurense. De libertate ecclesiastica libellus., Vrbini : apud Bartholomaeum, & Simonem Ragusios fratres, 1595.

La sua opera Tractatus de pace è citata da Christoph Besold (1577-1638) in "Operis Politici"[21]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Altre italianizzazioni utilizzate sono: Ottavio o Ottaviano Volpello
  2. ^ Altre varianti note della denominazione latina sono: Octauianus Vulpellus, Octavius Vulpellus, Octauianus Vulpellus a Sancto Angelo Metaurense.
  3. ^ a b Memorie storiche del Montefeltro, di Gian Battista Marini, manoscritto conservato presso l'archivio storico comunale di San Leo, Fondo G.B. Marini, ms. vol. 2, C. 391. r-v
  4. ^ Fonte: Libro Casteldurante-Urbania di Rossi D. Enrico
  5. ^ Fonte: La documentazione sul Ducato di Urbino nell'Archivio di Stato di Firenze di Monica Miretti, 23 giugno 2003, [1]
  6. ^ Fonte: Indici del Fondo Urbinate
  7. ^ Fonte: Indici del Fondo Urbinate
  8. ^ Conservato nell'Archivio di Stato di Firenze, Fondo Ducato di Urbino, Classe I, Filza 256: a 729-750
  9. ^ Conservato nell'Archivio di Stato di Firenze, Fondo Ducato di Urbino, Classe I, Filza 134
  10. ^ Conservato nell'Archivio di Stato di Firenze, Fondo Ducato di Urbino, Classe I, Filza 248
  11. ^ Fonte: Studio dell'Università di Siena su "Maestri e scolari a Siena e Perugia 1250-1500"
  12. ^ Vedi il Salmo 57
  13. ^ Vedi il Salmo 108
  14. ^ Fonte: Patrimonio documentario dell'Archivio di Stato di Lucca
  15. ^ Fonte: Ricerca bibliografica su SBN nazionale Internet Culturale
  16. ^ Vedi la scheda bibliografica su SBN e la digitalizzazione dell'edizione in Google libri
  17. ^ Vedi la scheda bibliografica su SBN
  18. ^ Vedi la scheda bibliografica su SBN
  19. ^ Vedi la scheda bibliografica su SBN
  20. ^ Volumi conservati presso la Biblioteca della Accademia dei Filodrammatici di Milano e la Biblioteca nazionale centrale Vittorio Emanuele II di Roma
  21. ^ Vedi il testo con i riferimenti su

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