Osvaldo Armanni

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Osvaldo Armanni (Perugia, 3 agosto 1855Roma, 3 gennaio 1929) è stato un architetto italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Allievo di Guglielmo Calderini presso l'Accademia di belle arti di Perugia, si laureò in architettura a Roma. Fu docente di disegno presso il Regio istituto tecnico "Leonardo da Vinci" di Roma, poi, dal 1907 al 1923, di ornato e disegno architettonico presso l'Università di Roma, dove ebbe tra i suoi allievi Vincenzo Fasolo, che gli succederà nella cattedra.[1]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Tra le opere si menzionano: lo studio per la ricomposizione del tempio di Vulcano a Ostia, progetto per la facciata in neogotico del duomo di Arezzo, completamento in stile quattrocentesco della Porta urbica di San Pietro a Perugia, progetto per il restauro in forme palladiane del Teatro Olimpico di Vicenza, progetto per il Concorso per il monumento a Vittorio Emanuele II, concorso nazionale per il Tempio israelitico di Roma con l'ingegnere Vincenzo Costa (1889-1904), oratorio israelitico in via Balbo a Roma, edificio scolastico a Umbertide (Perugia), orfanotrofio Truzzi a Genzano di Roma, la sede della Camera di Commercio di Foligno, palazzi postelegrafici a Perugia, Mantova, Reggio Calabria, in collaborazione con Vincenzo Costa (1913-1917), Convitto nazionale "Principe di Napoli" in Assisi (1927).[1]

Archivio[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Armanni Osvaldo, su siusa.archivi.beniculturali.it. URL consultato il 16 ottobre 2018.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • «AAA Italia» – Bollettino dell'Associazione Nazionale Archivi Architettura Contemporanea, n. 13, 2014, (primo e secondo semestre), pp. 35-36, 47.
  • Renata Battaglini Di Stasio, ARMANNI, Osvaldo, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 4, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1962. URL consultato il 16 ottobre 2018.
  • M. Guccione, D. Pesce, E. Reale (a cura di), Guida agli archivi di architettura a Roma e nel Lazio, Roma, Gangemi, 2007, p. 70.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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