Omicidio di Erio Codecà

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Coordinate: 45°03′36.43″N 7°42′15.84″E / 45.06012°N 7.704399°E45.06012; 7.704399

L'omicidio di Erio Codecà è un fatto di cronaca nera avvenuto a Torino il 16 aprile 1952 e la cui vittima fu l'ingegnere Erio Codecà, dirigente della FIAT e responsabile diretto del settore auto. Il delitto è rimasto tuttora insoluto.

Il profilo della vittima[modifica | modifica wikitesto]

Laureatosi a Grenoble nel 1926, Codecà entrò alla Fiat e inviato a dirigere la filiale romena di Bucarest e successivamente, nel 1935, quella tedesca di Berlino. Rimase nella Germania nazista fino al 1943 quando tornò in Italia divenendo direttore del laboratorio sperimentale della Fiat al Lingotto.

Nel 1950 ottenne l'incarico di direttore della sezione Fiat Grandi Motori, stabilimento per la produzione di grandi motori navali con sede in corso Vercelli a Torino.

Nel Salone dell'automobile del 1951 presentò varie auto della Fiat all'allora presidente della repubblica Luigi Einaudi.

La morte[modifica | modifica wikitesto]

Uscito per una passeggiata con il suo cane, il 16 aprile 1952, alle 21:15 fu trovato senza vita di fronte alla sua Fiat 1100 E, in via Villa della Regina non lontano dalla Chiesa della Gran Madre di Dio nel quartiere Borgo Po ai piedi della Collina torinese[1], ucciso da un colpo di pistola inizialmente presunto alla nuca, poi accertato esploso sotto l'ascella destra.

Le piste politiche furono inizialmente abbandonate dato che secondo La Stampa e La Gazzetta del Popolo Codecà non aveva assunto particolari atteggiamenti politici.

La Fiat e l'Unione Industriali di Torino offrirono anche una taglia di 28 milioni di lire.
Successivamente un sospetto indiziato, Giuseppe Faletto, ex partigiano comunista e operaio Fiat originario del Canavese, fu anche processato, ma venne assolto il 7 marzo 1958 per insufficienza di prove[2].

Gli autori del delitto risultano quindi tuttora ignoti[2].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il direttore della "Spa" ucciso con un colpo di rivoltella alla nuca, in La Stampa, 17 aprile 1952. URL consultato il 16 agosto 2011.
  2. ^ a b Massimo Novelli, Delitto Codecà giallo irrisolto fra trame rosse e traffici con l'est, in la Repubblica, 9 aprile 2002. URL consultato il 16 agosto 2011.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Andrea Accorsi, Massimo Centini, I grandi delitti italiani risolti o irrisolti, Roma, Newton Compton, 2005, ISBN 88-541-0414-0.
  • Aldo Giannuli, Ivan Brentari, L'insolita morte di Erio Codecà, Milano, Sperling & Kupfer, 2016, ISBN 8820060175.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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