Orrido di Nesso

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Orrido di Nesso
Nesso orrido.jpg
StatoItalia Italia
Regione  Lombardia
Province  Como
ComuniNesso
Coordinate45°54′36.61″N 9°09′19.73″E / 45.91017°N 9.15548°E45.91017; 9.15548
Mappa di localizzazione: Italia
Orrido di Nesso
Orrido di Nesso

«Più su 2 miglia [rispetto alla Villa Pliniana] è Nesso, terra dove cade uno fiume con grande empito, per una grandissima fessura di monte. Queste gite son da fare nel mese di maggio»

(Leonardo da Vinci, Codice Atlantico, c. 573v)

L'Orrido di Nesso è un canyon roccioso che si trova nell'omonimo comune, in particolare nella frazione Coatesa, sulla sponda orientale del ramo comasco del Lario.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

È formato dalla confluenza delle acque dei torrenti Tuf e Nosee, i quali nascono rispettivamente nelle omonime valli (Tuf e Nosee), che si riversano nel lago di Como creando una cascata[1].

Il dislivello è di circa 200 metri tra gole strette e profonde modellate dallo scorrere delle acque[2]. L'orrido può essere visto da Piazza Castello o dal ponte della Civera, di origine romana, sulla riva del lago dopo aver disceso oltre 270 scalini[3].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dal XIV secolo la forza delle acque dell'orrido è stata importante per lo sviluppo dell'industria manifatturiera con la costruzione di mulini, cartiere, filatoi, oleifici, magli e torchi. Anche due stabilimenti per la lavorazione della seta sfruttarono la forza motrice della cascata.

L'Orrido di Nesso è citato in diversi libri storici, tra cui il Codice Atlantico di Leonardo da Vinci. In letteratura si ricorda il romanzo Falco della Rupe o la Guerra di Musso di Gianbattista Bazzoni. L'Orrido è protagonista, nei secoli XVIII e XIX in acquetinte dei pittori Federico e Carolina Lose[4].

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Fabio Cani, Rodolfo Vaccarella, Nesso - Il lavoro dell'acqua, Comune di Nesso, 2005.

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