Oliva Itrana

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Olivo cultivar Itrana
Olivo trano.jpg
Esemplare di Olivo della cultivar Itrana
RegioneLazio
Caratteri botanici e agronomici
Attitudinemensa (principalmente) e olio
Portamentoassurgente
Fogliaellittico-lanceolata
Autofertilitàno
Caratteristiche dei frutti
Peso medio3,5 grammi
Formaovoidale
Simmetrialeggermente asimmetrico
Colore a maturazionerosso vinoso-violaceo
Umbonesi
Epicarpopruinoso, con lanticelle fitte evidenti
Endocarpoellittico, asimmetrico scabro in superficie
Resistenza
Alla moscamedio bassa
All'occhio di pavonemedio bassa
Al freddoalta
Alla siccitàresistente
Olive della cultivar Itrana
Oliva itrana.jpg
Olive della cultivar Itrana non ancora giunti a maturazione
Origini
Luogo d'origineItalia Italia
RegioneLazio
Zona di produzioneGaeta, Itri
Dettagli
Categoriaortofrutticolo
RiconoscimentoP.A.T.

L'oliva di Gaeta è un prodotto tipico laziale originario della città di Gaeta, che nasce dalla lavorazione una cultivar di olivo originaria e tipica del territorio Aurunco che si affaccia sul Golfo di Gaeta ed in particolare del comune di Itri dalla quale prende il nome di Itrana.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Generalità[modifica | modifica wikitesto]

L'olivo itrano, è una pianta molto vigorosa e rustica, che produce un frutto dal gusto inconfondibile. L'infiorescenza è nella media sia in lunghezza che per numero di mignole. Una sua peculiarità è la maturazione decisamente tardiva: marzo-aprile

Essendo autosterile sfrutta il Leccino e il Pendolino come impollinatori.

Il frutto prodotto è adatto sia per la produzione di olio che per la consumazione come oliva da tavola.

Olio[modifica | modifica wikitesto]

Dal colore giallo-verde, ha un sapore intenso, fruttato, lievemente amaro e piccante; note di pomodoro verde ed erbacee. Oleosità media: 19%

Nel 2010 l'olio extravergine di oliva Colline Pontine, prodotto con le olive di Gaeta raccolte nella provincia di Latina, ha ottenuto dall'Unione europea il riconoscimento di prodotto agroalimentare a denominazione di origine protetta (DOP).[1]

Consumazione a tavola[modifica | modifica wikitesto]

Olive di Gaeta in salamoia e condite

Dalla cultivar Itrana si ricavano ben due distinte olive da tavola a seconda del periodo di raccolta.

Nel primo periodo di raccolta che inizia solitamente dopo "i morti" il 2 novembre, si ricava un'oliva ancora acerba detta "bianca" o meglio "oliva bianca itrana". Questa, messa in salamoia, rimane di un colore verde cangiante tra l'arancio e il marroncino chiaro. E' un'oliva dal gusto molto particolare, leggermente amarognolo e pungente ma al contempo delicato che sposa bene con piatti di pesce, formaggi teneri o al consumo tal quale. Il suo corpo è tenace e solletica bene il palato regalando un mordente interessante con una polpa quasi croccante. le sue proprietà benefiche sono innumerevoli conservando tutte le caratteristiche nutritive dell'oliva acerba.


Dal 19 marzo per tradizione dopo la festa di san Giuseppe parte la raccolta delle olive commercializzate con il nome di Olive di Gaeta, dal caratteristico colore violaceo; in questo periodo dell'anno l'oliva si presenta prevalentemente nera con alcuni frutti ancora rosso intenso ma la permanenza nella soluzione acquosa salata fa sì che diventino di colore violaceo cangiante tra il rosa e il nero intenso.

Preparata in tal modo, l'oliva è adatta soprattutto negli usi in cucina, con la fettina alla pizzaiola assieme ai capperi, nel sugo alla puttanesca, insieme alla pasta o aggiunta al baccalà.

L'auliv a la ott (l'oliva in botte) o all' accqu (all'acqua; in salamoia) come si dice in dialetto locale, viene commercializzata poi in barattoli di vetro, secchielli in plastica o vaschette in plastica, ancora immersa nella salamoia. Viene commercializzata anche l'oliva bianca, sempre in salamoia. Un altro tipico modo di presentarla a tavola è l'oliva schiacciata (pistata). Il frutto viene colto agli inizi di novembre quando è ancora verde; viene pestato in modo da spaccare la polpa senza ledere il nocciolo e viene quindi lasciato in acqua per un paio di settimane. Dopo la "lavatura" viene riposto in vetro e condito con aglio, olio, peperoncino e prezzemolo e servito in tavola come antipasto, accompagnato dal pane gaetano e da altre specialità del paese di Fra Diavolo. Inoltre nel periodo di piena maturazione (marzo - aprile) dell'oliva di Gaeta viene prodotta anche l'oliva appassita, di colore nero, posta in un contenitore con sale grosso per circa 10 giorni e, successivamente, stesa al sole al naturale per circa una settimana. Dopo tale procedimento, condita con aglio, olio e peperoncino viene consumata oppure usata per la preparazione di altri piatti e per la pizza.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Colline Pontine DOP, su DOOR, Commissione europea.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]