Oliva Itrana

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Oliva Itrana
Olivo trano.jpg
Esemplare di Olivo Itrano
RegioneLazio
Caratteri botanici e agronomici
Attitudinemensa (principalmente) e olio
Portamentoassurgente
Fogliaellittico-lanceolata
Autofertilitàno
Caratteristiche dei frutti
Peso medio3,5 grammi
Formaovoidale
Simmetrialeggermente asimmetrico
Colore a maturazionerosso vinoso-violaceo
Umbonesi
Epicarpopruinoso, con lanticelle fitte evidenti
Endocarpoellittico, asimmetrico scabro in superficie
Resistenza
Alla moscamedio bassa
All'occhio di pavonemedio bassa
Al freddoalta
Oliva bianca d'Itri
Oliva itrana.jpg
Olive itrane
Origini
Luogo d'origineItalia Italia
RegioneLazio
Zona di produzioneItri
Dettagli
Categoriaortofrutticolo
RiconoscimentoP.A.T.
 

L'oliva Itrana, nota anche come oliva di Gaeta, Trana, Oliva Grossa oppure Cicerone, è una cultivar di olivo originaria e tipica del Lazio.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Generalità[modifica | modifica wikitesto]

L'oliva di Gaeta, è una pianta molto vigorosa e rustica, che produce un frutto dal gusto inconfondibile. L'infiorescenza è nella media sia in lunghezza che per numero di mignole. Una sua peculiarità è la maturazione decisamente tardiva: febbraio-marzo.

Commercializzata da anni con la denominazione di oliva di Gaeta che, grazie al suo porto, era il principale luogo di esportazione del prodotto. Inizialmente gran parte della produzione veniva fornita da Itri, da qui il nome della Cultivar, paese in leggera collina, a circa 5 km dal mare, e da molti altri comuni che sono sul dorsale marittimo dei monti Lepini.

Essendo autosterile, sfrutta il Leccino e il Pendolino come impollinatori. Il frutto prodotto è adatto sia per la produzione di olio che per la consumazione a tavola.

Olio[modifica | modifica wikitesto]

Dal colore giallo-verde, ha un sapore intenso, fruttato, lievemente amaro e piccante; note di pomodoro verde ed erbacee. Oleosità media: 19%

Nel 2010 l'olio extravergine di oliva Colline Pontine, prodotto con le olive itrane raccolte nella provincia di Latina, ha ottenuto dall'Unione europea il riconoscimento di prodotto agroalimentare a denominazione di origine protetta (DOP).[1]

Consumazione a tavola[modifica | modifica wikitesto]

Olive di Gaeta

Le note olive di Gaeta, dal caratteristico colore rosato, vengono raccolte a fine novembre e messe in salamoia; in questo periodo dell'anno l'oliva si presenta ancora verde con macchioline scure, ma la permanenza nella soluzione acquosa salata fa sì che diventino di un omogeneo colore rosa. Preparata in tal modo, l'oliva è adatta in insalata, con la fettina alla pizzaiola assieme ai capperi, nel sugo della pasta o aggiunta al baccalà.

L'auliv a la ott (l'oliva in botte), come si dice in dialetto locale, viene commercializzata poi in barattoli di vetro, secchielli in plastica o vaschette in plastica, ancora immersa nella salamoia. Viene commercializzata anche l'oliva bianca, sempre in salamoia. Un altro tipico modo di presentarla a tavola è l'oliva schiacciata. Il frutto viene colto agli inizi di novembre quando è ancora verde; viene pestato in modo da spaccare la polpa senza ledere il nocciolo e viene quindi lasciato in acqua per un paio di settimane. Dopo la "lavatura" viene riposto in vetro e condito con aglio, olio, peperoncino e prezzemolo e servito in tavola come antipasto, accompagnato dal pane itrano e da altre specialità del paese di Fra Diavolo. Inoltre nel periodo di piena maturazione (marzo - aprile) dell'oliva di Gaeta viene prodotta anche l'oliva appassita, di colore nero, posta in un contenitore con sale grosso per circa 10 giorni e, successivamente, stesa al sole al naturale per circa una settimana. Dopo tale procedimento, condita con aglio, olio e peperoncino viene consumata oppure usata per la preparazione di altri piatti e per la pizza.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Colline Pontine DOP, su DOOR, Commissione europea.

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